Tilde Minasi e il rilancio della cultura in Calabria

Tilde Minasi e il rilancio della cultura in Calabria

L’impegno politico in Calabria: la passione può superare le difficoltà di guidare una regione bellissima ma complicata?

Non è la prima volta che mi trovo a confrontarmi con una campagna elettorale, così come non è la prima volta che occupo dei ruoli all’interno delle Istituzioni. Non sempre si ottiene il risultato sperato, ma ciò non ha condizionato il mio approccio alla politica, sempre improntato, in primis, all’ascolto ed alla coerenza (le mie radici di destra si sono mantenute salde nel tempo e non ho accettato altre soluzioni nonostante potessero garantirmi spazi!) al di là degli incarichi ricoperti, nonché, quando ho avuto l’onore di essere eletta, al senso di responsabilità nelle decisioni da assumere sia personalmente che all’interno di organi collegiali quali, appunto, il consiglio regionale, per poi comunicarle in maniera diretta verso l’esterno affinché le comunità abbiano una percezione chiara di quanto avviene dentro ‘i palazzi’. Credo che se si seguano direttrici precise, che corrispondano a ciò che si è annunciato in campagna elettorale, sia meno difficile deludere le aspettative dei territori.

Uno dei pilasti sui quali costruire il suo percorso amministrativo in caso di elezione?

Sicuramente l’aspetto culturale inteso in tutte le sue sfaccettature. La capacità di programmare degli iter concreti attraverso la redazione di proposte di legge (che poi, insieme al controllo sull’operato generale dell’assemblea, è il compito prioritario del consigliere regionale) deve partire da ciò che è insito al territorio che si governa, poiché idee molto valide possono non essere utili al contesto sociale, economico, produttivo di un luogo. Per farla breve, ciò che funziona bene in una regione del nord Italia, non è detto che abbia lo stesso successo a latitudini diverse. La Calabria, nella fattispecie, è un contenitore eccezionale di storia, arte, filosofia, tradizioni che affonda la sua essenza nella Magna Grecia, ha attraversato numerose contaminazioni ed è giunto sino a noi donandoci un bagaglio incredibile. Materia plasmabile proprio per la sua ricca varietà, ma troppo spesso non inglobata in una direzione capace di farci riappropriare, anche in senso di crescita e sviluppo, delle nostre radici e della nostra identità. A ciò si uniscano le molteplici bellezze naturali e paesaggistiche e le gloriose testimonianze del passato, ma anche le eccellenze eno-gastronomiche, alcune delle quali un ‘unicum’ come il bergamotto.

Quale indirizzo intraprendere allora per dare il giusto risalto a tale patrimonio?

Potrebbe sembrare banale, ma il primissimo passo da compiere è quello di ‘esportare’ la cultura calabrese. Spesso solo chi vive il territorio conosce determinate caratteristiche e, la maggior parte delle volte, chi ne sente parlare lo accosta a degli ottimi prodotti tipici (che hanno svolto un grandissimo lavoro in tal senso!) o a qualche monumento dal valore inestimabile come i Bronzi di Riace. Ma c’è molto di più da far conoscere, veicolare e promuovere. Poiché ritengo che la Calabria abbia delle menti in grado di poter avviare tale cammino, è mio intento coinvolgere esperti, professionisti, o quelle persone competenti che ne avessero desiderio, affinché si possano stilare delle proposte di legge ad hoc, dettagliate ed analitiche per la valorizzazione delle nostre eccellenze a tutto tondo. E’ vero, spesso si sono sentiti determinati concetti, ma altrettanto spesso abbiamo assistito ad interventi singoli, slegati, che poi non hanno trovato aderenza alle necessità dei territori o hanno trovato difficoltà ad essere concretizzati proprio perché non sono stati ascoltati operatori e professionisti dei vari settori. Solo dando la giusta direzione alle nostre bellezze ed alle nostre caratteristiche potremo pensare a realizzare un circuito produttivo ed attrarre investimenti. Dobbiamo guardare dentro di noi ed essere propositivi per farci capire ed apprezzare dal mondo.