Zeffirelli, che visse con l’elmetto in testa e senza peli sulla lingua

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fonte ilgiornale.it

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Franco Zeffirelli, che ci lasciava poco più di un anno fa, il 15 giugno 2019, aveva tutto per non piacere: sincero fino ad essere urticante nei giudizi, orgogliosamente cattolico e, forse per alcuni il peccato esiziale, fieramente anticomunista.

Di questo era consapevole e lo diceva apertamente, com’era suo costume: ”I comunisti mi odiavano perché non mi accodavo. Essere dei loro significava avere vita e carriera protetti. E io l’ho pagata cara. Per questo ho fatto carriera soprattutto all’estero. Contro di me negli anni ’70 prepararono perfino un attentato. Doveva sembrare un incidente d’auto. La scampai solo perché un amico mi avvertì in tempo”.

Naturalmente la morte funge sempre da lavacro e l’estate scorsa fu un coro unanime di elogi per il “venerato maestro” scomparso.

Di maestri Zeffirelli ne ebbe due, di cui uno realmente venerabile (per la Chiesa): il suo professore Giorgio La Pira, futuro sindaco di Firenze e Luchino Visconti, con il quale ebbe anche un profondo legame sentimentale.

Secondo lui il regista del Gattopardo, gattopardianamente, si adattava all’egemonia imperante della sinistra, pur disprezzandola.

Visconti, cercando sempre di dargli raccomandazioni per farlo accettare nel pantheon degli intellettuali, gli sconsigliò di girare quello che poi si sarebbe rivelato uno dei suoi capolavori: la trasposizione di Romeo e Giulietta, il cui successo valicò anche i confini italiani; una costante per lui quella di essere più apprezzato all’estero che in patria.

La storia rimase al centro della sua filmografia con pellicole del calibro di Fratello Sole e Sorella Luna, La bisbetica domata, con protagonista la coppia più celebre di Hollywood Richard Burton ed Elisabeth Taylor.

Memorabile anche il suo Gesù di Nazareth per la tv.

Naturalmente la critica non si unì agli applausi internazionali e del pubblico italiano.

Di Fratello Sole, Sorella Luna ad esempio, scrisse che era “inverosimile e fazioso”, nonostante i frati di Assisi, che qualcosa di più conoscevano in materia, lo avessero lodato.

Nemmeno nella sua passione per il calcio trovava pace. Viveva anche quella con l’elmetto in testa e senza peli sulla lingua. Da buon fiorentino non sopportava la Juventus e quello che rappresentava.

Si soffiò il naso con una sciarpa bianconera che l’incauto Mike Bongiorno gli aveva porto in segno di distensione, duellò con Giampiero Mughini, agli albori della sua carriera da opinionista tv, in una celebre puntata de L’appello del martedì, lo strampalato programma condotto da Maurizio Mosca.

Nonostante la sua dichiarata omosessualità non legò mai con il movimento gay, che, nemmeno a dirlo, non apprezzava e liquidò con queste parole: ”l’omosessuale non è uno che sculetta e si trucca. È la Grecia, è Roma. È una virilità creativa”

Grande amico di Berlusconi, che lo fece eleggere con Forza Italia a Palazzo Madama, trascorse gli ultimi anni in una casa di Silvio sull’Appia Antica. Dimora che ora il Cavaliere ha deciso di abitare in luogo del caotico Palazzo Grazioli, magari cercando quella pace che l’ultimo illustre inquilino non trovò quasi mai in vita.

7 Commenti

  1. non aveva peli sulla lingua sempre schietto e sincero nei suoi giudizi, omosessuale e discreto, insomma un uomo che aveva capito come vivere realmente la voglia di libertà che scaturisce dal di dentro che fa parte del nostro bagaglio esistenziale, Forse solitario ma gli piaceva essere sincero faccia a faccia con l’ignoto, in fondo l’altro è cosa che non conosci, Che gusto c’è dialogare con l’altro se poi non hai la libertà di dire cosa pensi veramente un volta chiamato a interagire riguardo l’altro. E’ come non vivere in piena libertà quel momento, presente non vissuto, subito diventato passato.

  2. La Grecia e Roma non sono gli omosessuali, caso mai buona parte delle loro classi alte in alcuni periodi storici era composta di pederasti, ma bisogna conoscere un minimo di paideia greco-latina per capire la differenza. E oggi di sicuro l’omosessuale non è uno che sculetta e si trucca, quella è la pagliacciata-simpatia per il popolino; è sicuramente uno che recita la parte dell’agnellino, si fa fare le leggi speciali e destinare finanziamenti che la gente che sgobba se li sogna, e poi va in giro col manganello giudiziario-piddino-liberal a denunciare, multare, infamare e imprigionare chiunque più gli aggradi.

    • quelli che lei descrive fanno parte di una minoranza di omosessuali anche se appartenenti sicuramente alla elite politica. Tutti gli altri – la maggioranza – è gente che lavora e vive in silenzio e spesso in sofferenza la propria omosessualità. Si informi meglio prima di generalizzare.

    • Senza tirar fuori la paideia greco-latina per giustificare determinati comportamenti, è stata la mentalità di conquista e il culto della virilità che davano atto e tolleravano le relazioni omoerotiche. Quindi non solo tra le classi alte, non solo paiderastia, anche e soprattutto tra i soldati era diffusa la pratica omosessuale anche tra pari, non solo tra “padrone” e “schiavo”. Achille, figlio del mortale Peleo, proprio per questo chiamato Pelide, e della ninfa Teti, si arrabbiò non poco quando fu ucciso il suo compagno di tenda, ed amante, Patroclo. Molti erano mariti e padri di famiglia, ma avevano il proprio, spesso sempre solo quello, “amico”.

  3. È solo uno che lo prende nel cul* se è all’anagrafe di sesso maschile, o in entrambe le parti da parte di un’altra donna se abbiamo a che fare con una lesbica. In parole povere dei pervertiti che non obbediscono a delle semplici leggi divine: l’uomo deve fare l’uomo e la donna deve fare la donna: per quelli che amano di più essere dell’altro sesso basta che attendono la loro prossima reincarnazione: ma l’uomo di questa Terra è diventato così ateo, anche per colpa delle religioni che hanno manipolato gli insegnamenti divini, a cominciare da Mosè stesso per continuare con tutti i sacerdoti nel corso dei secoli e dei millenni che hanno completamente stravolto il cosiddetto vecchio testamento con una marea di menzogne (per mantenere il loro potere), così come hanno fatto i sacerdoti delle religioni cristiane che hanno nascosto e negato gli insegnamenti sulla reincarnazione (sempre per mantenere il loro potere e soddisfare il proprio misero ego), sul ritorno (ora in quest’epoca) di Gesù Cristo e in nome di Dio hanno commesso omicidi (santa inquisizione, crociate) e ogni altro inimmaginabile genere di crimine. Manipolazioni simili sono state fatte in tutte le altre religioni della Terra inclusa quella buddista per non parlare di quella musulmana che già in partenza sembra più una setta satanica che una religione spirituale. Nessuna meraviglia quindi se il giovane di oggi trovando tante di quelle contraddizioni e assurdità nella bibbia abbia deciso di abbandonare la religione o diventare ateo. La conseguenza però è che abbandonando la Spiritualità e negando l’esistenza di un creatore intelligente di questo universo si è caduti nella più totale perversione e degenerazione: una di queste degenerazioni è proprio l’omosessualità, altre invece sono le guerre, gli omicidi, la violenza, la bruttezza nell’arte (basti pensare ai cosiddetti quadri astratti), nella musica, nei film, nell’architettura (basti vedere come l’Italia da paese più all’avanguardia nel mondo si sia trasformato nella nazione dei palazzi in cemento armato grigi, brutti e energeticamente negativi), nei crimini commessi dalla mafia e dal criminale Governo Ombra Mondiale i cui burattini sono rappresentati dai nostri governanti. Questo è tutto, folks!

    • …ha mai pensato di rivolgersi ad un bravo ma proprio bravo, incredibilmente bravo, bravissimo direi, anzi il non plus ultra degli psichiatri neurologi di cui, lo dico davvero senza provocazione, ha sicuramente bisogno?

  4. grazie ad antonio ottavio!C’è di mezzo anche la tanto famosa rivoluzione cullturale.Io sono
    vecchio anche se non me lo auguro,vorrei una vera rivoluzione,in tutti i sensi ,per Spazzare via tutti questi grandi così grandi uomini che sproloquiano in ITALIA.ALBERTO

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