Diabete e prevenzione: con Alpha Pharma e Emtesys un glucometro rivoluzionario

0

Un italiano su dodici ha il diabete e un milione e duecentomila italiani non sanno di averlo. Oronzo Cervelli, chi la preoccupa di più?

«Preoccupa di più chi non conosce. Le persone con diabete sanno cosa sia un’ipoglicemia. Ma l’inconsapevole può confondere i sintomi o sottovalutarli. C’è tanta gente che rischia la vita senza rendersene conto. Pensi a chi sta su un’impalcatura o alla guida di un tir o su un albero: tanti lavoratori vanno incontro ad attimi che possono risultare fatali per sé e gli altri».

Restiamo ai dati: sessantasei milioni di diabetici in Europa sono la cifra di una pandemia. Perché non si riesce a invertire la tendenza?

«Obesità, sedentarietà e alimentazione. Non è una mia idea, è l’analisi dei medici. Il problema è investire sulla prevenzione e quindi sulla dimensione culturale e educativa. Processo lungo e complesso. Cura e migliore qualità della vita sono processi altrettanto complessi, ma chiamano medici e imprenditori della salute e del benessere a fare meglio e subito».

Oronzo Cervelli, sessantasei anni, pugliese di Bitonto, va giù dritto: le grandi risposte nascono dai piccoli gesti. L’utilizzo di apparecchi facili da usare (piccoli gesti), scongiura derive fatali (grandi risposte). Quando nel 2011 mette su Alpha Pharma, Cervelli avvia una collaborazione col Politecnico di Bari e nel 2015 acquisisce quote di Emtesys, start up innovativa di ricerca e sviluppo. Risultato: Alpha Pharma distribuisce “Iris Evolution Plus” (info@a-ps.it, www.aps.it, tel. 080 8970221), l’unico glucometro in grado di trasmettere in automatico le misurazioni della glicemia a una sala digitale di monitoraggio (control room) e di ricevere indicatori essenziali come l’Adrr (Average daily risk range), indice che predice il rischio di iper o ipoglicemia.

Cervelli, le ipoglicemie costano centoquaratacinque milioni di euro all’anno. Perché se ne parla poco?

«Perché si è convinti che il diabete sia da curare, più che da scongiurare. Non si tratta solo di evitare la malattia, ma di ridurre gli effetti fortemente impattanti. Chi ha un’ipoglicemia rischia trenta volte di più di altri e, tra ricoveri e prima terapia, gravita per una media di sei, sette mesi sul sistema sanitario a costi elevatissimi. Per incidere su questi aspetti bisognerebbe aumentare le risorse sulla prevenzione. E siamo al punto di prima, non mi pare che questo avvenga, in Italia. La stessa telemedicina poi…»

…poi che cosa?

«La telemedicina non è regolamentata. E il ritardo normativo penalizza tutti, tanto al Sud quanto al Nord, dove, le assicuro, le cose non sono poi così migliori. A che cosa serve poter fornire una cartella sanitaria digitale se poi ci sono strutture pubbliche in cui il diabetologo non ha nemmeno la possibilità di avere un pc collegato alla rete?»

Il problema dell’aderenza terapeutica rimane un grosso scoglio. L’ausilio tecnologico aiuta a superarlo?

«Non basta avere un rilevatore di glicemia all’avanguardia. L’automonitoraggio serve a poco. Ed ecco perché abbiamo pensato al sistema Iris Health Care, il “filtro” che mancava tra paziente e medico. Utilizzando il glucometro Iris Evolution Plus di Alpha Pharma ci si collega direttamente alla control room della piattaforma Iris Health Care e la persona con diabete ha l’esatta misura del rischio. Il medico può monitorare le misurazioni in tempo reale ed eventualmente correggere la terapia. Anche il farmacista può rendere immediato l’intervento di mediazione con la persona diabetica. E il familiare o il care giver di sostegno, può orientare meglio l’aiuto. L’alleanza virtuosa tra medici, farmacisti, pazienti e familiari è la nostra scommessa. Non è un caso che il Centro ricerche Invernizzi del Dipartimento di Scienze biomediche e cliniche Luigi Sacco dell’Università di Milano stia vagliando la possibilità di uno studio sull’impatto terapeutico di Evolution Plus. Una volta pubblicato, diventerà strumento terapeutico, non più solo rilevatore di glicemie. E non è un caso nemmeno l’accordo con la Regione Lombardia: l’Evolution Plus sarà in dotazione fino a 4.500 diabetici con caratteristiche complesse».

Morale della favola?

«Non è vero che se c’è familiarità col diabete sei condannato. E non è vero nemmeno che monitoraggi non invasivi, semplici e scientificamente rigorosi servano a poco. Prevenire il diabete o conviverci, garantendosi una qualità alta della vita, si può e si deve».