Con la sua gente schietta e colorata con i suoi paesaggi lagunari che assomigliano a Venezia, Chioggia ha ispirato Goldoni, tanto da essere ormai considerata la città del teatro per eccellenza. E proprio del rapporto fra Chioggia con il teatro parliamo con un’attrice che ha iniziato con il cinema, ha poi calcato le assi del palcoscenico e che con Chioggia ha un legame elettivo: Debora Caprioglio.
Impegnata in questi giorni in tournee sino ad aprile con lo spettacolo “Plaza Suite” con Corrado Tedeschi, in cartellone in Sardegna, in Sicilia e poi nel nord Italia, Debora Caprioglio è stata fra gli ospiti della puntata di Radix dedicata alla città lagunare, perché, anche se nata a Mestre, ha un rapporto speciale con la “Piccola Venezia”.
“Il mio legame con Chioggia è molto teatrale perché come molti sanno è stato un grande parterre per le opere teatrali, soprattutto per Goldoni – ha spiegato la Caprioglio –. E le “Baruffe chiozzotte” io le ho interpretate da bambina perché noi veneziani all’epoca crescevamo a pane e Goldoni: veniva insegnato nelle scuole, ci facevano fare le recite, ci portavano a teatro, a Venezia. E ci portavano a Chioggia”.
Ma tu sei di Mestre.
Sì, ma mi considero veneziana. E Venezia e Chioggia sono molto simili: sono dei palcoscenici naturali, tant’è che ancora oggi c’è questa bellissima tradizione a Chioggia di fare il teatro nelle calli, così come anche a Venezia, perché ovunque c’è uno spirito teatrale. A Chioggia è come se si fosse sempre in teatro. E poi è bellissima, sembra una città d’altri tempi, dove ho molti amici e vado spessissimo anche a recitare.
Hai un immagine particolare di Chioggia?
Chioggia come Venezia subisce il fenomeno dell’acqua alta perché è sul mare e quindi quando la marea si alza entra dentro alla città. Ricordo un bellissimo capodanno in piazza, c’era l’acqua alta e aveva nevicato: quindi c’era metà città coperta dalla neve l’altra metà dall’acqua. Era un’immagine stranissima, credo di non aver mai visto uno spettacolo così da nessun’altra parte. E poi Chioggia ha questo fascino antico, lei come anche le sue persone, abitanti molto particolari, molto gelosi e custodi della loro città e della loro tradizione. Io mi ricordo che una volta, in inverno con la nebbia, a una finestra si affacciò una signora anziana che aveva molto molto segnato, molto bello. E in quel momento mi sembrò quasi un fantasma nelle nebbie.
Tu interpreti dei personaggi femminili sempre molto forti: com’è il personaggio femminile goldoniano?
Sono donne molto forti perché Goldoni è stato un precursore: le donne goldoniane sanno quello che vogliono e sanno come ottenerlo. Le commedie di Goldoni le ho fatte quasi tutte, dalla “La donna di garbo” a “Un curioso accidente” a “La vedova scaltra”, e in Goldoni ci sono donne che rispetto agli uomini fanno una figura migliore, perché gli uomini sono descritti da Goldoni un po’ vagamente. Sicuramente lui ama molto le donne e le dipingeva in maniera molto positiva e anche molto moderna per l’epoca.
Tu sei diventata famosa come musa ispiratrice per un maestro del cinema come Tinto Brass in “Paprika”, un film provocatorio. E tu sai che Chioggia ha dato i natali anche alla senatrice Merlin, che fu famosa per la legge del 1958 sull‘abolizione delle case chiuse. Cosa pensi tu delle case chiuse? Secondo te è una legge che oggi dovrebbe essere superata?
È una domanda a cui è molto difficile rispondere, perché i tempi sono molto cambiati e sicuramente occorre una maggior tutela per chi poi sceglie di prendere questa strada. Le cose sono molto diverse. Forse all’epoca come si gestiva la prostituzione non andava bene, ma oggi occorre un punto di vista diverso. Anche perché siamo siamo cresciuti e con noi i problemi: la prostituzione s’accompagna con fenomeni di criminalità organizzata e altro… insomma, ogni epoca deve trovare la sua strada per aggiuntare le cose…
Un’ultima domanda: cos’ha di sensuale per te Chioggia?
L’imprevedibilità. È una città molto imprevedibile, per il clima e poi perché è una città misteriosa. Chioggia non è grandissima ma cambia, può essere piccola, può essere grande a seconda del clima, del vento, della pioggia o del sole e poi ha questo affaccio sul mare che è bellissimo. Ma soprattutto ha questa verità: è una città molto vera, perché le baruffe chiozzotte vengono riproposte di continuo in questa città perché sono ancora molto attuali e rispecchiano l’anima di Chioggia che è rimasta intatta. E speriamo che lo rimanga sempre perché ci piace così.


















