Maria Grazia Cucinotta: “C’è bisogno di fare ordine”

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Oltre ai suoi grandi successi al cinema, l’impegno dell’attrice e produttrice contro la violenza

“Non mi andava più di essere solo testimonial contro la violenza sulle donne. Tantissime volte ho partecipato agli eventi, agli spettacoli, alle raccolte fondi delle associazioni di volontariato che operano nel settore. Ho conosciuto le vittime, ho seguito le storie. Poi però ti rimangono dentro e senti il bisogno di fare di più. Di scendere in campo in prima persona. È nata così “vite senza paura”.

Insieme a Solveig Cogliani e a Francesca Malatacca, magistrato la prima, psicologa la seconda, ci siamo messe in gioco. Abbiamo iniziato ad ascoltare le denunce, ad aiutare le donne. Siamo attive ogni giorno, con una squadra, una rete di esperte sempre pronte ad intervenire. Con grande determinazione e anche con grande soddisfazione. È un lavoro vero e proprio”. Una carriera fatta di grandi successi quella di Maria Grazia Cucinotta: come attrice, come regista e come conduttrice. Una vita fatta anche di impegno nel sociale. Di condivisione e di aiuto.

Con la vita che fa è un’associazione così attiva è un grande impegno. Riesce a trovare le energie per tutto?

È un lavoro vero. L’energia la trovi nella voglia di aiutare gli altri. La trovi quando pensi a quante donne hanno bisogno di aiuto, anche ora, mentre noi parliamo. Noi le troviamo queste energie. Anche perché le loro storie ti restano addosso. Non puoi non aiutarle queste donne che soffrono, e soffrono in silenzio. Ci vuole un grande coraggio a denunciare. E non sempre riescono ad arrivare alla fine.

Quanta strada c’è ancora da fare…

Tanta ancora. Sembra che non cambi mai nulla. Abbiamo bisogno di leggi severe. C’è bisogno di fare ordine. Non è giusto che siano le vittime a dover ancora fuggire. Perché? Dobbiamo cambiare prospettiva!

Da dove partire, oppure ripartire secondo lei?

Dall’educazione, senza dubbio. Dalle scuole e da nuove leggi. Con “vite senza paura” siamo impegnate anche in questo. Guardi che succede con le donne che denunciano! Non hanno sufficiente tutela. Guardiamo al braccialetto elettronico. Vediamo che non basta! E poi dobbiamo dire alle donne di non andare più a questo benedetto ultimo appuntamento!!! Dobbiamo educare le nuove generazioni.

Le nuove generazioni, appunto. Come vede i loro rapporti?

Forse c’è più solidarietà tra donne tra le nuove generazioni. Lo vedo anche attraverso mia figlia. E attraverso i rapporti che hanno tra amiche. Sono più legate, più complici.

E dal punto di vista della violenza come vede le nuove generazioni?

Forse dal punto di vista dell’amore, del sesso e della violenza oggi c’è ancora più confusione. Dobbiamo aiutare questi giovani a fare chiarezza. A non confondere l’amore con la dipendenza e la violenza.

Poi c’è la violenza che non si vede, che non lascia lividi: quella psicologica, quella economica…

La violenza ha tante facce. È vero. Queste sono ancora più difficili da individuare. Noi aiutiamo tante donne a rinascere anche garantendo loro una somma iniziale per rendersi autonome economicamente. La libertà passa anche per l’indipendenza economica. Ma sono sempre processi lunghissimi.

Quanto è importante il lavoro in rete delle varie associazioni?

È indispensabile. Da soli non si arriva da nessuna parte. Noi lavoriamo insieme a tante altre associazioni. Io personalmente collaboro con diverse associazioni. È grazie all’impegno di tutti che possiamo cambiare qualcosa.

Lei ha detto che trova nelle nuove generazioni maggiore solidarietà. Questo vuol dire che le donne adulte non sono solidali tra loro?

No. Purtroppo no. C’è tanta competizione tra donne. Dobbiamo capire che serve alleanza, non competizione. E non è solo un tema delle donne. Il contrasto alla violenza riguarda tutti. Non parlo solo della violenza contro le donne. Parlo di violenza. Noi siamo impegnati, come associazione, contro la violenza a 360 gradi. Combattiamo anche la violenza sui minori. E ce n’è tanta, mi creda! E lavoriamo contro la violenza sugli anziani. Sui più deboli.

Qual è il suo sogno?

Io sogno di vivere in un mondo felice. E lavoro ogni giorno per renderlo migliore. Lo so, fa sorridere, ma dobbiamo crederci. Dobbiamo lavorare per il bene.

Che titolo darebbe a questa nostra conversazione?

Ce la possiamo fare! Ci credo davvero.

[foto: Instagram, @gaetanocucinotta]

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