Le Università occupate dai nipotini di Stalin

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A Bologna in una manifestazione dei collettivi contro il Governo hanno sbracato: come dice Edoardo Sylos Labini direttore e fondatore di CulturaIdentità, “se il loro modello culturale è appendere le persone a testa in giù lascino l’Università, qualsiasi studio è inutile per questi nipotini violenti di Stalin e Tito”. E infatti.

Appendono a testa in giù un manichino/Meloni e frignano per l’attacco alla loro autodeterminazione. Non bastava Saviano che dà di “bastardi” (testuale nel 2020 durante una puntata di Piazza Pulita) alla Meloni e a Salvini e poi si lamenta se lo rinviano a giudizio (neanche il ministro Sangiuliano lo tocca piano, visto che lo chiama “Genny o’ ministro”).

Ora non potevano mancare nemmeno gli studentelli che, dopo aver leggiucchiato sul webbe qualche estratto di qualche saggio filosofico dei formidabili anni Settanta, s’inebriano e usano il lessico dei marxisti de noartri di allora, quello che cianciava di corpi, norme securitarie, antagonismo e naturalmente fascismo, per leggere la realtà attuale, che non è più quella di una volta.

Gli tocchi il rave (a proposito, c’è una letteratura interessantissima sul rave e sulla de-territorializzazione ma richiede impegno) e questi venti-e-qualcosenni rifilano una serie di vocaboli imparaticci per giustificare il loro alzamiento in un post su Fb: “A pochi giorni da un decreto anti-rave ci troviamo nuovamente ad invadere le strade di Bologna. È facile attaccare mediaticamente la movida, la socialità per privarci della nostra libertà di creare antagonismo. Questo abuso nei confronti della dissidenza travestito da decreto è in realtà l’ennesima norma securitaria agita da un governo fascista che ci vuole obbedienti, silenziose e, di fatto, oppresse”. Verrebbe voglia di fare come Giovanni di Aldo Giovanni e Giacomo quando prende il gomito di Giacomo e con una gran risata gli dice: “Ma va’ a c… va’!”.

Non gli va bene che la Meloni sia la prima donna della storia della Repubblica a presiedere il Consiglio dei Ministri: w l’autodeterminazione femminile ma dev’essere quella che va bene a loro. Eccole le femministe italiane.

La realtà è che adesso i partiti di opposizione dell’arco costituzionale che hanno già sentito l’odore del sangue, cioè PD e 5 Stelle, devono assolutamente condannare questo atto vergognoso. Sono ragazzini, ma non bisogna dire “sò regazzini” per scusarli. Nessuna scusa. Andassero a studiare invece, leggessero i giornali: anziché berciare di regime e di diritto all’aborto conculcato, capirebbero che ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne sogni il loro piagnisteo. Una manganellata no, ma prenderli per un orecchio e farli tornare sul banco magari anche sì. Un po’ come fece il professore di Filosofia della Statale di Milano Antonio Banfi, di sinistra, quando mandò via dall’aula magna un giovane Mario Capanna che voleva interrompere la lezione per fare l’assemblea.

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7 Commenti

  1. La dimostrazione ennesima della grande forza e vitalita’ della nostra democrazia che consente il diritto di contestare il primo ministro bruciandone il manichino in piazza. Lo stesso succede ed e’ successo in USA in passato. Da cui e’ immediato dedurre che il fascismo da noi non esiste se non nella mente di alcuni facinorosi antagonisti.. perche’ se cosi’ fosse questi “studenti” sarebbero gia’ stati arrestati, interrogati e torturati come succede ancora oggi in altri paesi meno democratici del nostro. Un grande augurio di buon lavoro al nostro Presidente del Consiglio Italiano.

  2. E mentre nelle Università dello Stivale le sceneggiate rosse si sprecano, la Francia è in subbuglio. E fa bene la Francia a essere in subbuglio. Non per niente, il resto dell’Europa è in fibrillazione. Certo, non è una bella sensazione svegliarsi una mattina e trovarsi in casa l’invasore. Con la prospettiva che d’adesso in poi sarà sempre così. La buona abitudine, si sa, è un corroborante che dà sollievo e rende la vita più lieve. L’Europa tutta, poi, grazie ai piddini Soros dipendenti, pensava di avere archiviato da lustri il problema emigranti irregolari. L’EU, insomma, la sua discarica pensava di essersela guadagnata. E non c’era neppure da svenarsi, come sul fronte orientale con quell’ingordo di Erdogan. Certo, senza quel colpo di genio che va sotto il nome di Ong, messe nel Mediterraneo a presidiare e organizzare il traghettamento, sarebbe stato del tutto impossibile centrare tutti gli obiettivi prefissati, ma così va la vita. Perché, allora, il meccanismo s’è inceppato, nonostante quell’asso tirato dalla manica? Già, Perché?

  3. a calci in culo a scuola sti imbecille nipotini di Stalin!!! non sanno cosa w’ il comunismo, se lo sapesserto non sarebbero cosi idioti. grazie prof di sinistrastate combinando un bel guaio al futuro dell’Italia!!!

  4. I nipoti degenerati di Stalin o Lenin, semmai? Neppure quello. Vengono da gente che ha sempre campato in Italia, dove non c’è mai stato il comunismo ma la DC che subiva le vessazioni dei loro vecchi. Non sanno neppure cosa sia stato il comunismo e se fossero vissuti a quei tempi, così merdosi come sono ormai questi giovani all’anagrafe, li avrebbero ammazzati quali fetidi borghesi smidollati e parassiti. Allevati nella bambagia e nel permissivismo, ignoranti, tutti con problemi psichici e tarati, vanno a reclamare il suicidio etnico, culturale e razziale totale, anche degli altri che non la pensano come loro. Ma pensare è già troppo, per simili soggetti. Di già che ci sono vadano nudi come gli Adamiti, seguano Rousseau sino in fondo alle sue teorie del buon selvaggio che non c’è mai stato, siano coerenti con il loro primitivismo sino in fondo. Sono vigliacchi che urlano perché li lasciano fare. Diversamente scapperebbero come lepri. Sono conigli mannari, semmai. Più giù, devono andare, più giù ancora, sempre di più, sprofondati nella loro deboscia, sino a destare l’avversione della gente normale che finirà con il distruggerli inorridita dal loro imbestiamento. Colpa della gente comune, che se ne frega e guarda altrove e del permissivismo di questa nazione scoglionata? Anche di questo, ma sotto c’è il malessere di un’epoca ormai finita, che mostra la sua morte, una fine ridicola e democratica a parole, ove la licenza è scambiata per libertà, ove i centri una volta del sapere o dell’erudizione, capovolti dall’antica presa di possesso avvenuta negli anni 60 delle università da parte del PCI che, morendo stecchito, si è sciolto nelle chiassate e nella scena da circo felliniano. Gli altri, pavidi e privi di virilità, sono stati obliterati dall’opera secolare ormai, come diceva Guareschi annunciando la morte del suo Candido, dei socialisti massimalisti e comunisti, dei negristi, e, oggi, aggiungiamo dei capitalisti d’oltreoceano corrotti sino all’osso, di una religione ufficiale passata dal più ottuso oscurantismo della coscienza al libero sbracamento. Mancanza di una sana laicità equilibrata, di una visione alla De Gaulle italiano, di una riaffermata dignità che ci regalarono i classici greci e latini padri del diritto e della ricerca interiore ben prima del cristianesimo di Costantino.

  5. Ronald Regan

    “How do you tell a comunist? Well, it’s someone who reads Marx and Lenin.
    And , How do you tell an anti-comunist? It’s someone who understands Marx anld Lenin”

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