Io ricordo: il 10 febbraio e la memoria sulle foibe e l’esodo giuliano dalmata

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La Pinacoteca di Brera illuminata per il Giorno del Ricordo

Non dimenticare le diecimila vittime, i trecentomila esuli e i mille anni di civiltà italiana sull’Adriatico Orientale cancellati per sempre. Questo è il messaggio lanciato dal Giorno del Ricordo, che quest’anno si rafforza grazie all’iniziativa del Ministero della Cultura di far illuminare coi nostri colori nazionali e la scritta “Io ricordo” il Colosseo, il Museo di Capodimonte e la Pinacoteca di Brera. “È un dovere della memoria ricordare le foibe e l’esodo degli italiani di Istria, Fiume e Dalmazia”, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, al Colosseo insieme al Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca.

Ricordare significa mantenere in vita. Basterebbe questo, molto semplicemente e senza retorica, per spiegare l’importanza di una data come il 10 febbraio. Una data che significa tanto per molte persone: innanzitutto, ovviamente, tutti coloro sono stati testimoni diretti del dramma delle foibe e dell’esodo e che hanno trasmesso il dolore provato alle loro famiglie, come una ferita mai rimarginata. Poi tutti coloro che nel corso degli anni hanno lottato con sincera dedizione affinché quanto patito da istriani, fiumani, giuliani e dalmati – gli “italiani due volte, per nascita e per scelta”, come disse uno di loro, Ottavio Missoni – venisse una volta e per sempre riportato sul grande libro della storia d’Italia, dal quale una certa narrazione di parte l’aveva strappato. Ed infine le giovani generazioni di oggi e soprattutto di domani, che hanno il diritto di conoscere la verità, unica garanzia di rispetto per chi ha tanto sofferto per amore dell’Italia e base per la costruzione, doverosa, di una memoria condivisa.

Il Ricordo. Ed il giorno ad esso dedicato, istituito con la legge 92 del 2004. Una legge che, fortemente voluta da Roberto Menia, compie vent’anni. Due decenni nel corso dei quali molte cose per stracciare il velo dell’oblio sulla tragedia delle foibe, sull’esodo forzato di oltre 300 mila istriani, fiumani, giuliani e dalmati e sulle complesse vicende del confine orientale è stato fatto: libri, convegni, eventi commemorativi, film, manifestazioni, celebrazioni anche istituzionali (in questi giorni come ogni anno si sono tenute, per la ricorrenza del 2024, cerimonie solenni alla Camera, al Senato e al Quirinale). Ed anche moltissime iniziative realizzate grazie alla buona volontà delle tante associazioni impegnate sull’argomento e anche di numerosi enti locali, che si sono impegnati per raccontare a quanta più gente possibile le storie legate a quel che accadde in Istria, Fiume e Dalmazia alla fine della Seconda guerra mondiale e non solo.

Ogni anno – ed è bellissimo ricordarlo – l’elenco degli eventi si fa sempre più lungo e fare un quadro completo degli appuntamenti legati al Giorno del Ricordo è difficilissimo. Merita, fra tutti, l’incontro, il 24 febbraio a Verbania, di Egea Haffner – la “bambina con la valigia” ritratta nella celebre foto simbolo dell’esodo – con gli studenti delle scuole locali, organizzato sempre dal Comitato 10 febbraio, ospite d’onore Diana Cossetto. Ma poi le Città Identitarie sono in prima fila per mantenere viva la memoria nazionale, e fra l’infinità di eventi previsti, non possiamo non menzionare il convegno “Oltre la retorica” che si terrà il 10 febbraio a Pomezia con il direttore e il caporedattore (nonché membro del Comitato 10 Febbraio) di CulturaIdentità; la deposizione, sempre il 10 febbraio, di una corona di alloro al Cippo della Memoria a Biella, città identitaria;. Ad Altamura la sezione locale di CulturaIdentità ha chiesto alle autorità di intitolare una “panchina tricolore” a Norma Cossetto mentre a Ferrara oggi verrà intitolato un giardino pubblico alla martire istriana. Nella città identitaria di Casale Monferrato è stata inaugurata una mostra sulla storia dell’Adriatico orientale. E ancora, a La Spezia verrà oggi dedicata a Norma Cossetto una strada la cui intitolazione era stata decisa dal consiglio comunale lo scorso settembre; ad Ascoli Piceno il sindaco Fioravanti aprirà le celebrazioni che proseguiranno con la presentazioni di due fumetti sulla storia delle nostre genti giuliano-dalmate: Foiba Rossa e Nino Benvenuti; la Ciociaria offre moltissimi eventi per il Ricordo, a partire dal capoluogo Frosinone e poi Alatri, con un particolare focus sui profughi istriani che furono ospitati nei campi d’accoglienza ciociari. In Lombardia, la città identitaria di Sesto san Giovanni oltre a conferenze, lezioni scolastiche e proiezioni è previsto il passaggio del Treno del Ricordo; Busto Arsizio ricorderà la tragedia delle foibe con cerimonie pubbliche, tavole rotonde e lezioni negli istituti scolastici. Trino dedica al Giorno del Ricordo la mostra fotografica «La tragedia delle foibe» di Federico Cavallero e Emanuele Ugazio, di Piemontestoria… Ma l’elenco di tutte le iniziative è lunghissimo e non può essere esaustivo.

Particolarmente significativa infine l’approvazione, in Consiglio dei Ministri, della proposta di istituire a Roma il Museo del Ricordo e il voto favorevole pressoché unanime, in Parlamento, di una proposta di legge che integra la citata legge 92/2004 con particolare riferimento alle giovani generazioni, alle quali saranno dedicate iniziative ad hoc tra le quali i Viaggi del Ricordo, sulla scia delle analoghe iniziative di istruzione e formazione già programmate e realizzate da Laura Marsilio quando era assessore della Giunta di Roma a maggioranza di centrodestra. Ed infine il Treno dal Ricordo, che parte da Trieste il 10 febbraio 2024 ed attraverserà, fino alla fine del mese, tutta l’Italia, facendo tappa in dodici stazioni italiane: si tratta di un treno storico con allestimenti particolarmente evocativi che ripercorrerà idealmente il viaggio degli esuli. “Un’occasione – si legge nel comunicato ufficiale che annuncia l’iniziativa – per riflettere e rievocare la storia passata affinché rappresenti una guida per la costruzione del futuro”.

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