La scienza, la memoria e le grandi vocazioni di un territorio: dopo l’intensa edizione precedente, il Festival Oltre torna nel 2026 con due appuntamenti di grande rilievo culturale, capaci di intrecciare scienza, storia, fede e radici piacentine. Organizzato da Muselunghe APS con il patrocinio del Comune di Podenzano, il Festival si conferma come uno spazio di riflessione “Oltre” i confini disciplinari, oltre le appartenenze, oltre il tempo.
Il 17 marzo alle 20.45 all’Auditorium di Podenzano (Via Montegrappa 100) andrà in scena AMALDI L’ITALIANO, uno spettacolo di Giusy Cafari Panico e Corrado Calda con Corrado Calda. Introduce il Prof. Lucio Rossi già scienziato del CERN di Ginevra e ordinario di Fisica all’Università Statale di Milano. Un monologo storico-scientifico che racconta in 70 minuti Edoardo Amaldi, nato a Carpaneto Piacentino, Città Identitaria, e protagonista della rinascita della fisica italiana ed europea nel secondo dopoguerra. L’unico dei “ragazzi di via Panisperna” a rimanere in Italia dopo il 1938.
Accanto a Enrico Fermi, Emilio Segrè e Bruno Pontecorvo, Amaldi visse la stagione più luminosa della fisica italiana prima della frattura delle leggi razziali. Dopo la guerra, rinunciò a una prestigiosa cattedra a Chicago per ricostruire da zero la ricerca scientifica italiana.
Fu tra i promotori della nascita del CERN e contribuì in modo determinante alla fondazione dell’European Space Agency.
Nel monologo, un Amaldi anziano scrive una lunga lettera a Fermi: una riflessione intima su amicizia, scienza, bomba atomica, responsabilità morale e pace tra le nazioni. La lettera non potrà mai essere spedita — Fermi è morto da trent’anni — ma diventa il simbolo di una generazione che ha creduto in una scienza libera, senza segreti militari e senza scopo di lucro.
Amaldi fu membro del movimento internazionale Pugwash per il disarmo nucleare, incarnando l’ideale di una scienza al servizio della pace.


















