Sperlonga

Sperlonga

Sperlonga, la terra del mito di Ulisse

Candidata a Capitale del Mare 2026, la cittadina nel Basso Lazio offre panorami mozzafiato e tesori archeologici

Sperlonga, un borgo incantato della provincia di Latina, arroccato su uno sperone di Monte San Magno a picco sul golfo di Gaeta. Con le sue circa 3.000 anime, si affaccia sul Tirreno con una costa di sabbia dorata finissima. Il suo nome evoca già il mistero: deriva da spelunca, la grotta, quella stessa grotta naturale che l’imperatore Tiberio trasformò nel cuore della sua villa marittima. Proprio qui, nell’archeologia romana, batte il cuore più affascinante di Sperlonga. Nella Grotta di Tiberio – usata come triclinio estivo con ninfei e giochi d’acqua – sono rimasti sepolti per secoli i magnifici gruppi scultorei ellenistici che decoravano l’antro. Ritrovati nel 1957 durante gli scavi, questi capolavori – oggi custoditi nel Museo Archeologico Nazionale di Sperlonga – rappresentano scene omeriche del ciclo di Ulisse. Tra tutti spicca il Gruppo di Polifemo, una composizione colossale e drammatica: Ulisse e i compagni accecano il ciclope con un tronco arroventato, mentre Polifemo urla di dolore, il volto contorto in un’espressione di furore e sorpresa. È un’opera di potenza straordinaria, con dettagli anatomici perfetti e un dinamismo che cattura l’occhio: il gigante sdraiato, il braccio alzato, i compagni in azione. Accanto a esso, altri gruppi come Ulisse e Diomede che rapiscono il Palladio, l’assalto della mostruosa Scilla alla nave e Ulisse che trascina il corpo di Achille, restituiscono l’idea di una villa imperiale non solo residenza, ma palcoscenico mitologico sul mare.

Il borgo medievale, nasceva inizialmente sulle rovine della villa imperiale per difendersi dalle incursioni saracene, che continuarono nei secoli (celebre fu quella del corsaro Barbarossa nel 1534), e poi si sviluppò in un dedalo di vicoli a “testuggine” sul promontorio di San Magno, con mura e torri di avvistamento come la Torre Truglia a strapiombo sul mare. Chiese come Santa Maria di Sperlonga (XII secolo) e San Rocco custodiscono tesori d’arte, mentre il panorama dalle terrazze spazia su un mare cristallino protetto dal Parco Regionale Riviera di Ulisse.

Oggi Sperlonga guarda al futuro con ambizione: la città ha ufficializzato la candidatura a Capitale Italiana del Mare 2026, presentando il progetto grandioso “L’Antica Via Flacca tra Terra e Mare, le Ville di Tiberio, di Giulia e le Grotte di Pilato”. In partnership con Capri, Ventotene e Ponza, l’Università La Sapienza, il Parco Riviera di Ulisse, il Ministero della Cultura e la RAI, Sperlonga si propone come capitale del dialogo tra mare e terra. Al centro c’è l’Antica Via Flacca, arteria romana oggi in parte inaccessibile, che verrà restaurata per connettere un ecosistema di eredità imperiale: dalla Grotta di Tiberio alle Ville di Giulia a Ventotene e alle Grotte di Pilato a Ponza, fino a Villa Jovis a Capri. Il progetto include il recupero della Torre di Capovento (crollata nel 1994), con tecniche antisismiche avanzate che rispettano i materiali originari, la tutela della biodiversità nel Parco Marino Riviera di Ulisse e approcci sostenibili per le Aree Marine Protette. Ma la vera innovazione è digitale: un Archivio Digitale Aperto con tour virtuali 360°, realtà aumentata (AR/VR) e intelligenza artificiale permetterà di “riportare” i gruppi scultorei – come il Polifemo – nel loro contesto originario della grotta, trasformando la visita in un viaggio immersivo nel tempo. La Storia non resta chiusa nel museo: torna viva sul paesaggio costiero, accessibile a tutti. Sperlonga non è solo un borgo Bandiera Blu e tra i Più Belli d’Italia: è un ponte tra mito antico e futuro sostenibile, tra scogliere eterne e onde del Tirreno. Un luogo dove Polifemo continua a ruggire nel marmo, e dove il mare racconta ancora storie di imperatori, eroi e rinascite. [Guido Igliori]

 

 

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