Vergogna: la Raggi sfratta l’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo

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“Si richiede di rilasciare bonariamente i locali, liberi da persone e cose, entro 90 giorni”. E’ questo uno stralcio della comunicazione di sfratto che il Comune di Roma ha fatto recapitare all’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo, che occupa dal 1923 alcuni ambienti dell’Oratorio dei Filippini per volontà di Pietro Fedele (Ministro dell’Istruzione 1925-1928 e padre dell’enciclopedia UTET).
Oltre all’accusa di debiti pari a quasi 25.000 euro – prontamente smentita dall’Istituto stesso -, il Comune di Roma minaccia la “ riacquisizione forzosa del bene”.
L’Istituto Storico Italiano fondato nel 1883 per dare “unità e sistema alla pubblicazione de’ Fonti di storia nazionale”, ha assunto nel 1934 la denominazione di Istituto Storico Italiano per il Medio Evo. Ha svolto nel corso degli anni un’attività di studio, ricerca e pubblicazione, che hanno lo hanno reso noto in tutto il mondo per la qualità delle sue attività.
L’Istituto, perno attorno al quale si sono ritrovati nel corso degli anni i migliori storici e studiosi dell’età medioevale, ha come fine l’edizione di testi e documenti storici di età medioevale. Non può esserci infatti Storia senza le fonti, elemento imprescindibile per ogni ricerca. E senza Storia non può esistere un’identità. Conoscere il proprio passato significa comprendere anche molti “perché” dell’oggi.
Con un archivio e una biblioteca invidiabile – aperta anche al pubblico -, l’Istituto ha negli anni arricchito e articolato le proprie attività con accordi di collaborazione con università e accademie, e ha organizzato convegni e seminari periodici. Un fiore all’occhiello per Roma e l’Italia intera, perfettamente inserito nel tessuto accademico e culturale: decidere di sfrattare una simile istituzione dai suoi locali denota ancora una volta una completa mancanza di sensibilità culturale da parte del Comune guidato da Virginia Raggi. Fino a quando assisteremo al trattamento della cultura e delle sue sedi come mero fattore economico? La Storia e l’Arte non possono e non devono essere semplici capitoli e voci di bilancio da spuntare e sacrificare in preda alla necessità, ma elementi da preservare, favorire e finanziare come vero e proprio servizio pubblico.
Sembrerebbe poi che il Comune abbia richiesto i locali per necessità di ulteriori spazi per l’Archivio Storico Capitolino, collocato nello stesso complesso del Borromini. E’ sorprendente però che in anni passati il Comune abbia restaurato sale al secondo e al terzo piano proprio per l’Archivio, rimaste ad oggi inutilizzate.
Decisioni scellerate, toni autoritari e modalità di comunicazione vergognose: Virginia Raggi sembra essere perfettamente in linea con il nostro governo. Questo provvedimento è solo un ulteriore passo verso la desertificazione culturale della nostra Capitale e del nostro Paese. Chiudono musei, teatri, associazioni culturali, nella totale indifferenza dei più. Sono sospese le mostre, è difficile accedere alle biblioteche. Sembriamo annullare la nostra anima davanti alla paura del Virus, in questo mare tempestoso dove l’incompetenza è il capitano della nostra nave. Forse che chi ci governa e il Sindaco a 5 Stelle creda che il vero luogo di aggregazione culturale sia un blog gestito dalla Casaleggio e Co.? Nel mentre, non possiamo non unirci all’appello dell’Istituto Storico Italiano per il Medio Evo: “La Storia non si sfratta”. Viva l’Italia, ma non quella che si uccide e si mortifica ogni giorno.

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