Il delitto della notte di Natale: colpite al cuore le famiglie

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A large family are all helping serve Christmas dinner.

Per la prima volta nella nostra vita e forse nella storia della nostra civiltà, sarà un crimine e un azzardo festeggiare il Natale in famiglia. Come in un mondo rovesciato, sarà considerato immorale, delittuoso, irresponsabile trascorrere le festività natalizie nella calda sicurezza delle pareti domestiche, tra famigliari. Con l’aggravante del tentato parricidio o nonnicidio se la festa, come sempre è stata, sarà presieduta dai nonni, che sono i dignitari e i depositari dello spirito tradizionale di Natale. Un ministro si era spinto a indicare il tetto massimo di presenze a tavola in sei persone e un’altra esponente del governo ha addirittura precisato chi invitare e chi no per Natale: solo i famigliari di primo grado. Con il paradosso che se i genitori vogliono trascorrerla coi loro figli, dovranno escludere eventuali nipoti e nuore; e in caso di famiglia numerosa, dovranno fare un’odiosa cernita tra i loro figli. E se i genitori anziani festeggeranno coi loro figli, purché pochi e magari celibi per non superare la fatidica soglia di sei, i loro figli non dovranno festeggiare coi loro figli, perché altrimenti i nonni rischiano e si va in sovrannumero. Toccherà loro decidere: o coi padri o coi figli. Il reato di clandestinità, ormai revocato per gli immigrati irregolari senza permesso di soggiorno, sarà ripristinato per gli invitati al cenone natalizio, dal settimo commensale in poi. E’ inutile aggiungere lo strazio per l’esclusione degli zii e delle zie, anche nubili, costrette alla solitudine.
Per carità, non voglio insistere sulle assurde conseguenze delle prescrizioni governative. E non mi azzardo a negare i rischi di troppe persone insieme in un luogo chiuso; tantomeno esorto a violare le precauzioni necessarie per evitare contagi in famiglia. Le adotteremo anche noi, con amorevole ragionevolezza.
Però quando vedi che il premier in preda a una crisi di fritto mistico, arriva a dire che è più bello, più santo il Natale da soli; quando vedi che per lui il tema natalizio è ridotto alla questione dei regali di Babbo Natale, come nella risposta al forbito bambino filogovernativo; quando vedi le intrusioni nelle nostre case di ministri e sottosegretari su chi invitare e come; quando senti pure qualche demente suggerire di festeggiare il Natale come se fosse ferragosto o il primo maggio, con un bel pic nic all’aperto… E quando colleghi tutto questo a un atteggiamento a dir poco negativo, sospettoso, verso la famiglia, accusata di essere il principale focolaio di infezioni – senza considerare i luoghi pubblici, i trasporti pubblici, il lavoro, ecc. – allora ti sorge il legittimo sospetto che nel Natale si vuole in realtà colpire al cuore la famiglia. Si vuole scaricare sul privato le inefficienze del pubblico, sanità inclusa. E con la famiglia si vuol colpire la festa religiosa e la tradizione. Basterebbe stabilire norme generali sul divieto di assembramenti soprattutto in luogo chiuso, evitando cene affollate e premunendosi di test, tamponi, precauzioni per ridurre i rischi di contagi.
E’ saltata del tutto la scala delle priorità e insieme il senso delle proporzioni: il tema sanitario prevale su ogni altro; non c’è famiglia, non ci sono affetti, legami, tradizioni, non c’è senso della vita e della comunità che sia preso in minima considerazione. E pure la salute mentale viene sacrificata alla salute fisica. Se non fosse per la speranza di riprendere un giorno la vita di sempre, dovremmo sacrificare alla tutela della salute ogni altra cosa, incluso il nostro equilibrio mentale, il lavoro e la ricreazione, la nostra vita di relazione, i nostri momenti più significativi. L’unico sentimento ammesso è la paura.
A voler essere comunque positivi, e non nel senso del covid, c’è solo da augurarsi che la privazione del Natale, il divieto di famiglia, la trasformazione del giorno della natalità nel giorno della mortalità, ci facciano capire – tramite la mancanza – l’importanza dei riti, dei legami e delle feste insieme. Sarà la nostalgia del Natale perduto a ridarci la voglia di ripristinare quanto prima lo spirito di Natale. E rifare tutto: l’albero, il presepe, la processione domestica per la nascita del bambinello, i baci e gli abbracci natalizi, le riunioni vietate, quando l’insana follia della pandemia e dei suoi derivati tossici sarà finita e i suoi vigilantes, così premurosi a vietare ma così incapaci a prevenire, toglieranno il disturbo.

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16 Commenti

  1. Con il Santo Natale si rinnova la nascita di Nostro Signore Gesù Cristo. Chi si oppone alla celebrazione dei riti cristiani e delle feste di devozione popolare che ne conseguono è uno strumento della Controchiesa massonica, la Setta infame che celebrando Lucifero e l’Assassino dal Principio vorrebbe la sua distruzione e con essa la schiavitù per tutta l’umanità.
    N.b.: se parlate di Identità ma non siete capaci neanche di difendere la nostra Religione che troppi falsi cristiani definiscono “tradizione” quasi pensando ad un costume o usanza locale, almeno sostituite con l’immagine di un Presepe la foto che rappresenta la società borghese protestante e scristianizzata americana.

  2. Se dei sinistri insignificanti, delle nullità vogliono rovinare il significato del Santo Natale come Franceschini o Speranza, sappino che neanche durante la guerra si è distrutto questo momento, bene siamo pronti a distruggere loro innetti ed incapaci, nullità della società.

  3. Stiamo riconducendo la sacralità del Natale all’anticipo della s. messa e al mancato pranzo in famiglia, si vede con ciò come sono stati stravolti i valori della Natività.
    Questo per un vero cristiano penso sia sbagliato.
    Sono ben altri i motivi da addurre per opporsi con forza a questi DPCM

  4. Quando la vita delle persone comincia a essere scandita, fuori e dentro casa, da una selva di Dpcm, continuare a parlare di democrazia è un esercizio istituzionale di grandissima ipocrisia. Che non salva neppure l’inquilino del Quirinale. Eppure l’Italia è il Paese in Europa, un altro triste record connesso alla pandemia, con il maggior numero di vittime legate al coronavirus.

    • Mattarella è il primo antidemocratico degli anti-italiani, perchè difende questo governo di infami accattoni, che, d’altra parte, ha messo lui ,di prepotenza, sul trono….

  5. Carissimo,
    condivido in toto.
    Aspettando che con questo misto di verdura farmi un giorno una bella scorpacciata di insalata russa o bagna caùda!

  6. E va be’, stiamo in casa a fare il cenone prima ed il pranzo il giorno dopo, con la benedizione del Papa come in fosse in smartworking. Che problema c’è. Noi è una vita che lo facciamo come lo faremmo quest’anno. Poi quelli con 6 figli,….da multarli solo perchè si sono permessi di farli, i 6 figli, e magari, anzi sicuramente non ne riuscirebbero a mantenerne nemmeno uno se non ci fosse l’assistenza. Solo incoscienti ed ignoranti.

  7. giuseppe 22 Dicembre 2020 A 20:33 : commento davvero intelligente, complimenti. Uno così si legge solo una volta all’anno, per fortuna.

  8. Gentile Veneziani: ci spiega, gentilmente, che c’azzeccano i clandestini?? il titolo ne Il Giornale è “A Natale i clandestini fanno festa, noi no” che mi ha incuriosito. Poi, leggendo l’articolo, mi sono accorto che non centrano nulla.

  9. sono ateo, ma rispettoso del credo altrui, vorrei vedere cosa farà il GOVERNO, verso quella cricca islamica che delle nostre leggi si beffa, nelle loro moschee, dove chi non è dei loro merita la MORTE ..grazie PD e M5s

  10. Che l’italico parco di buoi, aggiogato e coartato agli arresti domiciliari, non abbia ancora brandito i forconi per cacciare i mercanti del lockdown dagli emicicli romani, rimarrà un secolare mistero. Quanto ai rossogialli che usurpano il Palazzo, se queste misure da Stasi le hanno imposte in mala fede, è gravissimo. Se in buona fede, è persino peggio.

  11. i nonni non possono far natale ma rischiare la vita per tenere i nipoti quando i figli devono andare al lavoro a questi governanti sta bene visto che da sempre si chiedono asili nido
    ma i nostri scienziati non ci arrivano.
    quanti di questi valgono i soldi per cui li paghiamo?
    franceschini di maio…200.000€ all’anno chi glie li darebbe mai…
    non ho l’età per andare in strada ma mi sto allenando peccato non avere uno spazio per un cittadino per confrontarsi coi nostri non eletti.
    mi fermo qui…magari vengono a prendermi con qualche dpcm

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