Formello

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Formello, molto più che il buen retiro dei famosi

Il comune a nord di Roma ha radici etrusche e un futuro fatto di natura, impresa tecnologica e cinetelevisiva

Il vero punto di svolta storico per tutto il territorio è stato rappresentato, negli anni ’70, dalla costruzione della Cassia bis, realizzata per alleggerire il traffico della vecchia Cassia, è diventata il volano dello sviluppo edilizio ed economico dell’area a nord di Roma. È proprio questo uno dei motivi per i quali si è registrato negli anni un incessante aumento demografico passando, per intenderci, dai 7.500 abitanti del 1990, ai 14.000 odierni. Parallelamente è cresciuto il reddito pro capite, posizionando Formello come terzo Comune più ricco del Lazio.
Tutto ciò molto probabilmente grazie alla presenza di molte personalità che, nel corso degli anni hanno scelto di dimorarvi. Nel tempo infatti a Formello hanno vissuto molti attori, cantanti, uomini politici e, naturalmente, calciatori. Il fu Presidente della Repubblica Giovanni Leone, Renato Zero, RAF, Fisichella, Chinaglia, Umberto Tozzi, Carmen Russo, sono solo alcuni dei nomi che si trovano fra i residenti di ieri e di oggi. Una delle chiavi del successo di questo Comune è sicuramente l’eterogeneità del territorio. Formello infatti non è solo edilizia residenziale (in molti casi di lusso), ma è molto altro. A sud del paese, in prossimità della Cassia bis, è presente una importante zona produttiva. Nata con piccoli insediamenti di tipo industriale, è oggi un polo economico di primo piano. Accanto al tessuto di piccole realtà, troviamo aziende di rilievo nazionale che operano nel campo sanitario, assicurativo, dell’Information Technology e della logistica. Migliaia di impiegati, professionisti ed operai animano questa realtà dove, ormai da diversi anni, si è sviluppato soprattutto un grande polo dell’audiovisivo. Grazie alla presenza della Lux Vide, tante produzioni cinematografiche e televisive nascono a Formello. “Don Matteo”, “DOC”, “Blanca” e ultimamente “Sandokan”, solo per citarne alcune. Ma ciò che fa di Formello un Comune di primo piano pur non raggiungendo ancora i 15.000 abitanti, sono soprattutto le bellezze storiche e ambientali. Siamo a due passi dall’antica città etrusca di Veio e pienamente all’interno dell’omonimo Parco, che qui si estende per circa il 71% del territorio. La parte più bella è senza dubbio quella rappresentata dalla Valli del Sorbo, dove si snoda il fiume Cremera. Grandi prati, colline e boschi di querce che lasciano stupefatti se si pensa che si è a pochi minuti di auto dal caos di Roma. Parte dell’area è tutelata come Sito di Interesse Comunitario (SIC). Le valli, come il centro storico del paese, si trovano sul tracciato della Via Francigena, cammino di fede che unisce Canterbury a Roma, documentato per la prima volta dall’arcivescovo Sigerico nel 990. Migliaia di pellegrini ogni anno attraversano questi luoghi ricchi di storia, di testimonianze di fede e di bellezze naturali, per recarsi alla Basilica di San Pietro che da qui dista 33 km. La storia qui si respira ad ogni passo. Dalla vicina necropoli etrusca di Monte Michele, datata tra il 670 e il 650 avanti Cristo, alle catacombe di Monte Stallone, dal Palazzo Chigi (già Orsini) a Villa Versaglia, entrambe classificate fra le dimore storiche del Lazio. Proprio Palazzo Chigi è tutt’oggi uno dei simboli dell’identità locale. Dopo che nel 1661 il feudo di Formello fu venduto ai Chigi dalla famiglia Orsini, venne aggiunto un piano al Palazzo per creare un Appartamento Novo con una cappella privata, affreschi e soffitti dipinti. Proprio l’attuale sindaco, Gian Filippo Santi, ha intrapreso l’opera di restauro di questo piano che rappresentava l’ultima parte del Palazzo da risanare. Alcune stanze sono state destinate ad ospitare una mostra permanente delle opere di J. P. Velly, noto incisore di fama mondiale, che ha vissuto per lunghi anni a Formello (a lui è dedicato il Centro d’incisione e grafica d’arte del Comune). Palazzo Chigi ospita attualmente anche una sala per esposizioni, la biblioteca comunale, la sala del Consiglio Comunale, gli uffici dell’assessorato alla cultura e il Museo dell’Agro Veientano. Il Museo dell’Agro Veientano, costituito nel 1992, conserva reperti che vanno dall’epoca protostorica all’Età del Ferro, dal periodo etrusco fino all’epoca romana a partire dalla presa della città di Veio (396 a.C.). Non sono trascurate nemmeno le fasi post-antiche, dalla fase paleo-cristiana ai Feudi Orsini e Chigi. Le testimonianze provengono da un vasto ambito territoriale oggi compreso tra il Comune di Formello e quello di Roma (zona nord). All’interno del Museo è esposto anche lo Statuto originale, datato 1544. Attualmente in fase di restauro, dopo decenni di abbandono, è il complesso di Villa Versaglia. Comprende diversi edifici, tra cui la villa principale, la torre, la cappella, il casino, gli alloggiamenti dei pastori e un magazzino per gli agrumi. Ideata, voluta e vissuta dal Cardinale Flavio Chigi che concepì una nuova idea di residenza estiva nella campagna di Formello, dopo la sua morte, nel 1693, inizia un lento declino. La storia, come dicevamo, si respira sicuramente passeggiando per il centro storico dove si trovano anche due importanti chiese. Una è dedicata a San Lorenzo Martire, patrono, insieme a San Prudenzio, di Formello. Al suo interno una meridiana, costruita nel 1795-‘96. La meridiana di San Lorenzo è l’unica del Lazio “a camera oscura”, se si fa eccezione di quella della basilica di Santa Maria degli Angeli a Roma. L’altra chiesa, lungo Via XX Settembre, è dedicata a San Michele Arcangelo. “Chiesa d’impianto romanico, con alto campanile, nel centro storico di Formello, lungo la via Francigena, qui coincidente col percorso Micaelico della Via sacra Longobardorum. Citata in documenti del XII sec., fu una delle due parrocchie del piccolo borgo fino al XIX secolo”. Così la descrive il FAI nel suo sito. Attualmente sono in corso una serie di restauri che hanno portato alla luce anche interessanti affreschi. L’amore per la propria storia e la propria identità si ritrova anche nell’archivio storico che colleziona documenti dal 1544 al 1955. Oltre lo Statuto, ne fa parte il catasto del 1559, perfettamente conservato. Specialmente negli ultimi anni, si avverte un fermento culturale nuovo. Oltre alle mostre, le presentazioni di libri e molteplici altre attività, Formello è divenuto un luogo importante per la musica classica e non solo. Dopo anni di eventi legati al Jazz, è divenuto centrale un appuntamento di grande spessore denominato “Chigi Festival – I Principi della Musica”. Un evento che rappresenta un viaggio affascinante nella storia della musica, dalla grande stagione seicentesca del mecenatismo Chigi fino ai suoni del mondo contemporaneo. Il festival si articola in una serie di eventi dedicati alla lirica, all’opera e all’operetta, con incursioni nella danza e nel teatro della Commedia dell’Arte, in una rassegna che unisce tradizione e modernità. La presenza di figure come Uto Ughi e Nicola Piovani, ha dato lustro a questo evento estivo che cresce di anno in anno. Ma Formello non è solamente luogo di quella che potrebbe sembrare una cultura elitaria o di nicchia. Le tradizioni popolari infatti sono quelle che trovano sempre uno spazio di primo piano grazie all’impegno di una Pro Loco attivissima su questo fronte. Oltre la festa patronale di San Lorenzo ad agosto, gli appuntamenti ai quali non si può mancare sono la festa di Sant’Antonio (in onore delle origini rurali e contadine di cui i formellesi vanno ancora fieri) e la festa di San Martino che celebra l’autunno, i sapori tipici e le tradizioni locali. Anche lo sport a Formello profuma di identità. Persino il podismo la celebra con tre corse: un trail che parte dal centro del paese per snodarsi nelle Valli del Sorbo, una gara che celebra il patrono e una corsa che unisce “due campanili”, quello del Santuario del Sorbo e quello di San Michele nel borgo. Il territorio è altresì celebrato dal gruppo di ciclisti appassionati di mountain bike, che accompagnano tantissimi sportivi della capitale sui numerosi sentieri presenti a Formello e dintorni, permettendo di viere il territorio unendo sport e natura in un connubio formidabile. “Mantenere l’equilibrio fra la tradizione e la modernità, l’ambiente e lo sviluppo economico, l’attenzione per la cultura ma anche per gli aspetti sociali, è un’alchimia molto complessa” ci racconta il vicesindaco Cristiano Lancianese. “La sfida per Formello è mantenere la sua identità di paese senza farsi fagocitare dalla metropoli che ci è accanto. Vivere le opportunità che la vicinanza a Roma ci può dare, senza però diventare un semplice satellite della città. Ecco, questa è la sfida di ogni giorno. Difficile, difficilissima da affrontare, ma nel contempo anche stimolante e affascinante”. Il “buon vivere”, lo sviluppo economico e sociale, il parco di Veio, l’attenzione alla storia, le attività culturali e sportive, il folklore e le tradizioni conservate, tutto a Formello sembra dire che al momento la sfida è vinta. [Alberto Lancia]

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