Frana in Molise: l’emergenza riaccende il tema della prevenzione del dissesto idrogeologico

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Una nuova ennesima frana torna a colpire il Molise, coinvolgendo infrastrutture strategiche come l’autostrada A14 e la rete ferroviaria adriatica e riportando al centro dell’attenzione la fragilità di un territorio storicamente esposto al dissesto idrogeologico. Un fenomeno tutt’altro che imprevedibile, aggravato dagli effetti sempre più evidenti dei cambiamenti climatici e, soprattutto, dalla progressiva mancanza di manutenzione e cura del suolo.

L’intervento tempestivo dei soccorsi ha consentito di gestire l’emergenza, ma ancora una volta emerge con forza la necessità di andare oltre la logica dell’urgenza. Secondo ANPPE Vigili del Fuoco, infatti, è indispensabile adottare una strategia strutturale basata sulla prevenzione, capace di ridurre i rischi prima che si trasformino in eventi critici.
L’ANPPE da tempo sottolinea come la sicurezza del territorio non possa essere costruita solo dopo le emergenze, ma debba poggiare su pianificazione, monitoraggio e interventi costanti, quindi costruire una cultura della prevenzione. “La prevenzione – evidenzia – rappresenta l’unica vera forma di tutela efficace”.

Il problema, non si risolve esclusivamente con opere imponenti come muri di contenimento o interventi in cemento. Al contrario, diventa fondamentale recuperare e valorizzare soluzioni più diffuse e sostenibili, come sistemi di drenaggio, canali di scolo e opere idrauliche minori, un tempo presenti capillarmente nelle campagne e lungo i versanti collinari, valorizzati anche dalla maestranze locali.
Negli anni, molte di queste strutture sono state abbandonate o eliminate per fare spazio a nuove costruzioni, contribuendo ad aumentare la vulnerabilità del territorio. Le frane che oggi interessano il Molise, dunque, non sono eventi improvvisi, ma il risultato di criticità note e mai pienamente affrontate, la frana è monitorato da oltre venti anni.
Da qui l’appello a un cambio di passo: investire in politiche di prevenzione ambientale, nella manutenzione del territorio e in un monitoraggio costante, affiancando all’azione dei soccorritori una programmazione concreta e continuativa. Solo così sarà possibile ridurre il rischio e garantire una maggiore sicurezza per comunità e infrastrutture.

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