La Cultura dell’era Franceschini si chiude in una vasca da bagno (Jacuzzi!)

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Le vestali del politicamente corretto e le ancelle dell’ex ministro alla cultura Dario Franceschini, radunatesi in somma giuria, più altri curator di estrema vaglia, hanno assegnato il Premio Cairo 2022 di 25.000 euro, il più importante riconoscimento di arte contemporanea hard in Italia, a Giulia Cenci, già presente nella Biennale di quest’anno. Le opere della Cenci – stando ai più sapienti ideologi del settore – sarebbero perturbanti ibridazioni di uomo, animale e macchinario che ci inducono a una riflessione sulla deriva tecnologica contemporanea, sull’idea di violenza soggiacente ed esplicita, ma anche sulla resistenza dell’individuo in un mondo complesso e per molti versi ostile (sic).

Nel caso specifico l’opera dal titolo “Untitled” (non si capisce se trattasi di sarcasmo o di una involontaria ammissione di nichilismo) è l’ibridazione tra una vasca da bagno e un lupo di somma bruttezza e insensatezza, nonostante gli sforzi retorici dei commentatori per darle forza concettuale.

La JacuzziWolf rappresenta, a parere dell’artista, la dicotomia tra “tra corpo organico e corpo artificiale” ed è un modo per “esplorare il rapporto con i macchinari che abbiamo creato che sono nostre estensioni, ma a cui allo stesso tempo siamo sottomessi”. Certo la perniciosa sottomissione dell’uomo all’idromassaggio.

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1 commento

  1. Fermi tutti, Greta apre al nucleare!
    Per lo Stivale la sinistra è stata un’immane catastrofe. Senza i suoi veti ideologici che con la realtà del momento, il progresso, l’incremento dei consumi e la concorrenza agguerrita che imponevano il multiculturalismo e la globalizzazione non avevano niente a che fare, lo Stivale sarebbe stato una delle nazioni più prospere e avanzate del mondo. Ma dagli eredi di Togliatti, che dei desiderata di Stalin era il migliore interprete, che si poteva sperare di più? E in questo sfacelo che non lascia niente in piedi, è bastato che la sola variante dell’approvvigionamento energetico uscisse fuori dai binari economici dall’ordinario, per aver raggiunto, in un batter d’occhio, la decrescita felice tanto cara a Grillo e a 5s. Con tanti saluti alla resilienza. In quanto a Greta, la furbetta planetaria, troverà tant’altra gente subito pronta ha innalzare altri altari sulle aree di risulta di quelli che verranno inevitabilmente abbattuti, dopo la virata appena annunciata. Per la sinistra, non c’è davvero pace. Come ogni canna esposta al vento dell’inconsistenza.
    Arrivati a questo punto, però, basta tirare la catenella e, nel gorgoglio susseguente vedere tutto ciò scomparire, si pera in una discarica ecologica.

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