Era la Stalingrado d’Italia, ora c’è Eleonora Duse

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Nel 2017 dopo le elezioni comunali, Sesto San Giovanni, la ex Stalingrado d’Italia, si risvegliava dopo 72 anni senza essere più governata dalla sinistra e così quei simboli tanto cari ai post-comunisti in questi cinque anni di giunta di centro destra sono stati sostituiti da un nuovo immaginario culturale. Questo anche grazie al processo di riqualificazione della cittadina lombarda voluto dal sindaco Roberto Di Stefano, coordinato dal pool del Comune guidato dall’assessore all’Urbanistica Antonio Lamiranda, che è riuscito a mettere il turbo al progetto e contemporaneamente ha ridisegnato il Piano di Governo del Territorio della città.

A latere di tutto questo, del passato resta la sede della Campari che include il museo interno con tutte le campagne pubblicitarie dei decenni passati, gestite per 20 anni da Fortunato Depero, pittore e grafico futurista che inventò la famosa bottiglietta trapezoidale del Bitter Campari a cui l’Amministrazione comunale ha voluto dedicare un giardino pubblico nel 2020.

E ne hai poi dedicati in questi anni a Falcone e Borsellino, a Norma Cossetto ed oggi alla divina Elenora Duse.

CulturaIdentità non poteva mancare all’inaugurazione del giardino nel cuore della case popolari e così insieme alla nostra responsabile lombarda Francesca Giarmoleo abbiamo affiancato sindaco ed istituzioni locali nella dedica alla più grande attrice italiana di tutti i tempi. I simboli identitari dei grandi personaggi della Cultura italiana devono rimanere stampati nelle mente di tutti i cittadini assaliti ogni giorno dai messaggi lobotomizzanti di un mondo globalizzato sempre più tristemente omologato e senza identità. Con la rete delle Città Identitarie lo stiamo facendo a Sesto San Giovanni come lo faremo in tanti altri comuni di tutta la penisola.

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