Mogol: ”Vi racconto quel viaggio a cavallo con Lucio Battisti“

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La storia della musica italiana si è illuminata ieri sera al Festival di Sanremo, con Mogol ospite speciale al Teatro Ariston. Il principe degli autori italiani ha ricevuto il Premio alla Carriera e Carlo Conti gli ha donato una riproduzione anastatica della sua prima canzone depositata alla SIAE nel 1960, “Precipito!”.

Tutto il pubblico si è alzato in piedi per un’interminabile standing ovation che lo ha visibilmente commosso. Mogol ha ricordato i numeri della sua carriera: 1776 canzoni depositate alla SIAE e 523 milioni di dischi venduti nel mondo: record su cui ha scherzato dicendo “non ci crede nessuno, nemmeno io”. Grande commozione quando alla domanda di Conti sulla sua canzone prediletta, Mogol ha citato “Dormi amore”, dedicato alla moglie e all’eternità dell’amore che lo lega a lei, destinato a sopravvivere con quei versi anche quando lui non ci sarà più.

Mogol è stato intervistato da Mirko Gancitano sul numero 62 di CulturaIdentità. Ecco un estratto dalla lunga chiacchierata. Per leggere tutta l’intervista abbonatevi a CulturaIdentità a questo link!

Mogol: “i miei 90 anni senza paura”

Tra i più rappresentativi autori italiani di testi musicali, Mogol – al secolo Giulio Rapetti – é appena uscito con il suo nuovo libro, Senza Paura. La mia vita (Salani editore). Un racconto intimo che attraversa ricordi, incontri e avventure di una vita straordinaria. […]

Come nasce questa opera e cosa rappresenta per lei in questo momento della sua vita?

È un libro che parla di me, della Milano degli anni Quaranta e di un bambino. Il racconto comincia da lontano – “dal nostro palazzo abitato quasi esclusivamente da famiglie. Noi abitavamo al primo piano. Di fronte c’era la famiglia di Titti, il mio primo amore. Quando ci fidanzammo, Titti aveva compiuto sei anni, mentre io ne avevo ancora cinque. Non ricordo esattamente come avvenne, ma ricordo le sue trecce bionde e gli occhi azzurri. La canzone del sole è dedicata a lei”. Il libro racconta la mia biografia, gli incontri di una vita, il viaggio a cavallo con Lucio Battisti fatto anche con mia moglie Daniela e tanti ricordi che ho potuto ricostruire insieme a Gianfranco Salvatore, senza il quale non avrei potuto colmare le inevitabili lacune della memoria.

Nel libro emerge il tema del viaggio come cura personale e il CavalGiro, il lungo percorso fatto a cavallo lungo la penisola in compagnia di Battisti

È un ricordo che porto con grande affetto. “Volevamo che quella cavalcata fosse un’esperienza il più possibile solitaria, un’avventura solo nostra. Partimmo ai primi di giugno, in gran segreto. La sveglia suonava alle quattro ogni mattina, così avevamo il tempo di fare colazione, preparare i cavalli e partire con le prime luci dell’alba. […]

L’intervista continua su CulturaIdentità n. 62. Clicca qui per leggerla tutta!!

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