Già prima dell’anno mille Bassano del Grappa era un crocevia fondamentale
In epoca romana e medievale era Baxano, in età moderna Bassano e in epoca contemporanea sotto il governo fascista si è aggiunto “del Grappa”. Per Grappa non si intende la deliziosa bevanda alcolica che le aziende secolari e prestigiose come la “ Nardini” e la “Poli” ci forniscono, ma il fatidico Monte in cui riposano le spoglie di 20 mila soldati. La città, infatti, visse in prima linea gli eventi della Grande Guerra.
Si può dire che Bassano, ottava città del Veneto con oltre 40 mila abitanti, si trova proprio nel cuore, non solo della regione, ma dell’intera area geografica del Trivento, ai piedi delle prealpi nel punto in cui il Brenta sbocca dal Canal di Brenta. Un luogo strategico, crocevia e punto di incontro di quei popoli che formavano – e formano – la Mitteleuropa. Bassano nacque ufficialmente nel 998 d.C., anche se il celeberrimo storico Ottone Brentari, nella sua Storia di Bassano, fa sapere che già prima i territori bassanesi erano conosciuti da grandi condottieri, citando persino un combattimento avvenuto tra le truppe di Silla e Mario nel I secolo a.C. Sembra che anche Tito Livio attraversò questi luoghi. La fondazione ufficiale fu opera degli Ezzelini, il cui ceppo è di origine tedesca. Da Ecelo, passando per Alberico, si arrivò a Ezzelino il Balbo, così detto per via della balbuzie Un autore antico, il Maurisio, afferma che questo signore vi giunse via mare “per combattere i pagani”.
Abbiamo dunque un bassanese che partecipò alla II crociata. Suo figlio fu Ezzelino, detto il Monaco proprio per la sua pia devozione verso Cristo, che si schierò con la Lega Lombarda contro il Barbarossa. Sembra assurdo che il loro discendente Ezzelino III detto il Tiranno, al contrario,impiegasse tutta la sua vita al fianco dell’imperatore Federico II, facendo guerra alla Chiesa. Il fratello, Alberico, fu trucidato dai crociati assieme alla sua famiglia a San Zenone degli Ezzelini. Vediamo dunque come Bassano fu al centro della politica “internazionale” dell’epoca. Poi venne il dominio dei Visconti sino alla fine del XV secolo, le cui tracce sono tutt’oggi presenti nella Porta Dieda, dove primeggia ancora il Leone di San Marco, affrescato quando la città si consegnò liberamente a Venezia nel 1404.
Sotto Venezia Bassano passò quattro secoli di pace e sviluppo, eccezion fatta per la parentesi della guerra di Cambrai all’inizio del XVI secolo, dove i bassanesi unitisi sotto l’insegna marciana, scacciarono francesi e tedeschi. Pose fino al dominio veneziano Napoleone Bonaparte, portando fame, miseria e morte, per poi vendere Bassano e tutto il Lombardo-Veneto agli austriaci. Ma un danno ben più grave fece il Bonaparte: costituendo le municipalità, Bassano divenne provincia di Vicenza e la sua giurisdizione, da sempre libera, se non predominante, fu subordinata ai berici, sebbene questa dipendenza ancora oggi non si senta, in quanto Bassano è da sempre cosa a sé. Venne poi l’unità d’Italia con i suoi plebisciti farsa e Bassano rimase più o meno quel che è oggi: una città e un territorio che offrono un patrimonio culinario e storico artistico notevole, famoso per l’asparago doc e la Grappa, come per le famiglie prestigiose come dei da Ponte e dei Remondini, che ci hanno lasciato testimonianze sublimi conservate nel Museo Civico o il famoso Ponte Vecchio, opera di Andrea Palladio, poi perfezionato da Bartolomeo Ferracina
Gianluca Pietrosante
















