Chioggia fra stendardi e balestre

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Il Palio de La Marciliana, la rievocazione storica della guerra tra Chioggia e Genova, è giunta alla XXXVI edizione

Per tre giorni, da quasi 40 anni, Chioggia rivive le gesta dell’epica battaglia, vinta, contro Genova. Il Palio de La Marciliana, giunto quest’anno alla sua XXXVI edizione e che si terrà dal 19 al 21 giugno, trae ispirazione dalla storia clugiense del 1300.

Nelle giornate del palio gli allestimenti e gli avvenimenti che vengono rappresentati in piazza seguono un filo storico che ripercorre i modi di vita e gli avvenimenti più salienti di quel periodo culminanti con la “Guerra di Chioggia” tra Venezia e Genova. Dapprima conquistata dai Genovesi nell’agosto 1379, Chioggia venne liberata a giugno 1380 dalle truppe veneziane al comando del doge Andrea Contarini.

Una grande macchina organizzativa

Sono circa 500 le persone coinvolte a vario titolo nella tre-giorni che riporta Chioggia al Medioevo e alla guerra con Genova, 5 le contrade protagoniste, quasi 30 tamburini tra i quali anche tanti giovanissimi che hanno deciso di impegnarsi in questo meraviglioso evento che l’anno scorso ha richiamato in città, secondo i dati forniti dagli organizzatori, circa 50.000 persone, con la diretta RAI del Palio delle Balestre Grandi tra le Contrade seguita da oltre 500.000 telespettatori.

“Un lavoro enorme – ha detto Sandro Nordio, ideatore e presidente de Il Palio de La Marciliana – che si protrae per tutto l’anno, coinvolgendo anche le scuole, per arrivare ai tre giorni di evento che si snoda nel nostro centro storico. Un grazie di cuore a tutti coloro che, per la propria parte, rendono possibile ogni anno La Marciliana. E che di anno in anno aumentano, coinvolgendo anche i giovanissimi”.

“Si tratta di una bellissima festa – ha detto Mauro Armelao, sindaco di Chioggia – e La Marciliana ci riporta alle nostre origini e alla nostra identità. Vi aspettiamo a Chioggia, per ammirare una delle rievocazioni storiche più belle d’Italia. E grazie, una volta di più, a Sandro Nordio e a tutti i volontari che rendono possibile questa meraviglia”.

La storia di Chioggia

Chioggia vanta origini antichissime. La leggenda racconta che Clodio, Aquilio ed Antenore, compagni di Enea, abbandonata Troia, approdarono ai lidi dell’alto Adriatico: Aquilio fondò Aquileia, Antenore Padova, Clodio Clodia, divenuta in seguito Chioggia. Dopo la caduta dell’Impero romano Chioggia fu rifugio degli abitanti di Padova, Este e Monselice, che cercavano scampo nelle isole della laguna, dalle incursioni dei barbari. Al riparo dalle invasioni Clugia maggiore, Chioggia, e Clugia minore, Sottomarina, centri autonomi retti da propri tribuni parteciparono alla confederazione dell’Estuario Veneto come XI e XII isola, confederazione che alla fine del VII secolo con la nomina di un proprio dux o doge a Rivoalto diede origine al Dogado Veneto.

Grazie allo sfruttamento delle saline, presenti in laguna sin da epoca romana , proprio per il commercio del sale nel medioevo fu riconosciuta come la capitale del sale nel Mediterraneo. Il trasferimento a Chioggia della diocesi di Malamocco nel 1110 la rese di fatto la seconda città del dogado, retta da un podestà eletto dal Maggior Consiglio veneziano. Era talmente importante il reggimento della città che doveva essere affidato a persone abili sia nelle arti del governo civile che militare, tanto che su 13 Dogi che ebbe Venezia tra il 1250 ed il 1350, ben 9 erano stati podestà di Clugia. Governata su immagine di Venezia dal proprio Maggior Consiglio in cui erano rappresentate quelle famiglie che abitavano la città da varie generazioni, nel 1300 contava una popolazione di circa 13-15 mila unità. All’epoca repubbliche marinare come Pisa e Amalfi avevano dai 15 mila ai 18 mila abitanti.

Nel 1379 fu teatro dello scontro tra le repubbliche di Venezia e Genova in quella che sarà conosciuta come Guerra di Chioggia (1378-1381) episodio rievocato nel Palio.

La Marciliana

A dare il nome alla manifestazione è la Marciliana, nave costruita prevalentemente nei cantieri clugiensi ed utilizzata per il trasporto di mercanzie in Adriatico e nelle rotte verso i porti del Mediterraneo orientale… È rappresentativa di un’epoca veneziana e chioggiotta di grandi trasporti mercantili per mare, un periodo che ha il proprio apice nel Due/Trecento, l’epoca del sale di Chioggia e delle Guerre in laguna. La Marciliana divenne sinonimo del coraggio e dello spirito di adattamento dei nostri marinai.

“Artigiani e Mercanti alla fiera del sale”

Il commercio del sale raggiungeva il suo culmine nelle due fiere annuali che si tenevano in Clugia. Erano entrambe dedicate alla Madonna: la prima a metà agosto per le feste dell’Assunzione, l’altra attorno all’8 settembre per la Natività.

Le date delle due fiere erano state scelte in funzione del raccolto del sale, che per ragioni climatiche raggiungeva la massima produzione a fine estate. Nei 4-5 giorni della fiera arrivavano a Chioggia innumerevoli mercanti per acquistare il sale migliore per rifornire i propri mercati.

Era tutto un andirivieni di battellieri e carrettieri, gli osti facevano buoni affari nelle loro taverne affollate di nuovi clienti, e l’occasione della fiera gli permetteva di maggiorare i prezzi. I forni lavoravano a pieno ritmo ed il profumo dei cibi si mischiava all’odore acre della pece utilizzata nei cantieri navali in piena attività.

Tutto questo movimento e l’arrivo di tanti forestieri imponevano al Comune di far rispettare severamente le norme statutarie. Gli osti erano obbligati a farsi consegnare le armi dai viaggiatori stranieri, non potevano somministrare pesce e carni avariate ed erano tenuti a vendere il vino utilizzando le misure assegnate loro dal comune. Il gioco d’azzardo era ammesso solo in spazi aperti, ma l’impossibilità di controllare il gioco a domicilio obbligò il governo cittadino a permettere il gioco nelle taverne, purché venissero utilizzate tavolette di calcolo.

I pubblici bestemmiatori erano puniti con severe ammende ed anche con il tuffo nel canal Vena.

È questa la città che trovano i genovesi quando l’assaltano nell’agosto del 1379, durante la fiera dell’Assunzione: affollata di marinai e mercanti, il porto con navi colme di mercanzie ed i magazzini pieni di sale . Le cronache parlano di un bottino di un valore di duecentomila ducati.

Il Comitato per il Palio e le Contrade

Il Comitato per il Palio della Marciliana oggi è costituito da cinque Contrade, San Michele, Montalbano, San Martino, Sant’Andrea e San Giacomo; dai Milites, composta dagli spadaccini e tamburini del Palio; dalla Compagnia balestrieri; dai Musici di Clugia e dagli artigiani: 500 persone. La fama della bellezza dei costumi della Marciliana ha varcato i confini del nostro territorio, per cui sempre più spesso rappresentanze del Palio partecipano come ospiti ad altre manifestazioni.

Il Palio delle balestre oggi

Solo Chioggia nel Veneto può vantare un palio disputato con le balestre grandi. Per stimolare maggiormente i cittadini ad esercitarsi al tiro sin dal 1300 fu istituito “il Palio delle Balestre”. Le gare tra balestrieri chioggiotti e veneziani si svolgevano due volte all’anno: a Clugia nelle feste di maggio e a Natale.

I balestrieri delle cinque contrade di Chioggia si contendono il Palio delle Balestre la terza domenica di giugno al pomeriggio in una prova che vede i tiratori di ogni contrada scagliare la propria freccia o verretta verso un bersaglio detto corniolo.

Viene utilizzata una balestra grande da banco, anticamente chiamata da posta, perché impiegata dalle postazioni sui merli della mura. Permetteva un tiro più mirato e potente.

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