Quei finti cattolici “sinistri” a loro agio tra manifesti pedofili e “Bella ciao”…

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Gesù Cristo raffigurato intento a imporre la mano sul capo di un bambino inginocchiato, con un’evidente erezione che traspare da sotto le vesti e le scritte, in latino, “Ecce homo” ed “erectus”… Una scena orribile e blasfema, con venature pedofile, che è apparsa all’esterno del museo Macro di Roma, parte di una mostra che includeva una serie di poster e che fa il paio con la manifestazione organizzata da alcuni collettivi di sinistra alcuni giorni fa, che associava l’immagine della Vergine Maria a una cascata di preservativi colorati…

L’iniziativa ha scatenato le proteste di Fratelli d’Italia. “Stamane – hanno spiegato dal partito in una nota  – recandoci sul posto abbiamo notato un’immagine volgare che ritrae un bambino in ginocchio davanti a Gesù Cristo, quest’ultimo in evidente stato di eccitazione e con la mano in testa al bimbo. È inaccettabile che roba del genere venga esposta al pubblico, in un museo importante della città – peraltro con fondi pubblici – e frequentato anche da famiglie. Come Fratelli d’Italia chiediamo alla sindaca Raggi di far rimuovere urgentemente la locandina blasfema, indegna e offensiva non solo dei cristiani ma anche di Roma”. Fortunatamente la richiesta ha avuto esito positivo e il manifesto è stato successivamente rimosso per volontà dell’Azienda Speciale Palaexpo.

Meno bene è invece andata a un gruppo di fedeli, accorsi per la messa in San Luigi dei Francesi, sempre nella capitale, parrocchia situata a un tiro di schioppo dai palazzi del potere e conosciuta per le opere del Caravaggio che ne adornano la splendida chiesa. Gli sfortunati cittadini romani accorsi per pregare si sono infatti dovuti sorbire, da parte del coro parrocchiale, l’intonazione dell’inno partigiano “Bella ciao” durante la funzione religiosa…

Una “moda” che pare sia stata inaugurata dal parroco pistoiese don Biancalani, noto per le sue posizioni apertamente pro-immigrazione. Ma, forse, si trattava anche di un omaggio alle “sardine”, che proprio in una piazza romana lo stesso giorno si erano radunate sulle note della canzone resistenziale…

E, così, mentre i palazzi in teoria dedicati al culto diventano spazio di propaganda politica (sempre e solo in una direzione, naturalmente), nessuno, tra le fila delle gerarchie ecclesiastiche, sempre preoccupatissime per i “porti chiusi” e il pericolo razzista, sembra voler denunciare lo scempio di una “controcultura” che gode di ampio credito a sinistra, basata ormai esclusivamente sul dileggio dei simboli identitari, ivi inclusi quelli religiosi, senza alcun rispetto né ritegno, come il caso del Macro ha dimostrato.

Perché così va oggi. Tra un monumento al migrante e un’”Immacolata contraccezione”, tra un “Bella ciao” e un Cristo in erezione, i “cattolici adulti” con il rosario chiuso nel cassetto e la tessera del PD in tasca vanno a braccetto con chi, nel Vangelo e nel suo messaggio, vede solo una sovrastruttura da annientare. O, ancora peggio, da strumentalizzare.

Forse, vista la passione per le “sardine” di questi “fedeli”, dovrebbero chiedere a Nibras Asfa, la militante musulmana del movimento, cosa sarebbe accaduto se, al posto di Gesù Cristo o della Madonna, in simili “opere d’ingegno” fossero stati coinvolti, con il loro nome e la loro immagine, Allah e Maometto. Dalla redazione di Charlie Hebdo potrebbero probabilmente dare loro un suggerimento…