E i cattivi maestri sognano nuovi Anni di Piombo

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Profanare un simbolo che rappresenta l’Unità del Paese ed il ricordo di centinaia di migliaia di uomini e donne che si immolarono per la nostra Patria è un gesto vile e vergognoso che non va sottovalutato. Il clima d’odio che l’opposizione sta fomentando giorno dopo giorno per cercare di mettere in difficoltà il Governo, sta diventando molto pericoloso. Così si giustificano le frange più estreme dei centri sociali e dell’anarchia che si sentono protetti da quei giornali e da quegli opinionisti che quotidianamente sognano il crollo della Meloni e dei suoi alleati. Mettere uno striscione che inneggia ad un uomo che ha cercato di uccidere e di compiere atti di terrorismo sull’Altare della Patria è un attacco allo Stato senza precedenti. La sinistra usa strumentalmente da anni le frange più estreme sperando di destabilizzare il centrodestra. Non possiamo dimenticarci le immagini del 2011 quando piazza san Giovanni bruciò letteralmente per manifestare contro l’allora Governo Berlusconi. La violenza dei collettivi contro i banchetti della Lega e di Fratelli d’Italia è all’ordine del giorno durante ogni campagna elettorale. Negli atenei gli studenti che hanno simpatie a destra vengono minacciati ed aggrediti ogni settimana. Naturalmente in quel caso non si parla mai di raid squadristi. Nessuno si indigna se viene impedito lo svolgimento di un convegno alla Sapienza o se il pupazzo della Premier viene esposto a testa in giù. Facciamo attenzione! I cattivi maestri non infiammino gli animi come in un passato non troppo lontano. E’ ridicolo infatti fare insensati paragoni col Fascismo o con la Storia di 100 anni fa, mentre è molto più utile ricordare la scellerata ideologia di alcuni intellettuali e giornalisti che ad esempio nel 1972 portarono all’assassinio del commissario Calabresi. Il vero rischio a cui andiamo incontro è più quello: polarizzare uno scontro che ci riporta indietro agli anni 70. La preside del liceo Michelangiolo di Firenze dovrebbe insegnare ai suoi ragazzi cosa furono gli Anni di Piombo< perché la violenza va condannata sempre, non solo quella che arriva da una parte politica. Senza immaginare fantomatici fascisti su Marte, dovrebbe raccontare ai suoi studenti che nel Giorno del ricordo delle foibe, i giovani dei collettivi comunisti hanno aggredito e picchiato ragazzi che volantinavano davanti la scuola. Ragazzi che poi sono stati ancora aggrediti e hanno risposto, sbagliando, con altra violenza. Racconti loro, se non è accecata dall’ideologia, chi erano Sergio Ramelli e i fratelli Mattei come furono uccisi Fausto e Iaio. Oggi non esiste nessun pericolo fascista mentre un nuovo scontro tra giovanissimi, rossi e neri, è dietro l’angolo. Se veramente ama la libertà di tutti la signora Preside metta da parte la sua partigianeria ed insegni ai suoi ragazzi il rispetto delle opinioni altrui. Ha il dovere, per il ruolo che occupa, di garantire la libertà di pensiero di tutti. Altrimenti con ipocrisia troverà posto anche lei in quei cortei dove si inneggia alle foibe tra una bandiera della Jugoslavia di Tito o di una con quella falce e martello che ancora vediamo sventolare sui carri armati russi in Ucraina o nelle parate del regime cinese di XI Jinping.

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