L’uomo senza valori: ecco la radice della tragedia di Giulia Cecchettin

2

Catturato finalmente Filippo Turetta, l’assassino di Giulia Cecchettin. Era scappato in Germania, ma è stato raggiunto dalla giustizia. Ora finalmente sapremo cosa ha spinto la sua mano a mettere fine alla vita della fidanzata, accoltellata e gettata in un lago.

Di certo, finora, c’è quello che traspare esteriormente da questa tragedia: dietro la violenza non c’è forza, ma debolezza estrema, fragilità, narcisismo e frustrazione. Questa la conclusione a cui si giunge guardando alla tristissima vicenda dell’omicidio di Giulia Cecchettin, discussa a «Chesarà…» del 18 novembre su RaiTre. Alla trasmissione diretta da Serena Bortone ha partecipato anche il direttore di «CulturaIdentità» Edoardo Sylos Labini.

«Non credo che il problema sia la cultura patriarcale di destra» taglia corto Sylos Labini rispondendo a Peter Gomez e alla Bortone, che invece hanno posto l’accento su di essa. «Dietro alla polemica sull’educazione sessuale c’è stata una battaglia politica che nulla aveva a che fare con la violenza contro le donne. La realtà è che è proprio una mancanza di educazione tradizionale a portare a queste tragedie. Ho fatto un editoriale intitolato “le donne non si toccano nemmeno con un fiore” perché era una di quelle frasi delle generazioni passate. Oggi invece questo manca, nell’educazione all’interno delle nostre famiglie, poi anche nelle scuole».

Il rovesciamento dei rapporti di forza fra le due metà del cielo è quello che innesca simili tragedie. «Oggi il sesso debole è quello maschile» continua Sylos Labini «E ha smarrito la propria identità. Il maschio per definizione deve difendere la propria donna, proteggerla e non mettersi in competizione. Ma oggi i giovani hanno perduto questi valori perché si sentono più deboli delle ragazze e hanno un complesso di inferiorità».

Gli dà ragione Paolo Crepet, che riconosce come oggi «violenza e bullismo siano in maggioranza provenienti dal lato femminile della società. Dietro al bullo, c’è la mamma del bullo».

«Il benessere non ci ha portato sentimenti. I giovani di questa generazione non sopportano la minima frustrazione». Denuncia Paolo Crepet. «In ventidue anni ci sono stati milioni di “sì”, milioni di “fai pure”, milioni di “poverino, sennò…”, e tutto questo ha indebolito questa generazione. Noi abbiamo una scuola azzerata, dove si fa fatica addirittura a dare i voti».

E non è un caso che i dati statistici smentiscano la narrazione del «patriarcato» come causa del problema. I dati raccolti dall’European data journalism network (Edjnet), sotto la direzione del Mediterranean institute for investigative reporting (Miir) mostrano come il più alto tasso di omicidi in cui la vittima è una donna in rapporto alla popolazione totale avvenga nei paesi Baltici (il triste primato è della Lettonia), seguita non dai paesi considerati «arretrati» dalla vulgata radical chic, e cioè quelli mediterranei, ma da altre nazioni dell’Europa centrosettentrionale. La «avanzatissima» Olanda ha un tasso più che doppio rispetto alla «arretrata» Grecia. E l’Italia, con buona pace delle narrazioni da cinema neo-neorealista, si piazza per fortuna agli ultimi posti in questa classifica dell’orrore, poco sopra la Spagna e la Grecia.

Dunque i discorsi su «patriarcato» e «uomini potenti» stanno a zero: certo, un inasprimento delle pene può essere d’aiuto, dice Sylos Labini, anche se la radice del problema è culturale: «Un uomo potente può avere tante donne, ma essere gentile e galante con tutte» dice Sylos Labini. Per uscire da questa spirale, l’uomo deve ritrovare se stesso, la propria autostima e il proprio ruolo nel mondo: «L’uomo non si deve mai mettere in competizione con la propria donna, e il caso di questa tragedia lo dimostra: l’assassino era geloso che Giulia stesse avendo successo nei propri studi».

ABBONATI A CULTURAIDENTITÀ

2 Commenti

  1. A volte ci si chiede come mai l’Italia intera, dopo i lustri di governo di sinistra, si sia potuta trovare con il culo a terra e così disastrata. Poi, a commento di un assassinio annunciato, perché tale è stato a sentire le parole della famiglia della vittima e di quella dell’assassino, Boldrini e campagne e compagni aprano bocca e tutto le tessere del mosaico prendono posto e il quadro che ne viene fuori, che con il governo in carica non ha niente a che vedere, è tragicamente patologico.

  2. Non ho ben capito se si tratta di portare al livello che merita la donna oppure annientare l’uomo. Per che non provate a studiare le cause e i perché di queste scelleratezze, chi sa potreste avere delle sorprese. Tanto per chiarire qualunque dibbio, IP sono per occhio per occhio e dente per dente, per qualunque tipo di morte violenta procurata.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

quattordici − 3 =