A tutti quei patrioti che amano la nostra bella Italia

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ABBONATI A CULTURAIDENTITA’

Se ne sta lì inciso sul frontone dell’ingresso del Vittoriale degli Italiani: Io ho quel che donato. E’ sicuramente uno dei più belli e significativi motti dannunziani, ma resta a distanza di un secolo anche un inno poetico a concedersi, a offrire, a regalare, a donare, perché noi siamo solamente ciò che diamo. E’ un concetto molto alto che sembra quasi stridere con questa società dell’algoritmo: al contrario si fa più che mai frase-manifesto che ben rappresenta il mondo culturale che in questi primi 5 anni ho aggregato intorno a CulturaIdentità. Noi siamo il frutto del nostro lavoro, di ciò che riusciamo a creare, di quelle idee che diventano azioni. E così, ispirandomi proprio al Vate d’Annunzio, sul palco e nella vita, ho voluto dar vita ad un’Associazione che è diventata giornale, movimento e poi Fondazione. Oggi chiediamo di donare, noi che temerari ed incoscienti abbiamo fondato un mensile cartaceo nell’epoca del web, negli anni del covid con le edicole che chiudono un po’ ovunque. La carta vive, invecchia , scolora ma resterà immortale come i versi di una poesia, perché racchiude la passione con la quale difendiamo e promuoviamo i simboli culturali e artistici della nostra bella Italia. Da quel palco del teatro Manzoni di Milano in quell’inizio di 2018 aggregammo artisti, intellettuali, giornalisti e imprenditori stanchi del qualunquismo imperante del politicamente corretto che stava trasformando il nostro Paese nella casa degli woke e della cancel culture. Ci avevamo visto lungo, perché questo Sistema nichilista senza identità in questi anni ne ha fatti di danni: basti vedere i dementi assalti che pochi ed imbecilli ambientalisti da salotto compiono al nostro patrimonio artistico incollandosi poi le mani sulle pareti. Volevamo però anche spronare un’area, soprattutto politica, ad interessarsi di cultura, visto che dal Dopoguerra se ne era infischiata altamente lasciando contenuti e contenitori appannaggio di quella sinistra post comunista diventata arcobaleno. E se oggi questo pezzo d’Italia è al Governo lo deve anche un po’ al lavoro che in questi primi cinque anni CulturaIdentità ha fatto sui territori, dando voce a piccole associazioni che nessuno ascoltava e a quei sindaci delle cittadine di provincia che volevano raccontare l’unicità di alcuni simboli culturali del proprio comune. La nostra battaglia in realtà non ha colore politico, dovrebbe essere quella di tutti gli italiani. Amare e valorizzare pezzi di Storia e di Arte che il mondo ci invidia è quasi una missione per ogni cittadino italiano. Solo recuperando ciò che siamo, possiamo dare un futuro ai nostri figli educandoli a quella Bellezza che calpestiamo distrattamente ogni giorno. Oggi la parola Identità è sulla bocca di tutti. Addirittura è nato un quotidiano che, diciamo la verità, ci ha scopiazzato il nome. Si organizzano incontri e tavoli di lavoro su questa tema così centrale in un mondo globalizzato che sta cadendo a pezzi sotto i colpi di una guerra e di una pandemia. Anche in questo abbiamo anticipato i tempi, indirizzando la discussione pubblica sulla difesa delle piccole comunità sociali, culturali, economiche. Esaltare ciò che è micro. La Fondazione Città identitarie nasce proprio con questo spirito. Una rete di oltre 100 Comuni che grazie ai nostri Festival fanno conoscere storie e personaggi del luogo, prodotti del Made in Italy, simboli identitari di cui andare fieri dai quali ricostruire un nuovo immaginario. Sotto la pioggia battente abbiamo sfilato con sindaci e gonfaloni nel suggestivo borgo di Civita di Bagnoregio. Sul quel ponte sospeso nel tempo che collega passato e futuro abbiamo lanciato il Manifesto delle Città Identitarie, perché tradizione ed innovazione si fondino insieme per creare una voce di libertà. Noi siamo per creare una forma di libertà, una voce di bellezza sopra il mondo immemore delle cose alte e delle cose eterne. E sono certo che la passione per la nostra Storia sopravviverà trasformata in splendore. La costanza della nostra Cultura sopravviverà trasformata in fulgore. Per tutto questo oggi vi chiediamo di donare a CulturaIdentità quello che continueremo a restituirvi con amore su queste pagine, nelle nostre piazze, dentro i nostri cinema e teatri, all’interno dei musei. Perché amare la nostra Patria, essere patrioti, vuol dire anche e soprattutto: essere consapevoli e fieri di nascere e vivere nel Paese più bello del mondo

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