Ferentino, l’identità come progetto di città
Dal Museo Archeologico al Teatro Romano, fino ai nuovi spazi dell’Acropoli, il patrimonio diventa il filo di una visione urbana

Ci sono città che custodiscono la propria storia nei monumenti. E città che scelgono di farne una lingua viva, capace di raccontare ciò che sono e di orientare ciò che diventeranno. Ferentino appartiene a questa seconda prospettiva: l’ingresso nella rete delle Città Identitarie dà forma a un percorso che unisce la riscoperta delle radici alla crescita culturale e urbana.
La presentazione, lo scorso 30 settembre, di «Le città identitarie. Luoghi e personaggi che hanno fatto la storia della provincia italiana», il volume di Edoardo Sylos Labini edito da Rai Libri, ha offerto l’occasione per mettere a fuoco questo legame. Nelle pagine del libro la provincia italiana emerge attraverso i luoghi e le persone che le hanno dato carattere. Ferentino non è tra le città alle quali è dedicato un capitolo, ma affiora nella prefazione di Enrico Coppotelli, che richiama il proprio rapporto con la città. È un riferimento che introduce una riflessione più ampia: l’identità di un territorio vive nella memoria, ma ha bisogno di luoghi accessibili e di occasioni per essere condivisa.
Da qui si può leggere il rapporto tra il Museo Civico Archeologico di Ferentino e il Teatro Romano. Il museo raccoglie e interpreta le testimonianze materiali della città, offrendo a cittadini e visitatori le chiavi per comprenderne le diverse epoche. Il teatro restituisce a uno dei suoi luoghi più significativi una dimensione pubblica: quella di uno spazio che può essere attraversato dall’esperienza culturale contemporanea. L’uno aiuta a leggere la storia; l’altro permette di incontrarla nel tessuto urbano. La loro vicinanza di senso, prima ancora che geografica, è una risorsa per costruire un racconto riconoscibile di Ferentino.
In questo racconto si inserisce l’ampliamento degli spazi pubblici dell’Acropoli. Qui la valorizzazione riguarda anche la possibilità di sostare, osservare, orientarsi e cogliere le relazioni tra le diverse parti della città. Uno spazio storico più aperto alla fruizione diventa parte della quotidianità dei residenti e, insieme, una tappa più leggibile per chi arriva da fuori.
Perché questa trama culturale possa funzionare, conta anche il modo in cui la città viene raggiunta e percorsa. L’ampliamento in corso delle aree di sosta e di servizio, insieme al miglioramento dei collegamenti viari dalle periferie verso il centro, costituisce l’infrastruttura necessaria a sostenere la fruizione del museo, del teatro e dell’Acropoli. Sono interventi che acquistano pieno significato quando rendono più agevole l’accesso ai luoghi della cultura e favoriscono una visita capace di abbracciare la città nel suo insieme.
L’iniziativa delle Città Identitarie offre dunque a Ferentino un orizzonte editoriale e culturale nel quale riconoscersi. Il libro di Sylos Labini invita a cercare nelle città di provincia le storie che meritano di essere tramandate. Ferentino risponde con i propri luoghi: li riporta al centro della vita pubblica e li collega in un percorso che tiene insieme memoria, accessibilità e futuro. [Redazione Ferentino]