“Oggi si cerca la gloria col politicamente corretto”

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Domani nel nuovo numero di CulturaIdentità in edicola l’imperdibile intervista di Raffaella Salamina a Enrico Ruggeri: i suoi inizi di carriera coi Decibel, l’attitudine “punk” dei concerti in cantina, le molotov schivate nei Settanta e poi il successo, ma senza cambiare di una virgola il dannunzianesimo pop di un ribelle che non le manda a dire agli artisti di oggi conformi al politicamente corretto.

L’intervista integrale a Enrico Ruggeri si potrà leggere sul numero di CulturaIdentità in edicola domani 24 giugno, che per l’occasione lancia la Fondazione Città Identitarie con due edizioni dei Festival di CulturaIdentità: a Senigallia dal 24 al 26 giugno e a Vibo Valentia il 2 e 3 agosto.

Tante le firme importanti nel numero di giugno, da Marcello Veneziani a Vittorio Sgarbi, da Fabio Dragoni a Maria Giovanna Maglie, da Carlo Cracco ad Angelo Crespi, che con Edoardo Sylos Labini direttore e fondatore di CulturaIdentità hanno firmato un importante Manifesto programmatico che raccoglie alcuni punti dai quali rilanciare le nostre piccole cittadine di provincia e i nostri splendidi borghi.

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2 Commenti

  1. Nascondere la verità con il “POLITICAMENTE CORRETTO” non è sempre giusto ed opportuno.
    Nessuno nega l’utilità del suo utilizzo in alcune circostanze e a fin di bene per evitare inutili sofferenze a chi, non per sua colpa, risulta sgradevole o inopportuno. Gli anglosassoni le chiamano “bugie bianche”. Questo non vuol dire che, in alcuni casi, sia invece opportuno dire la verità a chi risulta sgradevole per sua colpa.
    Come si può correggere uno che da fastidio agli altri con il suo comportamento quando questi non si rende conto di urtare l’altrui suscettibilità se non lo si AVVISA??
    E’ utile covare risentimenti interni verso comportamenti che se non denunciati possono arrivare ad esasperare chi li deve subire????
    Ma ci vuole veramente un genio a capire queste cose elementari???

  2. @ferddinano gallozzi-Perdoni la mia ottusità ma non mi è molto chiara la sua posizione riguardo il “politicamente corretto”. Io ho un’opinione molto netta: ASSIEME AL CONSEGUENTE PENSIERO UNICO, LO CONSIDERO UNA IATTURA.
    Chi può essere deputato a stabilire (quasi per legge) chi sia sgradevole o inopportuno?
    E se un comportamento può urtare la suscettibilità altrui deve essere chi si sente colpito a doverlo biasimare o, forse, è preferibile un fantomatico “comitato di salute pubblica” guidato da un Caronte autonominato che stabilisca chi è punibile (censurabile) oppure no?
    Al buon senso l’ardua sentenza!
    Comunque e ovunque la libertà di pensiero non si deve ostacolare né incanalare!

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