Gassani: “Codice Rosso” e le sfide ancora aperte contro la violenza

0

Nel panorama della giurisprudenza italiana esiste una figura che, da anni, si distingue per competenza, rigore e impegno nel contrasto alla violenza domestica e di genere: Gian Ettore Gassani, avvocato cassazionista e Presidente Nazionale dell’Associazione degli Avvocati Matrimonialisti Italiani. Gassani ha annunciato la pubblicazione della seconda edizione del Codice Rosso edito da La Tribuna, un’opera che arriva in un momento cruciale per il nostro Paese. La nuova edizione vede la luce all’indomani dell’entrata in vigore della “Legge sul femminicidio” (L. 2 dicembre 2025, n. 181), una riforma strutturale che ridisegna in modo profondo la normativa italiana contro la violenza sulle donne e la violenza domestica. Le innovazioni riguardano Codice penale, Codice di procedura penale e ordinamento penitenziario, introducendo strumenti più incisivi di prevenzione, repressione e tutela delle vittime. Il volume, curato con rigore scientifico, è arricchito da un’ampia selezione di giurisprudenza di legittimità, scelta tra le decisioni più recenti e rilevanti per l’operatore.

Abbiamo rivolto alcune domande all’avvocato Gassani per comprendere meglio lo stato delle cose sul codice rosso e le sfide ancora aperte.

Quali criticità permangono nel Codice Rosso?

«Le tempistiche, spiega Gassani, non sempre vengono rispettate per carenza di personale. Inoltre, manca una specializzazione obbligatoria per magistrati, avvocati e forze dell’ordine. Un altro nodo delicato riguarda la protezione a lungo termine, ancora troppo fragile: servono supporto psicologico, economico e soluzioni abitative stabili per chi esce da situazioni di violenza.»

Ci sono iniziative legislative che potrebbero rafforzare la tutela delle vittime?

«Sì. Parliamo del potenziamento del braccialetto anti-stalker, di protocolli obbligatori di valutazione del rischio, di maggiori fondi ai Centri Antiviolenza e di una formazione specialistica per tutti gli operatori. Inoltre, occorrerebbe prevedere un allontanamento più automatico e tempestivo nei casi di grave pericolo.»

Quali passi devono compiere il sistema giudiziario e la società per combattere la violenza sulle donne?

«Servono tribunali specializzati, personale formato e un coordinamento reale tra procure, servizi sociali e forze dell’ordine. Ma non basta. È necessario un cambiamento culturale profondo: educazione emotiva nelle scuole, promozione di modelli familiari equilibrati e un deciso rifiuto della cultura del possesso.
La violenza nasce nelle crepe dei nostri modelli relazionali. E finché questi non cambieranno, nessuna legge potrà essere sufficiente da sola.»

Il Codice Rosso de La Tribuna, sotto la guida di un’eccellenza come Gian Ettore Gassani, rappresenta un contributo fondamentale in un momento storico in cui la tutela delle vittime non è solo un’urgenza giuridica, ma una responsabilità collettiva. Un’opera che non è soltanto un testo normativo, ma un faro per chi opera quotidianamente in un ambito tanto complesso quanto vitale. Un ultimo, doveroso promemoria: per qualunque donna o vittima di violenza di genere è fondamentale rivolgersi immediatamente alle autorità competenti o chiamare il 1522, numero nazionale antiviolenza e stalking, attivo 24 ore su 24. La richiesta di aiuto è il primo passo verso la libertà e la protezione.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui