Aquino

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Aquino: ieri e oggi città di san Tommaso. Ma non solo…

Una città che è molto più del semplice scrigno che contiene i natali di uno dei giganti della storia d’Europa. Ce la racconta uno storico che è stato anche sindaco di Aquino

Aquino è situata in una vasta pianura nella valle del Liri, in una posizione a metà strada tra Roma e Napoli e lungo l’autostrada del Sole da cui viene attraversata. Nata nel V-IV secolo a.C., con la fine dell’Impero romano e le conseguenti invasioni barbariche, che colpirono in maniera pe sante anche Aquino, la città si svuotò e i suoi abitanti per allontanarsi dai pericoli si rifugiarono lungo le pendici dei monti circo stanti, dove diedero vita a villaggi, primi nuclei dei centri che poi si sarebbero chiamati Roccasecca, Castrocielo, Santopadre, Colle San Magno, Piedimonte San Germano, Villa Santa Lucia… centri che poi, probabilmente proprio per questo motivo, entrarono a far parte della Diocesi di Aquino, nata già nel VI secolo. Passato il momento peggiore, molti tornarono in pianura, spostando però di fronte a quella di prima la città distrutta e abbandonata, su uno sperone roccioso che si protendeva al centro dei due laghi di Aquino. Il posto era molto più difendibile di quello precedente e proprio qui sorse l’abitato, con al centro, proprio in cima allo sperone, un castello-fortezza difeso da torri e da mura che sarebbe diventato la residenza dei signori della contea di Aquino, la cui estensione sarebbe arrivata fin nelle vicinanze di Sora, di Fondi e di Ceccano. In cima a tutto fu eretta la torre più grande del Castello che ancora oggi domina il panorama e il vallone sottostante. Oltre questo nucleo centrale, la città medievale si sarebbe estesa lungo gli alti co stoni che si allungavano da un lato e dall’altro del castello, proprio sui bordi di quelle pareti rocciose che erano state usate per seco li come cave, prima per la città romana, e poi per questa che stava nascendo, anche se questa nuova città avrebbe abbondantemente usato come materiale edilizio i resti di edifici e monumenti, della scomparsa, gloriosa città. Per secoli, questa fu Aquino, una lunga distesa di case sui bordi delle pareti rocciose con al centro la torre e quello che oggi chiamiamo il borgo medievale. Un agglomerato di abitazioni che assunse la forma di una croce, con la parte centrale del castello che ne costituiva il braccio, tanto che ancor oggi, gli aquinati definiscono, in forma dialettale, «punta della croce» l’inizio del vecchio centro storico. Con questo disegno urbanistico è rimasta Aquino fino agli anni della Seconda guerra mondiale, quando la forma “a croce”, venne semidistrutta nel maggio del 1944. Prima questo fatto, poi la costruzione dell’autostrada del Sole, che sventrò quel che rimaneva di quella parte del centro storico e che resero ancora più “insicure” le rimanenti case poste sull’orlo del “precipizio”, consigliarono prudenza e fu evitato di ricostruire alcunché lungo il costone roccioso. Anche la cattedrale di Aquino, semidistrutta dalle operazioni belliche e che si trovava di fianco alla torre del castello di cui ha costituito per due secoli la torre campanaria, non fu più ricostruita nello stesso posto di prima; lì infatti la roccia è molto fragile e an che successivamente, diversi “pezzi” hanno ceduto. La cattedrale venne ricostruita cento metri più a sud, dall’altro lato della vasta piazza; lo stesso fu fatto con il centro urbano che si estese lungo la pianura in direzione di Cassino. Sorsero diverse strade parallele all’unica via che attraversava in tutta la sua lunghezza il centro urbano preesistente; via della Libertà dove sorse il primo nucleo di palazzine popolari per quelli che erano rimasti senza tetto a causa delle distruzioni della guerra, e poi il lungo viale Manzoni che si dirige verso Cassino; successivamente in quella direzione venne realizzato anche il palazzo comunale, e gli altri agglomera ti urbani, anche con i relativi servizi, comprese le scuole, il campo sportivo ed il cinema. Lentamente la città è venuta a perdere il suo caratteristico disegno a croce, per assumere quello che potremmo definire a forma di «racchetta da tennis». La città intanto anche oggi continua la sua espansione. Il territorio, sottoposto a lunghi anni di stravolgimenti, ha visto l’attraversamento della più grande arteria nazionale, l’autostrada del Sole che gli aquinati possono raggiungere in pochi minuti essendo il casello alla fine della via Latina, e più recentemente l’alta velocità ferroviaria. Il casello autostradale ha enormemente facili tato gli spostamenti, come anche facilitato l’arrivo di visitatori attratti anche dalla riqualificazione delle aree storiche di Aquino costituite dall’area del Museo – Chiesa della Madonna della Libera – Arco romano di Marcantonio, e da quella che richiama la figura di San Tommaso, e cioè il Castello dei Conti di Aquino – Casa di San Tommaso – Parco del Vallone – al di sotto dei resti dello stesso castello. La stessa popolazione è passata dai poco più di tremi la abitanti di inizio ‘900, ai quasi cinquemilacinquecento di oggi. L’incremento maggiore si è avuto dopo la realizzazione negli anni ‘70 dello stabilimento FIAT, nella confinante Piedimonte, proprio lungo la direttrice Aquino-Cassino; per questo oggi Aquino è anche una città crogiolo delle diverse italianità e non solo, perfettamente integrate le une con le altre. È solo il caso di rimarcare che il nome di Aquino è legato indissolubilmente a quelli dell’Aquinate per eccellenza, e cioè San Tommaso, definito anche il Dottore Angelico della Chiesa. Ma non bisogna dimenticare l’importanza dei resti monumentali che la città ancora conserva nonostante le distruzioni che ha dovuto patire in particolare per il passaggio del fronte fra 1943 e 1944. E oltre ai resti della città di 2000 anni fa, di cui si sta attestando la grandezza documentata dagli scavi che si stanno effettuando negli ultimi anni, quella dell’Aquino medievale, di cui resta la suggestiva chiesa romanica dell’XI secolo conosciuta con il nome della Madonna della Libera e che veramente costituisce un fortissimo richiamo, e i resti del Castello dei Conti di Aquino, la famiglia di San Tommaso, con la imponente torre che quasi fa da guardia a quello che rimane del nucleo medievale, posta sulla cima, oggi a protezione e «sorvegliante» morale anche del parco del Vallone d’Aquino, un’area verde posta al di sotto della stessa torre e nato proprio in anni recenti per valorizzare meglio non solo questi ricordi di san Tommaso, ma anche i resti delle imponenti cave romane che gli anti chi aquinati utilizzarono per secoli.

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