Come affrontare le grandi trasformazioni economiche e sociali senza perdere di vista le esigenze dei cittadini e dei territori? È questo il tema al centro della prima edizione del Glocal Economic Forum, promosso dalla CISL Lazio e ospitato il 6 novembre al Teatro San Leonardo di Viterbo. L’iniziativa, intitolata “Dove va l’umanità. Le Transizioni Economiche e delle Persone, dal Glocal Regionale all’Europa”, ha riunito rappresentanti delle istituzioni, della politica e del mondo produttivo per discutere delle prospettive del lavoro e dello sviluppo economico.
Dalla trasformazione digitale all’intelligenza artificiale, passando per i cambiamenti demografici e le politiche energetiche, il confronto ha affrontato alcune delle questioni destinate a incidere maggiormente sul futuro del Paese. Al centro, la necessità di accompagnare l’innovazione con politiche capaci di tutelare l’occupazione e garantire nuove opportunità, soprattutto nelle realtà territoriali maggiormente esposte ai cambiamenti.
L’evento, organizzato sotto l’alto patrocinio del Parlamento europeo e con il patrocinio della Regione Lazio, della Provincia e del Comune di Viterbo, si è aperto con i saluti istituzionali della Sindaca Chiara Frontini e del Presidente della Provincia Alessandro Romoli. A introdurre i lavori è stata Elisa Durantini, Segretaria Generale della CISL Viterbo.
Tra gli interventi istituzionali quelli della Vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna, del Vicepresidente del Consiglio e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani e del Presidente della Regione Lazio Francesco Rocca. Una partecipazione che ha consentito di affrontare le sfide dei territori anche nella loro dimensione nazionale ed europea.
A richiamare l’attenzione sulle conseguenze concrete delle trasformazioni in corso per le comunità locali è stato Enrico Coppotelli, Segretario Generale della CISL Lazio. «Difendere il lavoro significa difendere la possibilità di restare, partecipare e immaginare il futuro», ha dichiarato, sottolineando la necessità di tradurre le politiche regionali ed europee in occupazione stabile, formazione e servizi. Per Coppotelli, le transizioni demografica, energetica e tecnologica incidono direttamente sulla vita delle famiglie e sulle prospettive delle imprese. Da qui la richiesta di un’innovazione che produca benefici condivisi, evitando di accentuare le differenze economiche e sociali tra i territori.
Particolarmente articolato il confronto sviluppato durante la tavola rotonda dedicata alle transizioni economiche, moderata da Giovanni Giorgetti, CEO di ESG89 Group, alla quale ha preso parte anche Coppotelli. Sono intervenuti i parlamentari Paolo Trancassini, Questore della Camera dei Deputati, Maria Elena Boschi, Capogruppo di Italia Viva alla Camera dei Deputati, e Michela Di Biase, Componente della Commissione Parlamentare per l’Infanzia e l’Adolescenza. Con loro Ernesto Lanzillo, Presidente del CdA di Deloitte & Touche, Monsignor Fabio Fabene, Segretario del Dicastero delle Cause dei Santi, e David Granieri, Presidente di Coldiretti Lazio.
Una riflessione sul futuro del lavoro e dell’innovazione sviluppata anche da Daniela Fumarola, Segretaria Generale della CISL, alla quale sono state affidate le conclusioni della giornata. Il suo intervento si è concentrato soprattutto sul rapporto tra progresso tecnologico e partecipazione democratica, con particolare attenzione all’impiego dell’intelligenza artificiale nei luoghi di lavoro.
«Vogliamo entrare nell’algoritmo, perché senza partecipazione la tecnologia si fa tecnocrazia», ha affermato Fumarola, rivendicando il diritto dei lavoratori a conoscere i criteri con cui vengono utilizzati i nuovi strumenti tecnologici e a contribuire alle decisioni che ne regolano l’applicazione. Un passaggio accompagnato da un richiamo alla responsabilità delle istituzioni: «Non possiamo fermare le trasformazioni, ma possiamo governarle».
Dal forum di Viterbo emerge dunque una questione destinata ad accompagnare il dibattito economico e sociale dei prossimi anni: come conciliare innovazione, sviluppo e tutela del lavoro, evitando che i cambiamenti aggravino le disuguaglianze già presenti.
Con questa prima edizione, la CISL Lazio ha voluto avviare un confronto che parte dalla Tuscia e guarda all’intero territorio regionale, nella consapevolezza che le grandi scelte economiche e tecnologiche producono i loro effetti soprattutto nella vita quotidiana delle comunità. La prospettiva indicata è quella di una crescita capace di valorizzare il lavoro e rafforzare la partecipazione delle persone alle decisioni che riguardano il loro futuro.

















