A noi hanno lasciato la Cappella Sistina, noi lasceremo le pale eoliche!

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Pale eoliche a Florinas, in Sardegna. Foto Gianni Careddu CC 4.0 sa by

Il buon Dio non emette fattura per il calore del sole e il vento che ci vengono “irregolarmente” somministrati ogni giorno. E questo fa credere a qualcuno che tutta questa energia sia “a gratis”. E che il loro impatto ambientale sia nullo. Perché sarebbe solo il bruciare fonti fossili ciò che sconvolge l’ecosistema, secondo loro. Il fatto che questa roba occupi spropositate quantità di terreno non li riguarda. Suolo tolto all’agricoltura e alla pastorizia.

Che però secondo questi geni dovrebbe essere sostituita da carne coltivata in laboratorio e processata in reattori alimentati da energia (magari bruciando petrolio o carbone) e insetti allevati fra quattro mura. Il futuro è servito. Campi coperti di acciaio, insetti allevati fra quattro mura di cemento e carne sintetica. È l’assurdo vangelo climatista. Peraltro, questi impianti hanno un loro normale ciclo di vita, come tutto ciò che viene prodotto dall’uomo. In media un sistema fotovoltaico di pannelli solari viene garantito per una vita utile di 25 anni. Quando dovrà essere sostituito, con quale energia verrà prodotto il sostituto? Con quella del pannello solare costruito accanto? Magari con l’energia prodotta da quello che poi verrà sostituito? Vi sembra sufficientemente ridicola questa osservazione? Beh, lo è. Come tutte le ridicole superstizioni di chi crede che il mondo possa andare avanti solo a rinnovabili. E delle pale? Cosa ne faremo delle pale?

A Pitigliano in maremma, in uno splendido borgo rurale, la comunità si sta ribellando con tutte le sue forze all’installazione di un parco eolico. Vale a dire sei moderni (si fa per dire!) mulini a vento. Quanto hanno hanno ragione i pitiglianesi a ribellarsi? Si stima che la base di ognuna di queste pale pesi la bellezza di 500 tonnellate. 500.000 chili, avete capito bene. 500 tonnellate di una bontà chiamata acciaio e cemento. Niente di più non riciclabile con le tecnologie moderne. Rimarrà lì per 500 anni e i nostri pronipoti si domanderanno: «Ma che diavolo ci facevano i nostri antenati con tutti questi basamenti?». Erano le statue per gli dèi, semplice. È l’involuzione della specie. A noi hanno lasciato il Pantheon e la Cappella Sistina. Noi lasciamo questo schifo!

1 commento

  1. Carissimo Dott. Dragoni
    La stessa identica cosa sta succedendo nel Mugello dove io abito.
    Con la complicità di due sindaci e del presidente della regione.
    Per la verità anche con la complicità del buon Draghi che, da presidente del consiglio, sollecito’ la esecuzione di questo scempio.
    Saluti
    Daniele Baldoni

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