Insieme a Sergio Leone è Ugo Tognazzi l’altro protagonista di questo numero di CulturaIdentità, in edicola da domani, che prende le mosse dal territorio di Pomezia, dove nei giorni del 5, 6 e 7 luglio si terrà il X festival delle Città Identitarie. Nella marina di Pomezia, Torvajanica, infatti Tognazzi fondò il suo “villaggio”, che in breve divenne il centro della “dolce vita” negli anni Settanta e Ottanta, con il bel mondo dello spettacolo e della cultura che si riuniva per le iniziative che il vulcanico re delle zingarate non cessava di inventare.
A raccontarcelo è suo figlio, Gianmarco, intervistato da Massimiliano Beneggi. Il Villaggio Tognazzi e il suo celeberrimo premio Scolapasta d’Oro, il sodalizio con Raimondo Vianello nel segno della burla (a qualunque costo!), l’amore per la cucina, anticipatrice di tanta moda d’oggigiorno. E insieme a Gianmarco Tognazzi, anche Fabio Dragoni, che da toscano ci porta nell’interpretazione – forse – più famosa di Ugo Tognazzi: il conte Raffaello Mascetti della trilogia di “Amici miei”, con l’invenzione delle “supercazzole“. Una vera autobiografia di un “tipo” di italiano – quello “zingaro”, sempre a galla, strafottente e scanzonato – che era magna pars anche della vera personalità di Ugo Tognazzi. Che – ci ricorda Dragoni – non esitò a inventarsi come “capo delle Brigate Rosse” in una celeberrima ed elaborata burla del 1978.
Un arci-italiano straordinario raccontato sulle pagine di CulturaIdentità domani in edicola. Corri a prenotare la tua copia oppure abbonati per riceverla comodamente a casa, cliccando sul link qui sotto!

















