Evan Gorga: l’artista che riuscì a trasformare le sue passioni in patrimonio collettivo

0

Evan Gorga fu artista di indiscutibile talento, ma non fu soltanto al successo conquistato sui palcoscenici che volle affidare la propria memoria. In lui sembrò prevalere, con il trascorrere degli anni, un desiderio ancora più profondo: custodire la bellezza e consegnarla al futuro. La fama internazionale raggiunta come tenore trovò così un singolare contrappunto nella straordinaria passione del collezionista, dello studioso e del tenace difensore del patrimonio culturale.

L’artista, noto soprattutto per aver interpretato Rodolfo nella prima assoluta de La Bohème di Giacomo Puccini, nel 1896, sotto la direzione di un giovanissimo Arturo Toscanini, nacque il 6 febbraio 1865 a Brocco, allora compresa nella Terra di Lavoro e oggi Broccostella, in provincia di Frosinone. Morì a Roma il 5 dicembre 1957.

Allievo del maestro di canto A. Franceschetti, intraprese lo studio della musica sostenuto da un notevole talento e da una voce piena e generosa, che gli consentì di affermarsi nei maggiori circuiti musicali dell’epoca.

Tra i momenti più significativi della sua carriera vi fu il successo ottenuto a Roma con I Lombardi alla prima Crociata di Giuseppe Verdi.

Instancabile e applauditissimo nei principali teatri italiani, nel gennaio del 1899, al termine di una brillante rappresentazione de La Bohème al Teatro Drammatico di Verona, compì una scelta destinata a segnare radicalmente la sua vita: abbandonò il palcoscenico e decise di non farvi più ritorno.

Da quel momento il collezionismo divenne il centro della sua esistenza. Gorga inseguì un progetto tanto ambizioso quanto visionario: dare vita a un Museo Enciclopedico nel quale strumenti musicali, reperti archeologici, ceramiche e testimonianze delle più diverse epoche potessero convivere, dialogare e alimentare curiosità, cultura e conoscenza. La raccolta crebbe sino a raggiungere dimensioni straordinarie, arrivando a comprendere circa duecentomila pezzi.

Oggi quel patrimonio è distribuito in diversi musei italiani. Gli strumenti musicali costituiscono il nucleo fondamentale del Museo Nazionale degli Strumenti Musicali; una parte rilevante degli oggetti medico-scientifici forma uno dei nuclei storici più preziosi del Museo di Storia della Medicina della Sapienza, mentre migliaia di reperti archeologici sono conservati nel Museo Nazionale Romano.

Una raccolta tanto poderosa finì tuttavia per gravare pesantemente sulle risorse economiche della famiglia. Di fronte al dissesto finanziario e ai debiti accumulati, Gorga riuscì a superare il momento più difficile grazie all’intervento dello Stato, con il quale fu concordata la cessione della collezione, il pagamento dei creditori e l’attribuzione di un vitalizio.

Per la sua attività in campo culturale e musicale, per la visione della cultura come memoria da preservare a beneficio delle nuove generazioni e per l’istituzione di dieci borse di studio annuali destinate a giovani cantanti e a lui intitolate, Evan Gorga fu insignito della medaglia d’oro per i benemeriti della cultura.

Energie immateriali e ingenti risorse economiche personali furono così dedicate a un ideale che andava oltre il semplice possesso: conservare e tramandare cultura. Quanto oggi è custodito nei musei italiani e proviene dalle sue collezioni testimonia concretamente l’ampiezza della sua impresa e, insieme, la generosità culturale che la animò.

Evan Gorga appartiene dunque non soltanto alla storia della musica italiana, ma alla più vasta storia della cultura nazionale. Tenore, collezionista, studioso e visionario, seppe trasformare una passione personale in patrimonio collettivo.

La sua eredità più autentica vive oggi proprio in ciò che volle salvare dalla dispersione e dall’oblio: opere, strumenti e testimonianze del passato affidati ai musei e, attraverso di essi, alle generazioni future.

Forse è questa la chiave più autentica per comprenderne la figura: Gorga non si limitò ad amare l’arte.

Cercò di custodirla perché altri, dopo di lui, potessero continuare ad amarla. Ed è per questo che Evan Gorga merita di essere riscoperto e ricordato come una delle singolari figure della cultura italiana tra Ottocento e Novecento.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui