Alceste De Lollis, letterato e patriota abruzzese del Risorgimento

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Alceste Tito De Lollis, nato a Fallo (Chieti) il 27 febbraio 1820 e morto a Casalincontrada l’8 luglio 1887, è una figura di spicco nella storia culturale dell’Abruzzo. Uomo di lettere e patriota, la sua vita è stata segnata da numerose difficoltà e sofferenze, ma anche da momenti di grande crescita e realizzazione personale.

Figlio di un medico chirurgo, De Lollis visse un’infanzia e una giovinezza complicate, segnate dalla morte precoce dei genitori e del fratello maggiore, eventi che lasciarono un’impronta indelebile nella sua personalità. Queste perdite lo costrinsero a prendersi cura dei suoi fratelli più giovani, sacrificando parte della sua giovinezza e dedicandosi al lavoro di istitutore privato. A questo periodo, in cui è particolarmente prostrato dagli eventi e si ritira in solitudine per riflettere sulla propria condizione umana, si debbono le sue prime composizioni poetiche. Con la famiglia a carico e in ristrettezze economiche, lavorò a Lama dei Peligni come istitutore privato portando con sé il fratello minore. Tre anni dopo, nel 1843, morì anche la sorella rimasta nella casa paterna ad accudire gli altri fratelli. Le difficoltà economiche lo portarono ad accettare incarichi presso famiglie benestanti a Napoli, dove tentò di inserirsi nell’ambiente educativo locale.

Nonostante le sfide, De Lollis sviluppò un’anima sensibile e malinconica, che si riflette nelle sue opere letterarie. La sua produzione artisticaè intrisa di tristezza e solitudine, sentimenti che divennero parte integrante della sua poetica. Tra le sue liriche più note ricordiamo “L’Usignuolo”, in cui dialoga con questo uccello, simbolo di rinascita e speranza nonostante il dolore del passato. L’opera poetica di De Lollis diventa una riflessione filosofica sulle difficoltà della vita, affrontata con un atteggiamento che cerca sempre la luce anche nelle situazioni più buie.

La carriera di Alceste De Lollis subì una svolta importante nel 1847, quando venne nominato Professore di filosofia naturale e matematiche sintetiche presso il Real Collegio de L’Aquila. Questo incarico gli permise di emergere come figura di riferimento non solo nell’ambito dell’insegnamento, ma anche in quello culturale e patriottico del suo tempo. Fu, infatti, allontanato dall’insegnamento per la sua vicinanza agli ambienti liberali, ritenuta pericolosa dal regime borbonico. Tuttavia, la sua passione per la conoscenza e l’impegno civile non vennero mai meno, e De Lollis continuò la sua attività di educatore anche in forma privata.

Nel 1860 si sposò con Filomena Colalongo da cui, nel 1863, ebbe il celebre critico, scrittore e filologo Cesare De Lollis, secondo di otto figli. Nel corso degli anni, Alceste strinse rapporti di amicizia con figure di spicco del Risorgimento italiano, come Alessandro Manzoni  che incontrò in una sola occasione, Luigi Settembrini e i fratelli Luigi e Bertrando Spaventa, dimostrando una grande apertura culturale e una profonda adesione agli ideali liberali. Nel 1861, con l’Unità d’Italia, venne nominato Preside del Liceo “G.B. Vico” di Chieti, e poi del liceo dell’Aquila, contribuendo in maniera significativa alla riorganizzazione degli studi in Abruzzo e Molise.

Alceste De Lollis fu un uomo che visse tra speranza e dolore, con una profonda fede nell’uomo e nella natura. L’ultima fase della sua vita, segnata da problemi di salute, lo vide ritirarsi nella tranquillità di Casalincontrada, dove trovò conforto nei suoi studi e nella pubblicazione della raccolta “Ricordi poetici”, una sorta di autobiografia spirituale che permette di esplorare i meandri della sua nobile anima. La sua eredità culturale e morale resta un esempio luminoso per la sua terra, l’Abruzzo, che oggi lo annovera tra i suoi patrioti e letterati più illustri.

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