W l’Italia in divisa: il 4 novembre con CulturaIdentità

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Un omaggio agli uomini e alle donne in divisa del nostro Paese e a coloro che hanno dato la vita per la Patria, questo il tema di approfondimento del numero di CulturaIdentità, il mensile diretto da Edoardo Sylos Labini, da oggi in edicola.

La giornata delle Forze Armate viene ricordata grazie alle importanti firme di Paolo Petrecca, direttore di Rainews24, del Generale dell’Esercito Antonio Pennino, del vicedirettore Fabio Dragoni, grazie all’inedito profilo del neo Presidente del Senato Ignazio La Russa scritto da Hoara Borselli e all’imperdibile intervista all’ex Colonello dei Carabinieri infiltrato nella mafia, Angelo Jannone, firmata da Emanuele Beluffi.

Non solo Esercito, Aeronautica e Marina ma anche il racconto del Corpo dei Vigili del Fuoco, della Polizia e della Finanza e dei campioni del sport che arrivano dal mondo militare. La psicologa Alessandra D’Alessio analizza l’emergenza dei suicidi in divisa, “uno ogni 5 giorni” e poi un focus sulla tutela del nostro patrimonio culturale.

Le Città Identitarie di questo mese sono Loano in Liguria, Carmagnola in Piemonte, Castrocielo in Ciociaria, La Maddalena e Acireale nelle Isole.

Nella doppia pagina Italia che Innova a cura di SIMA, il prof Miani rilancia la proposta del ritorno all’ora legale per risparmiare miliardi di euro, accolta da Enrico Ruggeri, dal filosofo Stefano Zecchi e dalla nipote del fondatore del Futurismo, Francesca Barbi Marinetti.

Spazio alle rubriche Artisti che ospita la pittrice Martina Di Bella a cura di ArtNow, la Città Sostenibile con ASACERT e il viaggio nella cucina italiana con Itinere che questo mese ci fa conoscere storia e curiosità sulla pasta alla carbonara.

IlgiornaleOFF il web magazine, fondato da Sylos Labini compie 10 anni così Raffaella Salamina lo racconta in una pagina speciale.
CulturaIdentità esce in edicola al costo di 3 euro ma si può acquistare anche in versione digitale sul sito di culturaidentita.it

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1 commento

  1. Nel dilemma altruismo contro egoismo, tuttavia, il Pci, Pds, Ds, Pd, che le divise le ha amate sempre poco (per dire del suo contrario), ha scelto l’egoismo. Facendo di se stesso il magnete verso il quale la cosiddetta classe intellettuale si è indirizzata e sistemata. Divenendo così un giorno dopo l’altro sempre di più il cane da guardia di quel sistema autoreferente che, del merito e del demerito, era diventato l’unico ufficio certificatore. Del resto, per un partito che era nato nell’ottobre del 1917, a seguito della Rivoluzione d’ottobre, con l’aspirazione di liberare i lavori dalle catene dello sfruttamento (trovando così vasta eco nel resto del mondo e, in seguito, anche un attecchimento che in alcune aree ancora detta legge), ma che invece è diventato sinonimo di tirannia assoluta, che ci si poteva aspettare, se non il trasformismo come stile di vita. Mentre il conto da pagare, facendone la propria catena di trasmissione, è stato scaricato interamente sulle spalle di quel popolo di lavoratori che doveva difendere.

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