Trieste celebra i 150 anni di Marinetti: Edoardo Sylos Labini inaugura la rassegna sul Futurismo

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Trieste torna a celebrare Filippo Tommaso Marinetti, padre del Futurismo e protagonista di una delle più importanti rivoluzioni artistiche e culturali del Novecento. In occasione del 150° anniversario della sua nascita, il Comune di Trieste promuove un articolato programma di iniziative che, dal 29 ottobre 2026 al 18 febbraio 2027, ripercorrerà il rapporto tra il fondatore del movimento futurista e la città giuliana. Mostre, conferenze, spettacoli, proiezioni cinematografiche e itinerari culturali restituiranno al pubblico una stagione di straordinario fermento intellettuale, durante la quale Trieste divenne uno dei principali laboratori dell’avanguardia italiana.

Ad aprire la manifestazione sarà Edoardo Sylos Labini, attore, regista e presidente della Fondazione Città Identitarie, protagonista giovedì 29 ottobre, alle ore 18, della conferenza-spettacolo FT Marinetti nella città identitaria di Trieste. Nella Sala Maggiore della Camera di Commercio Venezia Giulia, in piazza della Borsa 14, Sylos Labini dialogherà con Alessandra Sirugo, curatrice del progetto, ripercorrendo la vita e le provocazioni del fondatore del Futurismo. Un incontro tra racconto storico e interpretazione teatrale, che rievocherà l’atmosfera delle celebri serate futuriste del primo Novecento.

Per Sylos Labini si tratta di un nuovo appuntamento dedicato alla riscoperta dei grandi protagonisti della cultura italiana, un percorso che da anni caratterizza la sua attività artistica e divulgativa. La presenza a Trieste offrirà anche l’occasione per presentare il suo ultimo libro, Le città identitarie. Luoghi e personaggi che hanno fatto la storia della Provincia Italiana, pubblicato da Rai Libri. Al termine della conferenza-spettacolo, l’autore incontrerà i lettori per un firmacopie presso la libreria Ubik, nella vicina Galleria del Tergesteo.

Il legame tra Marinetti e Trieste affonda le proprie radici nei primi anni del Novecento, quando la città, ancora parte dell’Impero austro-ungarico, rappresentava uno dei centri più vivaci dell’irredentismo italiano. Il poeta partecipò attivamente al dibattito politico e culturale cittadino, intervenendo nelle manifestazioni a favore dell’Università italiana e frequentando gli ambienti intellettuali locali. Nel marzo del 1909 pubblicò il manifesto Trieste, la nostra bella polveriera, mentre il 12 gennaio 1910, al Politeama Rossetti, diede vita a una delle celebri serate futuriste insieme ad Aldo Palazzeschi e Armando Mazza.

Un rapporto che proseguì nei decenni successivi, alimentando una rete di relazioni con artisti, scrittori e intellettuali del territorio. Figure come Bruno G. Sanzin, Giannina Censi, Tullio Crali e Vito Timmel contribuirono a diffondere le idee futuriste in ambiti differenti, dalla letteratura alla pittura, dalla danza al teatro, fino alla fotografia. Trieste non fu quindi una semplice tappa della vicenda marinettiana, ma un centro di elaborazione artistica capace di interpretare e sviluppare autonomamente le suggestioni dell’avanguardia.

A ricostruire questa stagione sarà soprattutto la mostra documentaria Filippo Tommaso Marinetti e l’Avanguardia futurista a Trieste, allestita nello Spazio Forum del Museo LETS, in piazza Hortis 4. L’inaugurazione è prevista per il 19 novembre, mentre l’esposizione sarà visitabile dal giorno successivo fino al 1° febbraio 2027. Il percorso, curato da Alessandra Sirugo, accompagnerà i visitatori dalle prime esperienze letterarie e simboliste di Marinetti alla nascita del Futurismo, approfondendo la sperimentazione delle parole in libertà, la produzione dei manifesti, l’impegno politico e le diverse espressioni artistiche sviluppatesi nella Venezia Giulia.

Il materiale esposto proverrà da importanti istituzioni culturali cittadine, tra cui la Biblioteca civica Attilio Hortis, il Museo teatrale Carlo Schmidl, il Museo Revoltella e gli archivi dell’Università di Trieste, oltre che da collezioni private. Documenti, fotografie, pubblicazioni e testimonianze permetteranno di ricostruire non soltanto la vicenda personale di Marinetti, ma anche l’eredità lasciata dal movimento nella cultura del territorio.

Il programma comprenderà inoltre tre conferenze itineranti, previste per il 14 e 21 novembre e il 12 dicembre, durante le quali Alessandra Sirugo e l’attore Giulio Cancelli accompagneranno i partecipanti attraverso i luoghi triestini legati al Futurismo. Dal Museo Revoltella al Politeama Rossetti, passando per piazza della Borsa e altri spazi della vita culturale cittadina, le passeggiate permetteranno di riscoprire gli ambienti nei quali Marinetti e i suoi contemporanei animarono il dibattito artistico e politico del primo Novecento. La rassegna restituirà così la complessità di un movimento che non si limitò a rivoluzionare il linguaggio artistico, ma investì la letteratura, il costume, la politica e il rapporto dell’uomo con la modernità. A centocinquant’anni dalla nascita di Marinetti, Trieste riscopre una pagina fondamentale della propria storia culturale, riaffermando il ruolo che la città ebbe nella diffusione delle avanguardie italiane. Un percorso che prenderà il via dalla voce e dall’interpretazione di Edoardo Sylos Labini, chiamato a riportare sul palcoscenico l’energia di un protagonista destinato a cambiare profondamente la cultura del Novecento.

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