È il piatto degli Alleati o dei Carbonari?

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La pasta alla carbonara è un piatto caratteristico del Lazio, e in particolare della cucina romanesca, frutto della grande capacità, tutta italiana, d’improvvisazione culinaria del primo dopoguerra. 

Secondo Marco Guarnaschelli Gotti “quando Roma venne liberata, la penuria alimentare era estrema, e una delle poche risorse erano le razioni militari, distribuite dalle truppe alleate; di queste facevano parte uova (in polvere) e bacon (pancetta affumicata), che qualche genio ignoto avrebbe avuto l’idea di mescolare condendo la pasta”. 

La combinazione tipica americana di  uova & bacon con la pasta e il formaggio ne ha stabilito l’immediata fortuna. 

A conferma di questa ipotesi c’è il racconto di Renato Gualandi, giovane cuoco bolognese che nel 1944, in occasione dell’incontro tra la Quinta Armata americana e l’Ottava Armata inglese a Riccione, afferma di avere creato inconsapevolmente un piatto precursore della carbonara: “Gli americani avevano del bacon fantastico, della crema di latte buonissima, del formaggio e della polvere di rosso d’uovo. Misi tutto insieme e servii a cena questa pasta ai generali e agli ufficiali. All’ultimo momento decisi di mettere del pepe nero che sprigionò un ottimo sapore. Li cucinai abbastanza “bavosetti” e furono conquistati dalla pasta”.

Gualandi divenne cuoco delle truppe alleate a Roma dal settembre 1944 ad aprile 1945, periodo sufficiente per diffondere questo nuovo piatto nella capitale. 

Secondo un’altra ipotesi il piatto sarebbe stato “inventato” dai carbonari nel territorio dell’Aquilano, i quali lo preparavano usando ingredienti di facile reperibilità e conservazione.

La carbonara in questo caso sarebbe l’evoluzione del piatto detto cacio e ova (Cace e Ove, in dialetto abruzzese) di origini abruzzesi, che i carbonari usavano preparare il giorno prima portandolo nei loro “tascapane” e che consumavano con le mani.

C’è anche un’ipotesi napoletana che  individua in alcune ricette presenti nel trattato del 1837 Cucina teorico-pratica di Ippolito Cavalcanti una  possibile origine della pietanza: nella cucina popolare napoletana è usanza, nella preparazione di alcuni piatti, usare ingredienti che si trovano nella carbonara come uno sbattuto di uova, formaggio e pepe aggiunto dopo la cottura. 

Beatrice Gigli

Pasta alla carbonara

Il 6 aprile è il Carbonara Day, giorno dedicato alla celebrazione di questo piatto così amato della cucina italiana. Le teorie sulla nascita della Carbonara sono diverse: c’è chi dice che sia nata in seguito alla liberazione di Roma nel 1944, chi sostiene sia stata inventata dai carbonai d’Abruzzo o che sia di origine napoletana. Quello che è certo, è che è uno dei primi più conosciuti e amati in tutto il mondo. Ecco la ricetta. Un consiglio? Non buttare via gli albumi puoi usarli per preparare delle gustose meringhe o una frittata proteica.

Ingredienti per 4 persone

320 g di pasta (rigatoni o spaghetti)
4 tuorli di uova
200 g di guanciale
60 g di pecorino
Sale e pepe

Procedimento
Portare a bollore abbondante acqua in una pentola. Intanto pulire il guanciale eliminando cotenna e parte col pepe e tagliarlo a cubetti. Scaldare una padella antiaderente e rosolare i cubetti di guanciale per circa 15 minuti a fiamma media, facendo attenzione a non bruciarlo. Quando bolle l’acqua, aggiungere il sale e cuocere la pasta. A parte, separare gli albumi dai tuorli e conservare questi ultimi in una ciotola. Sbattere i tuorli con una frusta e aggiungere il pecorino grattugiato. Aggiungere anche il pepe nero macinato e amalgamare fino a creare una salsa liscia.  A cottura ultimata, scolare la pasta nella ciotola e mantecarla alla salsa con l’uovo. Aggiungere i cubetti di guanciale e servire con un’ultima spolverata di pepe e pecorino.

I piatti italiani più amati, una grande risorsa per la ripartenza

Enogastronomia, autenticità e sostenibilità: tre driver importanti per la ripresa del turismo post pandemia

L’enogastronomia italiana è un importante driver per il turismo. D’altronde l’Italia ha tutte le carte in regola per posizionarsi in questo settore: primo Paese come numero di produzioni certificate (825), per città creative legate all’enogastronomia (8), per numero di aziende produttrici di uva e olive (264.451 e 646.326). La cucina Italiana da sempre richiama visitatori e attrattività, anche nei settori dell’oleoturismo ed enoturismo, sempre più strategici.
Ma quali sono i piatti più amati e conosciuti dai turisti stranieri?
Il famoso portale internazionale Tasteatlas, un vero e proprio atlante mondiale del cibo, ha stilato una classifica dei piatti e sapori più amati nel globo. L’Italia domina il primo posto della classifica con la pizza. Un alimento simbolo del Tricolore, ufficialmente riconosciuta come Specialità tradizionale garantita (Stg) dell’Unione europea nel 2010. Nel 2017 l’arte del pizzaiuolo napoletano, è stata dichiarata dall’Unesco Patrimonio immateriale dell’umanità.
Una tipicità locale conosciuta e amata che a livello turistico può essere valorizzata ancora di più, come ha sottolineato il Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2020 .
L’elenco di Tasteatlas vede spopolare anche la pasta: da quella fresca all’uovo ai primi piatti regionali più conosciuti. Dalle tagliatelle al ragù bolognese al pesto genovese, dalla carbonara, alla cacio e pepe, dal risotto agli spaghetti alle vongole, evergreen che porta subito alla memoria vacanze al mare e bella stagione. Tra i secondi piatti, cotoletta alla milanese e la bistecca alla fiorentina sono piatti che non conoscono crisi tra i turisti in Italia, stranieri e non. Ci sono poi piatti conosciuti quasi più dai turisti che dai locali. Ad esempio? Il caso delle Fettuccine Alfredo, un primo cremoso con salsa al burro e parmigiano nato in uno storico locale di Roma, o gli spaghetti con le polpette, cucinati forse più Oltreoceano che qui.
Restando in tema di primi, se nei ristoranti di New York tra i più amati vince la cacio e pepe, in Italia trionfa la carbonara. A rivelarlo è Just Eat, applicazione di food delivery internazionale che ha analizzato i gusti culinari dei suoi clienti in occasione del World Pasta Day.
Anche alla Carbonara è dedicata una giornata nazionale: il Carbonara Day che ci festeggia il 6 aprile e che vuole valorizzare l’originalità e la bontà di questa ricetta. Autenticità e sostenibilità saranno senza dubbio due concetti chiave per quanto riguarda il turismo enogastronomico del post pandemia, puntando a valorizzare esperienze autentiche e produttori locali su tutto il territorio italiano.

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