Trino

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Trino, energia e destini di grandi italiani

Dal riso all’elettricità, da Dante a Cavour, tanta storia d’Italia passa per questo borgo

L’Abbazia di Lucedio – Foto Statmaz CC 4.0 SA by «Sono e saranno tantissime le iniziative che riguarderanno il nostro comune nel 2024 come lo sono state dal nostro insediamento nel 2018». Così il sindaco di Trino, operosissima città del Vercellese, inizia il racconto a CulturaIdentità delle attività che riguardano il comune. «Abbiamo lanciato fin da subito degli eventi per parlare della nostra città, per farla conoscere. Eventi culturali, eventi sociali, eventi anche ludico-ricreativi che potessero dare lustro e immagine a Trino. E tra i più recenti, non possiamo non ricordare il Festival delle Città Identitarie che ha visto calcare il palcoscenico di Trino da tantissimi artisti internazionali e nazionali». Trino, da molti conosciuta col nome non ufficiale di Trino Vercellese, è un borgo nella vasta pianura piemontese poco discosto dalla riva sinistra del Po, a 17 chilometri a sud-ovest del capoluogo. A breve distanza iniziano le colline del Monferrato. Il suo territorio è però pianeggiante, costellato di vaste risaie e da operose industrie. Accanto al lavoro dell’uomo, che ha trasformato e ordinato il territorio, però Trino conserva anche una vestigia di un passato ancestrale: un rarissimo esempio italiano di bosco planiziale, il Parco naturale del Bosco delle Sorti della Partecipanza di Trino, l’unico luogo che ancora mostra la Pianura Padana come si presentava prima della colonizzazione umana, realizzata con lunghi secoli di duro lavoro. Una gemma naturale impreziosita dalla vicina Abbazia di Lucedo, che si specchia sulle acque delle risaie. E il lavoro è proprio la cifra di questa città, che ha ospitato anche alcuni dei principali poli di produzione di elettricità dell’intero paese, fra cui la celebre centrale nucleare dedicata a Enrico Fermi, negli anni ’60 e ’70 del XX secolo impianto da record mondiale per tecnologia. Una centrale che doveva raddoppiarsi, ma che l’inconsulto risultato del referendum del 1987 costrinse a una triste chiusura. Ora la città si prepara a rinnovare la sua tradizione energetica, ospitando il più grande cantiere fotovoltaico d’Italia. D’altronde, proprio in queste terre industriose, precisamente nel borgo di Leri Cavour, frazione del Comune vercellese, trascorse parte della sua giovinezza Camillo Benso di Cavour, in una «grangia», la vasta tenuta di famiglia che poteva contare su 900 ettari di campagna, un mulino, una chiesa e la residenza dei Benso. Oggi è un’attrazione in fase di recupero, per rilanciare il turismo. È noto infatti che l’abilità del Grande Tessitore nel gestire gli affari – politici come del bilancio familiare – si formò proprio nelle tenute avite, che egli seppe amministrare con oculatezza, grande senso pratico e mentalità moderna, attenta alle esigenze dei suoi lavoratori. Il suo buon senso da patriarca familiare (anche se non lo fu mai realmente, restando sempre scapolo) passò così dalle risaie di Trino e delle altre proprietà del casato allo Stato sabaudo, che condusse alla riunificazione nazionale. E i destini dell’Italia passano nel borgo vercellese non solo per la giovinezza di Cavour, ma anche per un’altra importante coincidenza: è Trino è stata anche la città dei tipografi, orgoglio locale celebrato da una stele commemorativa in piazza. Ed è stato proprio il tipografo trinese Gabriele De’ Ferrari, innovatore nell’arte della stampa nel XVI secolo, che diede il nome che tutti conosciamo all’immortale poema di Dante Alighieri. Infatti dalle sue stamperie, nel 1555, uscì l’edizione della Commedia di Dante, che per la prima volta presenta l’aggettivo «divino». De’ Ferrari, il cui marchio – una Fenice – conobbe enorme prestigio nella sede di Venezia, allora centro mondiale dell’editoria, creò anche concetto di «collana editoriale». «Il 2024 sarà un anno importante nel quale promuoveremo ancor di più i nostri eventi culturali e territoriali principali, come la festa patronale di San Bartolomeo e la Trino divino, un evento che unisce due terre quella delle risaie dell’acqua con quella delle colline e del vino. – continua il sindaco Pane – Il tutto sarà agevolato da una serie di lavori pubblici che stanno dando una nuova forma al salotto della nostra città. Entro l’estate saranno recuperati i tratti del corso principale tra il crocevia con Corso Cavour e Piazza Martiri della Libertà, verrà effettuata la riqualificazione di Piazza Mazzini, e il recupero di Piazza Banfora e degli edifici ad essa adiacenti». E poi, cultura a non finire: «Non mancherà la rassegna teatrale organizzata dagli amici dell’associazione del Lantarnin del Ranatè, così come gli altri eventi che arricchiranno il calendario 2024 a partire dal Carnevale storico trinese e le manifestazioni commerciali» conclude il primo cittadino. [Edoardo Sylos Labini]
 

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