Pedofilia, una piaga da estirpare

0

5 maggio, Giornata nazionale contro la pedofilia e la pedopornografia. Oggi più che mai è un dovere, soprattutto morale, ricordare gli effetti devastanti che questo crimine immondo provoca sulle sue piccole vittime. A tal proposito, da ricordare quanto è stato rivelato da uno studio (Carr et al., 2018), secondo cui, in diversi campioni di adulti (età media 54 anni), coloro che erano stati abusati riportavano “persistenti problemi di salute mentale, tra cui PTSD e PTSD complesso, disturbi d’ansia, depressione, disturbi di personalità, abuso di alcool e droghe e tentativi di suicidio”.

A questi si aggiungono anche problemi di tipo psicosociale come povertà, problemi coniugali, l’essere senzatetto, essere stati in carcere o avere figli presi in carico dai servizi sociali.

Infine, secondo uno studio di Winning e collaboratori (2016) gli effetti prolungati dello stress traumatico infantile sarebbero collegati all’insorgenza di malattie cardiometaboliche, come diabete, malattie cardiovascolari e ictus in persone di mezza età. Si tratta di conseguenze che si protraggono fino alle ultime decadi della vita di chi è stato abusato.

Ma ci sono anche casi in cui il carnefice, dopo aver devastato l’anima e violato il corpo della piccola vittima, decide di sfogare la sua condotta animalesca in tutta la sua efferatezza arrivando al punto di estirpare il fiore sul nascere. La nostra nazione, purtroppo, ha un caso ormai diventato emblematico: Fortuna Loffredo, la bambina di sei anni violentata e uccisa da Raimondo Caputo.

Uno scempio umano che si è consumato al Parco Verde il 24 giugno 2014, un quartiere di Caivano sorto per dare una casa agli sfollati del terremoto del 1980, dove l’anarchia è la regola eseguita dall’assenza delle istituzioni. Un luogo che continua a essere scenario di orrori, dove il minore non è solo vittima di crimini efferati ma ne è anche il carnefice.

Proprio come si può amaramente riscontrare coi 9 giovani sotto processo per le violenze sessuali commesse ai danni di due cuginette, rispettivamente di 10 e 13 anni. Uno scempio scoperto la scorsa estate e che andava avanti da circa due mesi. Oltre ai 2 maggiorenni coinvolti, infatti, ci sono anche 7 minorenni, di età compresa tra i 14 e i 17 anni, per i quali il gip ha disposto il giudizio immediato.

A gennaio si è concluso il secondo e ultimo incidente probatorio sulla tredicenne ascoltata in ambiente protetto dai pm della Procura di Napoli Nord e della Procura per i Minorenni di Napoli, nelle stesse condizioni in cui i magistrati avevano sentito la cugina. Secondo la testimonianza delle bambine, in un primo momento sarebbero state vittime dei fidanzatini che, una volta corteggiate via Instagram e, dopo aver abusato di loro, le avrebbero “cedute” ai loro amici. Le cuginette, in seguito, avrebbero subìto pressioni e ricatti di ogni genere per piegarsi alle violenze: dalla minaccia di non ridare loro i cellulari al diffondere i video degli stupri e di raccontare tutto ai loro genitori.

Minacce che diventavano ancor più raccapriccianti quando, davanti alle piccole vittime veniva agitato un bastone promettendo ritorsioni fisiche nel caso in cui non si fossero arrese agli stupri. “Girano tutti con i tirapugni, picchiano gli altri ragazzi”, hanno raccontato le vittime. Dinamiche macabre caratterizzate dalla spietatezza dei carnefici.

Infatti, sempre secondo la testimonianza delle cuginette, gli stupratori “ridevano”. Dettagli osceni confermati dalle registrazioni delle violenze in cui gli investigatori hanno sentito le battute e le sghignazzate dei ragazzi intenti a filmare. “Deridevano le bambine”, aveva sottolineato il gip Fabrizio Forte.

Crimini che dimostrano la miseria dell’animo umano e che si consumavano in luoghi altrettanto squallidi, come la casupola dell’isola ecologica di Caivano e lo spogliatoio di un campo da calcio, entrambe zone abbandonate. Pare, inoltre, che alcuni componenti della banda avessero tentato di consumare le violenze sulle due malcapitate anche nel retro di un grande centro commerciale, senza riuscirci.

Un degrado che è stato denunciato da chi la realtà del Parco Verde la vive ogni giorno, come don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano, noto per la sua lotta contro la camorra (al punto da dover avere la scorta) e la difesa degli ultimi. “Abbiamo abdicato alla fatica dell’educare”.

È così che don Patricello ha commentato l’orrore consumato sulle due cuginette. “Di questa vicenda se ne parlerà per qualche giorno, forse per qualche settimana ma poi queste due povere ragazze si porteranno dentro questo trauma per tutta la vita, vivranno questo dolore con le loro famiglie”, ha proseguito. “Se ci sono femminicidi, se ci sono casi di violenza brutale, che avvengono sia in quartieri degradati sia in quelli più agiati vuol dire che noi abbiamo sbagliato, abbiamo deciso di non educare”, ha aggiunto il parroco.

A proposito del degrado e dell’abbandono che regnano al Parco Verde, il sacerdote ha dichiarato: “Mi dispiace dirlo ma questo è un quartiere che non doveva mai nascere: qui sono state ammassate tutte le povertà. E poi cosa si è fatto?”. Don Patricello infine ha rivolto anche un pensiero ai presunti stupratori. “Sono vittime della povertà educativa” e poi lancia l’allarme: “La pornografia è ormai una vera emergenza. Ma cosa si fa?”

Il parroco di Caivano, in quella orripilante vicenda, si era rivolto anche al premier Giorgia Meloni: “Siamo pronti ad accoglierla non bisogna lasciare soli i bambini di questo quartiere”. Un invito che il premier ha accettato, in quanto intenta a voler dare delle risposte, come emerso dall’ intervento tenuto dallo stesso leader in quell’occasione.

La prima delle risposte date dalla Meloni ha riguardato il centro sportivo Delphinia: «Il nostro obiettivo è riaprirlo entro la primavera. Coinvolgeremo le Fiamme oro della polizia di Stato per gestirlo. Intervento da circa 10 milioni di euro».

«Poi c’è la scuola, – ha proseguito – la straordinaria preside Carfora, che va casa per casa a prendere i ragazzi e portarli a scuola. Con decreto agenda sud investe oltre 260 milioni di euro e coinvolgerà tutte e quattro le scuole di Caivano. Significa tempo pieno, assistenza psicologica e sociale e sarà oggetto di un incontro con De Luca. Qui arriveranno fino a 20 docenti in più». Inoltre, annuncia che il ministro Sangiuliano «ha messo a disposizione 13 milioni di euro per biblioteca multimediale e iniziative nel centro sportivo e culturale».

“Fermezza contro l’illegalità e la droga”. Sono stata queste le parole chiave del premier con l’intenzione di “bonificare” il territorio.

Risposte non solo dette ma anche eseguite. Basti pensare al Decreto Caivano concernente le “Misure urgenti di contrasto al disagio giovanile, alla povertà educativa e alla criminalità minorile, nonché per la sicurezza dei minori in ambito digitale”. Il decreto-legge 15 settembre 2023 n. 123 ha l’obiettivo di reprimere la piaga sociale delle baby gang introducendo un inasprimento delle sanzioni nei casi di spaccio e l’arresto in flagranza. Infine, per evitare l’abbandono scolastico, le famiglie saranno ritenute responsabili per le assenze ingiustificate. Oltre a rischiare fino a due anni di reclusione, è prevista la revoca dell’assegno di inclusione.

Dalle parole ai fatti, che lo stesso don Patricello non ha esitato ad apprezzare.

Ma è anche vero che quest’ ultimo, oltre ad aver descritto il degrado del Parco Verde, ha manifestato al premier la necessità di oscurare i siti porno, rivolgendosi anche “a tutti gli attori e le attrici pornografici. Facciamo qualcosa per i bambini. Evitiamo la possibilità che si arrivi con facilità a questi siti”.

Una proposta che, anche in questo caso, si spera prenda vita per salvarne tante altre.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

18 + venti =