Un viaggio fra passato e futuro, in cui le pietre di una via raccontano la storia di incontri, scambi e destini intrecciati.
Non sempre ci si chiede quante storie possano custodire i ciottoli di una strada. C’è chi vi ha lasciato le orme dei sandali, chi il passo affrettato di un mercante, chi il lento incedere di un pellegrino. Ogni traccia è un frammento di vita, un ricordo che narra incontri, speranze e avventure. Riscoprire un’antica via romana, dunque, non è soltanto un atto di memoria: è un tentativo di ridare voce a quel coro di vite intrecciate, rendendo eterno il percorso che collega il nostro passato al futuro che immaginiamo. Recentemente, nella Sala “Caduti di Nassirya” di Palazzo Madama, si è tenuta la conferenza stampa Adottiamo la Via Annia Popilia, evento promosso dalla Senatrice Clotilde Minasi. L’antica via, un tempo cruciale per i collegamenti tra Capua e Rhegium, oggi si profila come simbolo di riscatto culturale, turistico ed economico per i territori del Sud Italia. Sul piano scientifico e tecnico, il progetto ha visto il contributo della Prof.ssa Liliana Caruso, del Prof. Maurizio Lazzari, dell’Architetto Emilio Minasi e del Prof. Antonio Marte, tutti figure che testimoniano l’impegno corale di istituzioni, studiosi e, non da ultimo, del Lions Club.

Dopo la conferenza, ho avuto il piacere di dialogare con la Senatrice Clotilde Minasi per approfondire le motivazioni e le prospettive di questo ambizioso progetto.
Senatrice, il progetto “Adottiamo la Via Annia Popilia” è stato promosso dal Lions Club. Quali sono le ragioni che l’hanno spinta ad aderire a questa iniziativa?
Il progetto “Adottiamo la Via Annia Popilia” nasce dall’iniziativa del Lions Club, che ha avuto la lungimiranza di proporre un’idea così significativa per la riscoperta e valorizzazione di un percorso storico fondamentale per la nostra identità. La Via Annia Popilia, che collegava Capua a Rhegium in epoca romana, è stata testimone di scambi di merci, culture e idee, e oggi rappresenta una risorsa che può stimolare lo sviluppo economico e culturale dei territori attraversati. Ho deciso di aderire con convinzione a questa proposta, riconoscendo la sua importanza non solo per la sua valenza storica, ma anche come strumento per il rilancio delle comunità locali. La collaborazione tra istituzioni, associazioni culturali e il Lions Club è essenziale per trasformare la Via Annia Popilia in un itinerario turistico e culturale di rilevanza nazionale, che potrà contribuire a un futuro di crescita e valorizzazione dei nostri beni culturali.

Perché il progetto è stato presentato a Palazzo Madama?
Presentare il progetto in Senato è un atto simbolico che riconosce la rilevanza nazionale della Via Annia Popilia. Non si tratta di un semplice percorso locale, ma di un patrimonio che appartiene a tutta la nazione. Attraverso questa conferenza, l’intento è di sensibilizzare le istituzioni affinché attivino strumenti concreti per la tutela e la valorizzazione di questo itinerario, instaurando un dialogo costante con le amministrazioni e le comunità locali. Solo così potremo fare in modo che la via diventi una risorsa viva, capace di dare nuova linfa al tessuto culturale e turistico del nostro Paese.
Può darci qualche dettaglio sul percorso della Via Annia Popilia e sui luoghi più significativi che tocca?
Il percorso, che un tempo collegava Capua a Reggio Calabria, attraversa territori di straordinaria bellezza: dalla piana di Gioia Tauro al Vibonese, dal Lametino al Cosentino. Lungo il tragitto si scoprono resti di antiche stazioni di posta, ponti romani, tratti di basolato e numerosi siti archeologici, arricchiti dalla presenza di borghi, chiese e paesaggi suggestivi. L’obiettivo è quello di creare un’offerta turistica esperienziale che faccia da ponte tra storia, natura e tradizioni, offrendo al visitatore un vero e proprio viaggio nel tempo.
Quale importanza rivestono le comunità locali e le associazioni, in particolare il Lions Club, in questo progetto?
Le comunità locali sono il cuore pulsante di ogni iniziativa di rilancio territoriale, poiché sono custodi delle tradizioni e delle storie dei luoghi. Il Lions Club, in particolare, ha dimostrato una straordinaria capacità di mobilitare risorse, competenze e passione. Grazie alla sua rete, e al contributo di storici, archeologi ed esperti, stiamo delineando un percorso di valorizzazione scientifica e sostenibile della Via Annia Popilia. Il loro impegno garantirà una promozione capillare dell’itinerario, facendo sì che il patrimonio storico diventi un “bene comune” da vivere e tutelare.
In che modo il progetto si inserisce nelle politiche nazionali in materia di turismo e cultura?
La valorizzazione della Via Annia Popilia si allinea perfettamente alla strategia del governo, che punta a un turismo culturale e sostenibile, con particolare attenzione alle aree interne. L’obiettivo è diversificare i flussi turistici, creando itinerari alternativi che possano stimolare l’economia locale e promuovere la conoscenza di territori troppo spesso trascurati. Per realizzare questa visione è fondamentale il coinvolgimento del Ministero della Cultura e degli enti locali, nonché il sostegno operativo del Lions Club, partner imprescindibile per la sua presenza capillare sul territorio.
Quali saranno i prossimi sviluppi concreti del progetto?
Il progetto “Adottiamo la Via Annia Popilia” COME detto prima nasce dall’iniziativa dei Lions Club, che vorrebbero valorizzare questo antico percorso storico, simbolo di scambi culturali e commerciali nell’epoca romana. Al momento siamo nella fase di progettazione, con l’obiettivo di definire le modalità per dare vita a una serie di iniziative che coinvolgano le comunità locali e i visitatori, per far riscoprire e apprezzare le radici storiche della nostra terra.
Una delle principali opportunità di sviluppo è senza dubbio quella legata al turismo. La Via Annia Popilia, con il suo patrimonio artistico, potrebbe diventare un vero e proprio itinerario turistico, capace di attrarre visitatori non solo da altre regioni, ma anche dall’estero. Immagino che, attraverso la creazione di percorsi tematici, esperienze immersive e la valorizzazione dei siti archeologici lungo il tragitto, si possano attrarre turisti interessati alla storia, alla cultura e al paesaggio. Questo potrebbe portare a un incremento delle attività economiche nei territori attraversati dalla via, con il coinvolgimento delle realtà locali nel settore dell’ospitalità, della ristorazione e dei servizi. Ovviamente, tutto è ancora da definire, ma l’idea di trasformare questo antico cammino in un polo di attrazione turistica rappresenta una grande opportunità per il rilancio e lo sviluppo delle aree coinvolte, creando anche nuovi posti di lavoro e contribuendo a una crescita sostenibile a lungo termine. Il Lions Club, in collaborazione con le istituzioni locali, sarà fondamentale nel dare forma a questa visione.

















