Senigallia

Senigallia

Dal mare alla Rocca la bella Senigallia ti seduce

“Vogliamo ridarle lustro” dice Pizzi, assessore alla Cultura della città natale di Pio IX

Senigallia, tradizionalmente fondata dai galli senoni di Brenno e poi divenuta provincia romana, dopo la battaglia del Sentino del 295 a.c. vive di un gioco permanente tra elementi diversissimi che dialogano tra loro all’interno di una trama storica e umana, unica e singolare. Coricata sul Misa e affacciata sull’Adriatico, quasi ad accogliere le differenti dinamiche sociali e commerciali imposte dal fiume e dal suo mare, Senigallia ha vinto, nei secoli, i tempi difficili, e ha celebrato le sue grandi fortune. Lo raccontano i suoi monumenti, i Portici Ercolani e la Rocca, la pacata e affascinante urbanistica al servizio dell’uomo e delle sue aspirazioni, la limpidezza degli spazi i quali si esprimono in una geometria equilibrata, dove i grandi edifici patrizi e signorili, dialogano con le opere della fede e della devozione. Senigallia materializza il suo passato nella imponente Rocca Roveresca che, dall’impronta datale da Sigismondo Pandolfo Malatesta alle successive volontà architettoniche di Giovanni Della Rovere, si apre come ciclopico libro di memorie e vicende, tra le quali, quelle di un Cesare Borgia, che espugnata la città nel 1530, vi compì una efferata quanto famosa strage, narrata da quel grande scienziato della politica che fu Niccolò Machiavelli; il suo bellissimo Palazzo del Duca eretto nella metà del Cinquecento da Guidubaldo II Della Rovere su progetto dell’architetto Girolamo Genga.. Di Senigallia fu Giovanni Mastai Ferretti, il famoso Pio IX, un Papa che molto influì sulle vicende dell’Italia moderna. Senigallia, che si accompagna infine, al fluire delle acque del Misa, accanto al quale i suoi cittadini passeggiano sotto i settecenteschi Portici Ercolani, che rievocano ancora oggi gli antichi mercati, gli scambi delle merci e il senso d’identità e di appartenenza di una popolazione coesa eppure spiritualmente aperta. La cittadina ha costruzioni preziose e non alte e il cielo è pertanto, da ovunque, osservabile, rispecchiando la serenità del luogo e della gente, che si concentra nel Foro Annonario, vecchia e nuova sede di un attivissimo mercato. Si ama l’Italia amando Senigallia, che tutto racchiude e se non tutto, certamente moltissimo, come la chiesa di Santa Maria delle Grazie collocata in un esterno spazio paradisiaco, nel cui edificio si trova un Perugino con la sua opera d’arte denominata “La Madonna con Santi”. Magnetica anche d’estate con il Summer Jamboree, festival della musica americana degli anni ‘50 e ’60, che sbircia dal suo presente, i vorticosi trascorsi del passato prossimo. Città osservata perennemente da lontano, dalla “Madonna di Senigallia” di Piero della Francesca e sigillata dalla letteratura di Dante Alighieri nella Divina Commedia: “Se tu riguardi a Luni e Urbisaglia come son ite e come se ne vanno di retro ad esse Chiusi e Sinigaglia” (Paradiso, canto XVI, 73 – 78).
“Da poco più di un anno abbiamo la responsabilità di amministrare Senigallia e lo stiamo facendo ponendo al centro il rapporto con i cittadini. Vogliamo ridare lustro alla nostra citta’’. Queste, le calde parole, dedicate alla sua città, da Riccardo Pizzi, assessore alla Cultura.
Massimo Baronciani