DDL Made in Italy: si certifica la cucina italiana nel mondo

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È stata presentata la bozza del primo “ddl Made in Italy” dall’omonimo Ministero promotore, che sarà discusso in Consiglio dei Ministri la prossima settimana.

Nella bozza del disegno di legge si spiega che la certificazione è rilasciata, su istanza del ristoratore, da un ente certificatore accreditato presso l’organismo unico di accreditamento nazionale italiano, sulla base di una tariffa approvata e di un disciplinare adottato con decreto del Ministro delle imprese e del Made in Italy, di concerto con il Masaf che individua i requisiti e le specifiche per il rilascio della certificazione stessa, con particolare riferimento all’utilizzo di ingredienti di qualità e di prodotti appartenenti alla tradizione enogastronomica italiana, DOP, IGP, DOC, DOCG e IGT.

Tra le proposte, la certificazione volontaria dei ristoranti italiani nel mondo che andrà ad accertare, attraverso una serie di parametri, che nei ristoranti siano utilizzati prodotti in linea con le migliori tradizioni italiane, contrastando l’utilizzo speculativo di prodotti che contribuiscono ad incrementare il fenomeno dell’Italian Sounding, che sottrae al mondo agroalimentare italiano circa 120 miliardi l’anno.

“Con il ddl Made in Italy, voluto dal Ministero dell’industria del Made in Italy e dal Ministero della Sovranità alimentare si introduce finalmente il concetto di certificazione di ristorante italiano nel mondo. Questo perché la cultura del nostro Paese, passa anche attraverso in prodotto agroalimentare e la tutela delle nostre produzioni passa attraverso il controllo di chi si vuole dimostrare ‘ristorante italiano’. – afferma Fabrizio Capaccioli, Ad di ASACERT e ideatore del Protocollo dì certificazione ITA0039 – “Recentemente è stato rinnovato l’accordo ASCERT con Coldiretti, già siglato nel 2019 per introdurre il concetto di certificazione di chi vuole investire sui prodotti del nostro territorio, lavoriamo per diffondere cultura, benessere e dieta mediterranea, contrastando il fenomeno di Italian Sounding che oggi pesa per circa 120 Milardi l’anno di mancata produzione nel nostro paese. Con questa nuova certificazione finalmente si andrà verso una nuova regolamentazione fortemente voluta da ASACERT per essere così protagonisti di un nuovo modo di tutelare il patrimonio del nostro paese”.

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