Il veto della Formula 1 sulle Frecce, uno stupido diktat

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“Non c’è più religione!” è un modo di dire per esprimere indignazione o stupore di fronte a episodi o fatti che vanno contro la mentalità e i costumi tradizionali. Questa esclamazione, purtroppo, è più che mai di attualità. E per non farsi mancare nulla, anche la Federazione della Formula 1, con il pretesto dell’inquinamento, vuole impedire il passaggio delle Frecce Tricolori prima del Gran Premio d’Italia (gara classica del Campionato mondiale di Formula 1 che si svolge all’autodromo di Monza).

Sì, perché a loro dire, gli Aermacchi MB-339PAN, gli attuali velivoli utilizzati dalla Pattuglia Acrobatica Nazionale, non sono in linea con gli obiettivi di riduzione delle emissioni di anidride carbonica che la F1 si è data da alcuni anni e fino al loro azzeramento previsto nel 2030. Peccato che il fumo rilasciato da questi velivoli (gli unici aerei con motore a reazione in grado di eseguire manovre acrobatiche ad altissima precisione) per disegnare nei cieli di tutto il mondo il vessillo italiano sia composto da olio di vaselina e da una serie di pigmenti non inquinanti.

Altro problema sollevato dalla F1 sembra sia l’impiego delle pattuglie militari. Evidentemente non comprendono il significato dell’Identità Nazionale tracciata nel cielo che non è necessariamente immagine di forza militare poiché i velivoli impiegati dalla PAM sono rigorosamente disarmati. Lanciamo dunque un appello al prossimo inquilino del Quirinale che, come capo delle Forze Armate, potrebbe comunque ordinare il passaggio delle Frecce Tricolori alla faccia di questo stupido diktat. Staremo a vedere!

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4 Commenti

  1. certe stronzate possono solop essere fatte dai gentucola,come verdi e comunisti,pur di infangare il valori della PATRIA.

  2. Se la F1 deve essere lasciata in mano a dei beoti come questi, allora si può anche dire che forse forse togliamo pure le frecce tricolori che sono riservate a manifestazioni importanti e di tutto pregio. la F1 non è tra queste e per di più è destinata a scomparire prima perché la corsa inquina più delle frecce tricolori, secondo perché i motori a combustione sono nel mirino del futuro. Prima però togliamo i beoti dalla dirigenza della F1.

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