Bertolaso prossimo sindaco di Roma?

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Vi ricordate quando Marco Travaglio e Il Fatto Quotidiano e i grilletti facevano il tiro al piccione contro Guido Bertolaso e l’ospedale Covid di Milano costruito a tempi di record? Il Presidente della Regione Attilio Fontana, che aveva giustamente deciso di agire per tempo (e sempre per tempo aveva anticipato tutti sulla necessità dell’uso delle mascherine in quel famoso video anch’esso preso di mira dagli sciacalli), chiamò “Mr Emergenze” che, dall’Africa, rientrò subito in Italia per gestire la drammatica situazione lombarda: l’ospedale venne edificato senza spillare un soldo dalla casse pubbliche in vista di un suo (non) auspicato impiego e per fortuna (allora) rimase inutilizzato, ma con 200 posti letto e le strutture connesse pronte per essere operative. Vi fu il vergognoso titolo del Fatto quando lo stesso Bertolaso venne colpito dal virus e vi fu il fango gettato addosso sull’impresa in merito alle modalità finanziarie che ne resero possibile la realizzazione, sospetti e illazioni che i marchingegni della macchina del fango non poterono però spargere. Ora che il virus ha ripreso a mordere e il numero dei malati sta salendo, forse (e purtroppo) quello stesso ospedale può tornare di drammatica utilità: Dio non volesse, ma cosa direbbero quei professionisti delle accuse ad alzo zero qualora la situazione sanitaria imponesse di ricoverare i malati anche lì? Per ricordare quanto fosse stata essenziale e di primaria importanza l’azione di Bertolaso vi proponiamo il suo ritratto pubblicato sul numero di aprile di CulturaIdentità, proprio mentre corrono voci che il centrodestra compatto lo possa candidare a sindaco di Roma, cosa del resto ipotizzata da noi in questo articolo. (Redazione)

L’Italia chiama. Bertolaso risponde sempre

È l’uomo delle emergenze, dal terremoto dell’Aquila fino alla battaglia contro il Covid-19 che sta vivendo con coraggio in prima linea sulla propria pelle

“Non voglio sentire nelle prossime 24 ore nessun cittadino abruzzese che dica ‘Ci hanno lasciati soli’”. Era il 6 aprile 2009 quando Guido Bertolaso pronunciava queste parole a L’Aquila al tavolo dell’emergenza, subito dopo il terribile terremoto che aveva devastato la città. Perché Bertolaso è l’uomo delle emergenze. Lo ha sempre dimostrato. Nella sua “bacheca” una serie di riconoscimenti non da poco: Cavaliere di gran croce dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Grande ufficiale dell’Ordine al merito della Repubblica italiana. Medaglia d’oro al merito della sanità pubblica. Attestato e medaglia di bronzo argentata di eccellenza di II classe di pubblica benemerenza del Dipartimento protezione civile. Laurea honoris causa in ingegneria gestio nale dalla Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. Cittadinanza onoraria del Comune di Ostuni. Laurea Honoris Causa in Giurispruden za dalla St. John’s University. Laurea Honoris Causa in Sostenibilità Ambientale e Protezione Civile dall’Università Politecnica delle Marche. Alla tenera età di 70 anni (appena compiuti lo scorso 20 marzo) Guido Bertolaso ritorna in campo. Questa volta a chiamarlo è il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana. Mr. Emergenze dovrà coordinare i lavori per la realizzazione dell’ospedale in fiera a Milano. “Ritengo che la conoscenza diffusa su un progetto di tale portata, che sarà d’esempio per numerose realtà nel resto del mondo, sia oggi fondamentale per prendere piena consapevolezza della situazione. La partecipazione in una missione tanto difficile è indispensabile per la realizzazione di un progetto che a molti tutt’oggi sembra impossibile”. È così che Guido Bertolaso – Advisor della Regione Lombardia per l’emergenza coronavirus – presenta la difficile sfida. Il progetto (si legge dai comunicati ufficiali) dell’Ospedale “Fiera” di Terapia Intensiva Emergenza Covid19, nato in collaborazione con Regione Lombardia, prevede la realizzazione di circa 200 posti letto. Si tratta di un ospedale a tutti gli effetti, in grado di esserem operativo a 360 gradi. Non solo una degenza per i ricoverati da coronavirus, ma una struttura in grado di curare ogni altra patologia correlata. L’Ospedale è allestito all’interno dei primi due livelli del padiglione fieristico. La programmazione dei lavori è stata suddivisa in 3 fasi di intervento, per consen tire l’immediata disponibilità di posti letto. La Fase 1 prevede la realizzazione di 2 unità operative complesse e disporrà, in brevissimo tempo, di 28 posti letto con i servizi dedica ti e delle aree di supporto per lo svolgimento in loco di tutta l’attività sanitaria diagnostica e terapeutica. Per le prime due unità saranno impegnati oltre 80 medici e infermieri. A seguire saranno attuate la Fase 2 e la Fase 3 per il completamento delle altre unità operative. Insomma, un progetto importante, Come tante sfide affrontate e vinte da Bertolaso nel passato. Nominato da Romano Prodi nel 1996 ed a lungo capo della Protezione Civile, medico chirurgo specializzato in malattie tropicali, nel suo curriculum vanta l’organizzare del Giubileo del 2000 a Roma su incarico dell’allora sindaco Francesco Rutelli, nel 2005, sempre a Roma, si è occupato di gestire l’enorme afflusso di fedeli per i funerali di Papa Giovanni Paolo II. Nel 2003 Silvio Berlusconi lo ha chiamato per affrontare l’emergenza Sars. “Io sono un medico e quando mi chiamano perché ci sono dei feriti, cerco di salvare loro la vita. E quindi se è necessario passo anche con il rosso e vado contromano. Poi pagherò la multa”. Una frase che è divenuta un mantra per Bertolaso: lo tsunami del 2004 in Thailandia e Cambogia, l’emergenza rifiuti in Campania, il G8 organizzato a L’Aquila subito dopo il terremoto. Poi l’inizio dei guai giudiziari che lo hanno portato a dover subire 8 anni di processi da cui è uscito assolto da ogni accusa. In questi anni dietro le quinte (a parte la breve parentesi della candidatura a sindaco di Roma) ha fatto quello che ha sempre amato e si è dedicato in Sierra Leone ai bambini meno fortunati. Come medico e come uomo delle emergenze, portando aiuti e contribuendo alla costruzione di scuole nei villaggi. L’Italia e gli italiani sembravano essersi dimenticati di Bertolaso, fino al momento del bisogno. E lui non si è fatto attendere. C’era bisogno di un commissario per l’emergenza Covid-19. Da più parti era stato invocato il suo nome come quello di chi avrebbe dovuto gestire l’emergenza a livello nazionale. Ma così non è stato. Forse il premier Conte temeva che la sua im magine potesse essere offuscata da quella del carismatico Bertolaso e gli ha preferito Arcuri che di emergenze e carisma forse sa poco. Ma ci ha pensato Fontana a richiamare il Guido nazionale, che è stato accolto come il salvatore della Patria. E, sempre con il permesso del presidente lombardo, anche quello delle Marche ha invocato l’aiuto di Bertolaso per la gestione dell’emergenza nella regione. Bertolaso è l’uomo forte di cui l’Italia ha bisogno. Magari, finito tutto, sconfitto questo maledetto virus, avrà voglia di risistemare Roma. Solo lui potrebbe. Come sindaco.

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4 Commenti

  1. Magari Guido potesse essere eletto a Sindaco della Capitale.Glielo auguro con tutto il cuore e poi chi meglio di Lui potesse dare risposte CONCRETE,CERTE e POSITIVE alla città più bella del Mondo:Forza Guido!!!

  2. Avrebbe troppi bastoni tra le ruote anche se fosse commissario, figurati come sindaco.
    Dubito vorrà fare il sindaco proprio nella città in cui fu accusato di cose inesistenti.
    Faceva fisioterapie e se la pagava di tasca propria, esattamente come fa tantissima gente che ha mal di schiena, se aspetti la sanità pubblica…

  3. Roma é una bomba ad orologeria per chi la governa. A meno che si concedano poteri speciali al nuovo sindaco. Solo con poteri speciali un nuovo sindaco potrà raddrizzare le infinite storture capitoline.

  4. Altra cazzata di Berlusconi? ma non imparano mai quelli del centrodestra? sempre con zuppe rivoltate e masticate.E perche no Caldoro o Fitto? ma per favore, dal cilindro poca uscire qualche cosa di almeno più decente? Ma che vergogna.Questo e’ una catastrofe nata, cacciato ovunque ed in ogni dove.Ma non va in pensione ,faccia il Cincinnato, che gli si addice.

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