I libri per raccontare i territori ed unire le comunità

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La rassegna in collaborazione con il Centro per il Libro e la Lettura parte da Chioggia fino a Loano

Il recente testo di riordino delle norme che riguardano il libro e la lettura, la Legge 15/2020, reca al suo interno una visione ispiratrice chiara e senza equivoci: contribuire a far nascere una serie di reti territoriali di supporto alle politiche di promozione del libro e della lettura.

Tali reti territoriali, dunque, non possono non coincidere con le reti comunali o intercomunali costituite dai Patti per la lettura (le realtà comunali che, nell’ultimo triennio, se ne sono dotate sono passate da poco meno di 300 a poco più di 900!), ed è per questo che la dimensione “reticolare” degli interventi del Centro per il libro e la lettura – tesi a supportare e sostenere, in questa direzione, le iniziative di territorio – stanno diventando sempre più importanti nell’azione ministeriale di promozione della lettura.

Ma c’è di più. Da una parte, il libro, nei decenni appena trascorsi, ha subito una evoluzione epocale che ne ha trasformato radicalmente la consistenza. Parlare oggi di “libro”, è evidente, non significa più parlare solo di “tomo” cartaceo rilegato: il libro si è squadernato in una serie di scritture che vanno dalla dimensione puramente acustica (l’audiolibro) a quella digitale (l’ebook), dalle forme testuali minime (podcast, meme, post sui social ecc.) a quelle più complesse e ‘multisensoriali’ (l’ipertesto).

Di conseguenza, anche la lettura sta cambiando forme e traiettorie, rendendo ormai quasi inutilizzabile la vecchia categorizzazione di “lettori” e “non lettori”: in una società tutta spostata sul web, si può ancora parlare di “non lettori”? Forse, occorrerà cominciare a riflettere anche su questo e magari pensare che la divisione è ormai tra “lettori consapevoli” (dentro la quale categoria ci troviamo i lettori forti e quelli deboli) e “lettori inconsapevoli”, ovvero coloro che pur dichiarandosi non lettori di libri sono però indotti dalle necessità sociali a leggere testi di altro genere sul web.

In tutto questo, allora, il libro e la lettura travalicano sia il solo ambito commerciale, dell’oggetto-libro comprato e venduto, sia quello culturale della lettura come fonte di conoscenza: entrano, libro e lettura, in una dimensione immaginaria di fatti e azioni, di miti e riti che definiscono l’identità del singolo in relazione alla comunità di appartenenza.

Come dire, libri e lettura, attraverso la celebrazione che di essi si fa nei luoghi deputati, siano essi reali o virtuali, contribuiscono alla definizione di un immaginario collettivo che si nutre e si compone di elementi, ivi compresi quelli della celebrazione del libro e della lettura nelle fiere e nelle rassegne, che garantiscono al singolo che vi aderisce l’appartenenza a quel dato immaginario di una collettività che lo rappresenta. Insomma, le città che leggono non sono solo luoghi in cui si celebrano i riti del commercio editoriale, e non sono solo gli spazi in cui si esercita il mito della lettura: le città, i luoghi in cui si promuovono libri divengono essi stessi pezzi di un immaginario collettivo nel quale riconoscersi e da cui essere riconosciuti, elementi identitari, dunque, che stimolano il senso di appartenenza e il desiderio di ciascuno di essere parte di una comunità. Se, poi, questa comunità è una comunità che legge libri, allora diventerà più urgente, per ciascuno, l’esigenza del libro e della lettura non solo per adesione ideale ma anche per appartenenza identitaria.

La promozione del libro e della lettura nei luoghi ai quali si appartiene per un atto meramente residenziale o per un fatto più idealmente identitario, passa dunque anche per le strade delle città che leggono e del loro potenziale che è insieme commerciale, culturale, immaginario.

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