Nicotera

Nicotera

Alla scoperta del Paradiso terrestre di Nicotera

Viaggio nella terra conquistata e resa grande dall’imperatore Federico II

Nicotera è l’ultimo Comune posizionato all’estremità sud-ovest della provincia di Vibo Valentia, sulle estreme propaggini dell’altopiano del Monte Poro, a 220 metri sul livello del mare. Un vero “Paradiso terrestre” per chi guarda la montagna verdeggiante punteggiata di case, ma che nella sua storia ha invece molto dell’Inferno.
Oggi l’abitato gode di uno splendido paesaggio, comprendente Nicotera Marina, Monte Sant’Elia di Palmi, lo stretto di Messina, l’Aspromonte e le Isole Eolie. Un vero e proprio terrazzo sul mare dal quale poter ammirare uno dei più suggestivi paesaggi che la Calabria offre. Il suo nome, di origini certamente greche, significa “Segno della vittoria”. Di estremo interesse archeologico è il suo contesto romano, di cui si possiedono molte notizie sparse. L’insediamento romano era sviluppato a ridosso del litorale, a sud di Nicotera Marina, mentre l’insediamento altomedievale si colloca nell’area dell’abitato moderno in posizione strategica sul mare. In questo periodo, gli abitanti di Nicotera, a causa delle numerose incursioni saracene si ritirarono in alto nel sito ove oggi sorge la cittadina.
Nel 1065 Roberto il Guiscardo la fortificò così la cittadina poté risorgere attorno al castello che egli fece costruire. La nuova città, ricostruita seguendo schemi tipicamente normanni, risplende ora di nuovo fascino: il Castello e la Cattedrale rappresentano il cuore della città e da qui si ripartiscono le strade che portano ai diversi quartieri. Fu nuovamente distrutta e quindi ricostruita da Roberto d’Altavilla. Dopo venne conquistata da Federico II, sotto il quale raggiunse il suo massimo splendore. Per potenziare il sistema economico Federico II fece giungere a Nicotera gli ebrei e costruì il quartiere detto “Giudecca”, tutt’oggi individuabile. Anche in virtù della sua nota curiosità nei confronti delle religioni si guadagno in vita l’appellativo di “eretico”, oltreché di “Stupor mundi”. Per questo Dante lo inserisce nel sesto cerchio infernale, dove giacciono coloro “che credono che l’anima muoia col corpo”, come spiega Virgilio.

Lontano dai tormenti della città di Dite, nel Paradiso terrestre di Nicotera, troviamo il Museo Diocesano di Arte Sacra ubicato nel trecentesco palazzo dei Pellizza, che contiene diverse sezioni: al piano terra è sistemata la raccolta di marmi, granito, metalli, arenaria, vetri, ceramica e porcellana, che coprono un arco cronologica che va dal XI al XX secolo, una raccolta di reperti greco-romani; la biblioteca diocesana capace di dodicimila volumi con un fondo antico che va dal secolo XVI al XIX secolo, con pregevoli volumi di patristica, teologia, letteratura greco e romana, agiografie e vite dei Santi, tra cui alcuni volumi del Migne. Nel vecchio centro della cittadina sono frequenti balconi a pancia e tulipani in ferro battuto, con mensole di granito, opere del Settecento. Oggi Nicotera, si regge prevalentemente sul turismo, sulla pesca e su piccole attività commerciali. Città della dieta mediterranea di riferimento, nel 2015 Nicotera si aggiudica la bandiera verde delle spiagge, riconoscimento europeo assegnato dalla FEE.
Mariangela Preta