Per rave, collettivi, ambientalisti da salotto: subito lavori socialmente utili

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fonte Facebook

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Il Governo Meloni si è insediato da pochi giorni e l’opposizione parte subito all’attacco. Naturalmente lo fa su alcuni temi più di attualità che di interesse della Nazione: okkupazioni e rave party. Abbiamo già visto in campagna elettorale come la sinistra oramai priva d’identità si sia inerpicata nella ricerca del fascista pericoloso tanto da essere stata la sola a ricordare il centenario della Marcia su Roma con libri e speciali sui propri giornali di riferimento.

Ed ora il tema tanto caro non è il caro bollette, dove tra l’altro ieri il Governo ha stanziato un primo aiuto per i cittadini e le imprese, ma la difesa del popolo dei rave party illegali e la violenza dei collettivi studenteschi di estrema sinistra.

Titoloni per giorni e approfondimenti nei programmi televisivi nella speranza di minare la stabilità del centrodestra. Ci vuole coraggio a difendere un manipolo di studenti che con arroganza ha cercato di impedire lo svolgimento di una conferenza con Daniele Capezzone ed i ragazzi di Azione Universitaria e bisogna essere ipocriti per non ammettere che quei ragazzotti viziati che interrompono le okkupazioni solo per i ponti e i giorni festivi e anche un po’ cresciuti, visto che spesso nei collettivi ci sono trentenni o quarantenni che arrivano dai centri sociali, sono un pericolo per la libertà di pensiero ed espressione negli atenei italiani. Chiedano alla Digos un po’ di informazioni i vari parlamentari grillini e di sinistra che si scandalizzano per l’uso dei manganelli della Polizia ma non spendono una parola per l’ennesima aggressione che i ragazzi di destra l’altro ieri hanno subito a Roma da esponenti dei centri sociali che hanno mandato al pronto soccorso due di loro.

Naturalmente non vedrete nessun titolone su Repubblica o La Stampa. Sul rave party poi si è toccato il fondo. Raduno illegale dove si fa uso di droghe, dove si vendono bevande e cibo senza permessi, in uno spazio senza autorizzazioni (dalla Siae alle varie agibilità), alla faccia degli operatori del mondo delle discoteche e delle sale da ballo che nei due anni di covid sono stati vessati da Speranza e compagnia. Riparta da un bel rave la sinistra se pensa di fare opposizione così senza idee e senza un programma che ha campato per due decenni sull’antiberlusconismo e sulla ricerca dei fascisti su Marte.

Ora sono certo che la prossima battaglia sarà la difesa di quegli ambientalisti da salotto, figli del vuoto pneumatico del qualunquismo militante grillino-comunista- che imbrattano le opere d’arte nei nostri Musei come è successo ieri a palazzo Bonaparte con “ Il Seminatore” di Van Gogh.

L’Arte non si tocca e chiunque prova a farlo anche come gesto simbolico va punito severamente, altrimenti anche da noi si aprirà la via alla cancel culture e a tutti i suoi imbecilli derivati, figli di un’unica ideologia: quella nichilista che trova bene il suo humus in questa generazione sinistra, figlia di quei cattivi maestri che hanno fallito non soltanto alle urne ma anche tra le colonne dei giornali e sulle bacheche dei loro social network. Eppure una soluzione ci sarebbe: un po’ di lavori socialmente utili. Chissà quella potrebbe essere l’unica rivoluzione che gli riesce bene.

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1 commento

  1. Per i reati dove viene applicata la norma “dei lavori socialmente utili” bisognerebbe fare un pò di chiarezza, mi sembra che la norma sia molto eludibile e che non ci sia un concreto riscontro del lavoro fatto e proprio per questo si dovrebbero applicare agli interessati braccialetti elettronici per il costante controllo e verificare anche la qualità del servizio reso perchè essere presente e girare i “pollici” a me non sembra un servizio.

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