Il salario minimo una mostruosità, vi spiego perché

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Lavoro nel broadcast da 30 anni. Prima come assistente, poi operatore e ora qualche puntata da regista. Sono il fondatore e il responsabile del Sindacato A.S.A. Autonomo Sindacato Audiovisivi. Conosco il mercato italiano dell’audiovisivo a 360 gradi. Società, imprenditori, associazioni datoriali, sindacalisti di ogni sigla. Conosco quasi uno a uno tutti coloro che fanno televisione. Dirigenti Rai, LA7, Mediaset.
Credo tutti i giornalisti. Direttori di Tg. Conosco perfettamente i furbetti dell’audiovisivo, quei titolari di service che ancora non hanno capito che le maestranze vanno pagate e anche bene. Quei titolari di service che ancora pagano in nero, che ancora non sanno cosa sia pagare uno straordinario o un festivo. Povere menti. Ma questi poveracci sono tanti. E questi poveracci farebbero “carne da porco” con il salario minimo. Lo userebbero a loro piacimento, pensando di stare anche nel giusto. “Ti sto dando il salario minimo, sono in regola, mi dovresti ringraziare”. Invece di questa buffonata del salario minimo, si controllassero le società a tappeto, si controllassero le buste paga.
Si devono rinegoziare i CCNL di tutti i settori. Facendo in modo che ogni mansione abbia la giusta retribuzione. Se esistono zone d’ombra devono essere bonificate. Se esistono settori non tutelati, devono essere tutelati. Si alzassero gli stipendi fermi a 20 anni fa.
Si abbassasse il cuneo fiscale, il più alto d’Europa . Si facessero partecipare i salariati ai dividendi delle società. Il salario minimo è una mostruosità giuridica . Lo Stato non può e non deve sostituirsi alle parti sociali. La Concertazione è tra parte datoriale e salariati. Tutto il resto è inganno.

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