Gli europei fanno quadrato con Passaggio al Bosco e Institut Iliade

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In queste ore, la casa editrice “Passaggio al Bosco” ha annunciato l’inizio di una collaborazione con il celebre “Institut Iliade”, creato sulle orme di Dominique Venner e popolato da alcune delle più brillanti personalità della cultura “non conforme” francese. A Marco Scatarzi, fondatore del progetto ispirato alle suggestioni di Ernst Jünger, chiediamo di raccontarci come nasce questa nuova sinergia…

L’idea nasce dalla volontà di creare una rete operativa che possa – almeno in campo editoriale – unire trasversalmente le tante esperienze che già operano nelle singole Nazioni europee. Un progetto ambizioso, che sta mettendo insieme le migliori energie del fronte identitario e che cercherà di portare nel dibattito pubblico il contributo vitale delle migliori voci dissonanti. In tal senso, l’Institut Iliade rappresenta un’eccellenza assoluta: decine di convegni di caratura internazionale, le migliori menti del panorama francese, una produzione editoriale fittissima e di ottimo livello. Era importante che tutto questo arrivasse in Italia, svincolandoci dall’autoreferenzialità e restituendoci la possibilità di recuperare un respiro europeo.

Quali sono i temi trattati dall’institut Iliade?

Tutto ciò che attiene alla “lunga memoria europea”: il recupero cosciente di un patrimonio sterminato, che oggi sembra essere dimenticato o colpevolizzato. Citando testualmente dalla loro stessa presentazione: “trasmettere all’attuale generazione di europei la consapevolezza della ricchezza culturale profusa nel tempo dalla Civiltà di cui sono figli, affinché possa ridestarsi, attraverso un’azione di pedagogia e ricerca, il senso del suo valore e della sua lunga memoria”. È una sfida titanica, ma anche la sola possibile.

Quali saranno i frutti di questa collaborazione?

Decine di testi, molti dei quali sono già in via di traduzione. Il primo, che sta uscendo nelle librerie proprio in queste ore, porta un titolo emblematico: “Perché l’Europa si risvegli”. È firmato dai più autorevoli nomi del panorama d’oltralpe – tra i quali Alain de Benoist – ed è basato sulla triade “natura – eccellenza – bellezza”, centrale nel messaggio di Dominique Venner. Riconoscere “la natura come solco” significa rispettare gli equilibri del cosmos e riconnettersi con la dimensione comunitaria delle nostre tradizioni, per ritrovare l’armonia con il paesaggio e riedificare la città sulla scorta della nostra identità millenaria. Inseguire l’eccellenza come fine significa coltivare e superare se stessi, per rimarcare la continuità con ciò che siamo in una forma che si rinnova sempre. Contemplare “la bellezza come orizzonte” significa rigettare l’utilitarismo borghese e il dominio della bruttezza, adottando un’etica verticale ed avventurosa che possa riscoprire il senso del sacro e reincantare nuovamente il mondo.

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