I francesi ci vogliono rubare il Monte Bianco

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Negli ultimi giorni è nata una diatriba che riguarda il nostro Monte Bianco. In realtà questa questione è al centro delle polemiche da almeno un secolo e riguarda Italia e Francia. Quest’ultima rivendica la presunta sovranità del predetto Monte, in barba ai confini nazionali sanciti da ormai molto tempo. Il famoso “Rifugio Torino” è un importante sito per la Valle d’Aosta e per i comuni italiani del circondario: qui arriva la funivia proveniente da Courmayeur, sotto il profilo logistico ed economico avere il rifugio Torino all’interno dei nostri confini appare quindi un fatto che va ben oltre la mera rivendicazione politica.

I comuni transalpini di Chamonix e St. Gervais hanno unilateralmente modificato i propri confini, facendo ricadere il rifugio Torino all’interno del territorio francese.

Ci si è resi conto di questa situazione nel giugno del 2019, quando le autorità transalpine hanno vietato l’atterraggio in parapendio in tutta la zona. A sottolinearlo è stato un articolo di Andrea Morigi su Libero, in cui si fa presente come i francesi riscuotano adesso tutti i proventi degli impianti di risalita e delle stazioni sciistiche della zona. Un vero e proprio attentato alla nostra sovranità nazionale, ma si sa, finché nel nostro paese vige un pensiero dominante volto ad accusare in maniera dispregiativa come “fascista” chiunque si dichiari “sovranista” (concetto ribadito tra l’altro dalla nostra Costituzione) è normale che tali dispute passino non in secondo, ma in terzo piano.

C’è da dire che l’attenzione su quanto è avvenuto nei pressi del Monte Bianco è arrivata in Parlamento soltanto dopo un’interrogazione presentata dal deputato di Fratelli d’Italia, Francesco Lollobrigida. Infatti è stato chiesto al Presidente del Consiglio e al ministro degli Esteri in che modo si stava affrontando la vicenda “per conoscere quali iniziative intendessero intraprendere per tutelare l’interesse nazionale e la sovranità dello Stato italiano nelle aree del Monte Bianco – si legge nell’interrogazione – per supportare le istituzioni territoriali coinvolte nella gestione dei problemi amministrativi ed economici relativi alle attività turistiche, sportive ed alpinistiche che si svolgono in quelle zone nevralgiche per l’accesso al massiccio e alla vetta del Monte Bianco; per giungere alla definitiva risoluzione di un contenzioso diplomatico che si trascina ormai da oltre 70 anni, durante i quali l’Italia ha sempre subito le iniziative unilaterali ed arbitrarie delle autorità francesi”.

Ci si aspettava una risposta dal Ministro degli Esteri, ma avendo numerose lacune didattiche per quanto concerne la geografia, non si è espresso.

Così, alcuni ragazzi dell’associazione Progetto Nazionale, guidati da Gabriele Tasso, ha deciso il giorno 24 ottobre di salire nella fatidica cima srotolando e appendendo presso il rifugio uno striscione con un messaggio che non lascia ad alcun equivoco: MONTE BIANCO VETTA D’ITALIA, il tutto condito da tricolori. Un segnale eroico e politico importante che testimonia il fatto che esistono ancora degli italiani che non abbassano la testa di fronte all’arroganza dei “fratelli” europei, soprattutto a quella francese. Speriamo che il gesto venga risaltato dalle opposizioni, le quali ultimamente appaiono abbastanza “morbide” contro il Governo liberticida.

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