Foligno, “centru de lu munnu” tra storia e mito
Grazie alla Giostra della Quintana i cittadini possono fare un salto nel Medioevo
Foligno è una città che sorge al centro della Valle Umbra, ricca di storia e tradizione. La sua forma ovale ormai persa nella ragnatela della periferia, è ancora percepibile dalle colline che la circondano scendendo da Montefalco o lungo la vallata del Menotre. Viali alberati conducono dai quattro punti cardinali alle porte unite dal tessuto ancora percepibile delle mura medievali. Il fiume Topino lambisce le mura del versante nord, mentre un suo ramo interno, in cui sopravvive l’antico corso, attraversa la città in alcuni dei suoi angoli più caratteristici, dove un tempo erano attivi antichi opifici. L’etimologia del nome sarebbe da collegarsi ad un’origine sacrale, con riferimento all’esistenza dei culto della dea Fulginia. Federico II, nipote del grande Barbarossa, fu mandato dalla sua illustre famiglia a trascorrere la prima infanzia proprio a Foligno, dove in seguito il dottissimo Imperatore, audace precursore delle scienze moderne, nel 1235 con il suo esercito, astrologi, ed un prezioso bagaglio, si fermò di ritorno dalla Crociata in Terra Santa.
A Foligno Federico II tornò di nuovo nel 1240 ed ordinò che la città fosse fortificata serrando, in particolar modo, con una cerchia più solida di mura la contrada delle Poelle. L’Imperatore aveva particolarmente a cuore la città e voleva proteggerla come si protegge un bene prezioso. Come riportato dalle cronache dell’epoca, fu lo stesso Imperatore del Sacro Romano Impero, a descrivere la città come quella “nel cui splendor ebbe inizio la Nostra fanciullezza e che Noi veneriamo come luogo che Ci nutrì”. Il favore imperiale portò prosperità alla città per alcuni anni fino allo scontro con la filopapale Perugia che, nel 1253, la cinse d’assedio.
Risparmiata dai Longobardi, assalita e saccheggiata dai Saraceni nell’881, nel 915 e nel 924 venne devastata dagli Ungari. Risollevatasi, grazie anche dell’aiuto ricevuto da Federico Barbarossa che le confermò i privilegi su Bevagna e Montefalco. Foligno divenne punto di appoggio dei Ghibellini, entrando così in rivalità con la Guelfa Perugia.
Nella splendida piazza centrale della città, San Francesco d’Assisi decise di compiere il gesto simbolico della rinuncia dei beni terreni, spogliandosi di tutti i suoi averi.
Un’ antica storia assegna a Foligno il ruolo importante di trovarsi al centro del mondo, questo perché la centralità geografica nella nostra penisola posta al centro del Mediterraneo, un tempo considerato il mondo conosciuto, ha dato modo alla città di Foligno di essere definita “lu centru de lu munnu”. Nell’Ottocento questo centro era stato individuato con il “tribbio”, ossia l’incrocio delle principali vie cittadine.
Ogni anno ospita la celebre ed emozionante Giostra della Quintana, antica manifestazione che affonda le sue radici nella storia locale della città. Venne infatti ripresa nel 1946 dopo circa un secolo di pausa, mantenendo lo spirito tradizionale del passato: la Giostra si ispira infatti all’antica competizione equestre locale risalente al periodo medioevale.
Le origini di questa competizione sono ancora più antiche, come potrebbe suggerire il suo stesso nome. Con il termine Quintana si fa riferimento alla quinta via dell’accampamento romano, il luogo in cui solitamente si svolgeva l’addestramento dei soldati della legione. Armati di lancia, i soldati romani si allenavano lanciandosi contro un fantoccio chiamato comunemente “Saracino”, cercando di infilare con la propria arma un anello che veniva sistemato e sospeso ad una mano dello stesso fantoccio.
Per rincuorare i residenti durante la ricostruzione seguita ai bombardamenti angloamericani, un’associazione locale decise di far rivivere una vecchia competizione.
Durante lo suo svolgimento della Giostra, la città di Foligno è riportata letteralmente indietro nel tempo, ai fasti del periodo medievale, quando le donne erano “dame” e gli uomini “messeri”. La competizione vera e propria si accompagna infatti a tutta una serie di spettacolari eventi ludici e rievocazioni storiche, dalle taverne all’animazione al corteo storico.
Francesco Saverio Andreani
