Sala trasforma Milano in una folle prigione green

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Guardando all’operato dell’amministrazione comunale di Giuseppe Sala, sono cariche di angoscia le parole con cui si possono descrivere i suoi provvedimenti rispetto alla città di Milano: continue limitazioni alle libertà dei cittadini accompagnate da un aumento di pericolo e insicurezza che dilaga sempre più nelle strade centrali e periferiche della città. La libertà, che a più ampio raggio e da Costituzione permea il pensiero, l’amare, l’essere, il manifestare, il riunirsi, sta venendo sempre più lesa in una delle sue declinazioni fondamentali: la libertà di circolazione. Se fino ad una decina di anni fa si poteva circolare liberamente con i propri mezzi privati all’interno dei contorni cittadini, entrare e uscire senza vincoli né telecamere, questo scontato (ma forse no) principio in questi giorni sta subendo per l’ennesima e sicuramente non ultima volta, una brusca caduta abissale.

A Sala e alla sua stretta cerchia di dichiarati ricchi ecologisti non è bastato evidentemente l’aver ristretto ancor di più negli ultimi due anni le regole di accesso in Area C e Area B, che vietano l’ingresso a un gran numero di categorie di veicoli, ma da questo 1° ottobre l’Area C è vietata anche ai veicoli Euro 5 a cui si aggiunge un rincaro del ticket di ingresso per tutti i (pochissimi) altri veicoli da 5 a 7,50 euro a partire dal 30 ottobre.

Tale logica del proibire, punire, del restringere e far pagare in nome di un mito che in questo caso è l’eco, il green, il pure, il nature e chi più prefissi ha più ne metta, inizia veramente a stancare e angosciare, non solo perché è effettivamente diventato una vuota ideologia ma perché è contradditorio nel suo nascere: con l’intento di “migliorare” la qualità dell’aria e quindi della vita dei cittadini (milanesi e non) in realtà la peggiora drasticamente nei suoi aspetti primari, soffocando senza smog ma con continue insensate limitazioni alla libertà e costi alle stelle gli individui che a Milano lavorano, abitano, devono pagare bollette, tasse, spese e il cui primo pensiero non è cambiare macchina al primo flatus vocis del sindaco.

Sempre più commercianti, associazioni di categoria e lavoratori che operano all’interno delle aree lamentano tali asfissianti restrizioni alla mobilità, affermando che tutto questo impedisce un afflusso sereno e cospicuo di clientela, provoca un irrigidimento degli scambi di ogni tipo, rende infernali gli spostamenti dei cittadini stessi, di chi viene da fuori e deve necessariamente e giustamente poter utilizzare l’auto.

Addirittura l’Ordine dei Medici ha lanciato più di un mese fa un appello al sindaco Giuseppe Sala, senza ricevere tuttavia alcuna soluzione: “Medici milanesi appiedati o costretti a muoversi con mezzi pubblici: scade infatti a fine settembre – ricorda l’Omceo – laderoga all’ordinanza comunale che consente alla categoria di circolare con vetture Euro 4 benzina ed Euro 5 diesel anche in Area B, senza sanzioni e restrizioni, per esercitare la loro attività indispensabile e di servizio alla comunità”. I medici chiedono che sia rinnovata la “deroga di mobilità almeno per altri due anni” estendendola “a tutti i medici e odontoiatri che devono poter usare la propria autoper prestare servizio alla comunità, rispettare i turni di reperibilità in ospedale, rispondere alle richieste di emergenza”.

Non bisogna prestare attenzione soltanto agli effettivi disagi economici e di mobilitazione che queste restrizioni portano. Si deve portare la riflessione sul fatto che ancora una volta una amministrazione in nome di una certa (e molto discutibile) idea di “scienza”, dea indiscussa del nostro tempo, continui a permettersi senza ostacoli di alcuna natura qualsiasi mossa che vada a incrinare libertà e autodeterminazione del singolo, sempre più isolato da aree, smart working, social, schermi e controllato nei pagamenti, nei movimenti, negli acquisti e nel pensiero.

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4 Commenti

  1. E’ vergognoso che Sala non abbia ancora tassato la respirazione degli abitanti di Milano. Non lo sa che ogni respiro assorbe ossigeno ed emette il pericolosissimo co2??? Subito verniciature, blocchi stradali, striscioni con foto di Greta eccetera eccetera

  2. Green e lotta all’inquinamento MA solo quando fa comodo e c’è’ qualche cosa da guadagnare.Come mai non si sente mai parlare di inquinamento elettromagnetico ? Intanto nel silenzio assordante dei media proprio oggi in senato hanno approvato un emendamento per consentire l’ aumento dei limiti di elettrosmog provocato dalle antenne 2,3,4,5G in tutta Italia. Per ora si passa dai conservativi 6 ai 15V/m; ma ben presto si arriverà ai 61V/m che chiede l’europa, o meglio i suoi burattinai.

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