Grande successo di pubblico a Ferrara con le Città Identitarie

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Tutto esaurito a Ferrara in piazza Municipio alla Sala Estense per la prima serata del XII Festival delle Città Identitarie. Un pubblico attento e appassionato ha seguito le due ore di spettacolo e dibattito dirette dal direttore Edoardo Sylos Labini che ha saputo miscelare sapientemente gli interventi della storica Roberta Iotti, del Presidente del Vittoriale, Giordano Bruno Guerri, dell’attore Stefano Muroni con le arie liriche cantante da una straordinaria Maria Rita Combattelli accompagnata al pianoforte dal Maestro Sergio Colicchio.

L’entusiasmo in sala si respira fin dall’inizio quando il vice sindaco di Ferrara, Alessandro Balboni dà il via ad un grande evento culturale che rimarrà impresso in città e non certo per gli attacchi pretestuosi dei giorni scorsi al Festival ma per il livello artistico e culturale della serata. A nulla è servita dunque la contro manifestazione organizzata a 300 metri dalla solita anacronistica compagnia di livorosi.

“Per noi è essenziale valorizzare storia e identità ferrarese, dobbiamo essere orgogliosi di vivere in una città così ricca di tradizione e cultura. Questo progetto serve a risvegliare e incoraggiare in noi l’orgoglio di essere ferraresi”, esordisce sul palco un emozionato e soddisfatto Balboni che ha voluto che il Festival arrivasse in città con il sostegno del Ministero della Cultura.

In Sala Estense si è rivissuto quel laboratorio di arte e bellezza che fece della città la capitale del Rinascimento. Mentre il maestro Colicchio suona e la Combattelli canta “Tornami a vagheggiare” dall’Alcina di Haendel, parole e suoni si fondono sullo schermo.

C’era grande attesa per l’intervento di uno dei massimi storici ed intellettuali italiani Giordano Bruno Guerri, che non delude le aspettative. Risponde subito a Sylos Labini sugli attacchi della sinistra locale perchè nel programma del Festival si parla anche di Italo Balbo: “Revisionismo? Guarda che revisionismo non e una parolaccia. Se i medici non fossero stati revisionisti oggi non avremmo la medicina moderna. E se gli architetti non fossero stati revisionisti, adesso vivremmo nella capanne. Nella vita di Balbo ci sono state luci ed ombre”.

Guerri racconta della nascita delle camicie nere di cui l’aviatore e gerarca fascista fu ideatore e sottolinea che la violenza era all’ordine del giorno da una parte e dall’altra della barricata poi arrivò il regime fascista e gli uni prevalsero sugli altri. Balbo che era stato un ardito nelle trincee della Grande Guerra insegna alle squadre fasciste come attaccare il nemico e come organizzare lo scontro fisico. Ma Balbo fu l’inventore geniale dell’aviazione italiana, criticò Mussolini e si oppose alla Legge razziali nel Gran Consiglio e attaccò duramente il Duce per l’alleanza con Hitler. Negare anche questo questo forse è revisionismo.

La storica della corte estense, Roberta Iotti fa viaggiare gli spettatori durante il Rinascimento. “Lucrezia Borgia non fu la donna nera della leggenda. Fu una donna di potere. Governò Ferrara con competenza. Fu una sapiente imprenditrice di se stessa. Pretese le terze nozze, quelle estensi, per avere un marito di autorità. Resse lo stato in sua assenza con ottimo acume politico. Diede eredi maschi alla casata degli Este. Da cattolica figlia di un papa si fece terziaria francescana e volle essere seppellita, lei signora ricchissima, con addosso il saio del poverello di Assisi.”

E poi sul finale il fondatore della Blow Up Academy, Stefano Muroni lancia la seconda serata sui grandi cineasti ferraresi, da Florestano Vancini a Michelangelo Antonioni, che si terrà domani alle ore 21 sempre in Sala Estense. “Ferrara ha avuto due rinascimenti. Uno ai tempi di Lucrezia Borgia. Ma il secondo nel Novecento, grazie al grande cinema d’autore che qui a Ferrara ha avuto grandi maestri”

Insomma è un grande successo di pubblico che resta inchiodato sulle poltrone ad ascoltare l’alto livello culturale della manifestazione. Del resto il Festival delle Città identitarie dovunque arriva conquista consenso per questo qualche nostalgico di Stalin non ci sta ed urla e scalcia in maniera scomposta. Iera sera per l’ennesima volta è stato dimostrato che la vera cultura è libera e batte qualunque censura o bavaglio.

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